Chiaravalle: la lettera di un lettore per ricordare lo scomparso Reichlin

Alfredo Reichlin 3' di lettura 23/03/2017 - La redazione riceve e pubblica la lettera di un lettore chiaravallese, che ricorda Alfredo Reichlin, venuto a mancare il 21 marzo 2017.



Ora anche il compagno On.le Alfredo Reichlin ci ha lasciato, é un pezzo di noi, di me che se ne va.

L'ho conosciuto tanti anni fa, negli anni '80 ad una Festa de l'Unità a Chiaravalle, ricordo che in mezzo a tanta gente (e non era facile trattenerla ad un comizio con tutte le piacevoli distrazioni della festa) ci parlò dell'allora situazione politica e dei compiti che un partito di governo com'era il P.C.I. doveva affrontare. Fu una lezione di storia, di economia, di istituzioni e di politica che affascinò inserendo dubbi, squadernò problematiche e limiti nostri, ancorando il tutto al ruolo del P.C.I. nella storia d'Italia, ma con una visione del futuro per la quale valeva e vale la pena di lottare, come poi ha saputo interpretare e consigliare fino a ieri.
Le cose dette dal compagno Reichlin in quella circostanza e a tutta quella gente, mi ricordarono un intervento più specificamente tecnico, ma di grande levatura politica del compagno On.le Luciano Barca ad Ancona a seguito della crisi petrolifera inizio anni '70. Non è un caso che questi compagni, entrambi direttori de l'Unità e di Rinascita, vissero la tragedia della guerra e profusero la loro ansia di libertà e di cambiamento nella Resistenza e nel Partito Comunista Italiano.
Ma grazie all'intelligenza politica ed alla autorevolezza di Togliatti, essi ancora molto giovani, si trovarono ad assumere compiti rilevanti in seno al P.C.I. Basti pensare l'inclusione di Barca nella segreteria del P.C.I. e di Reichlin alla direzione de l'Unità, dopo l'indimenticabile Pietro Ingrao. Luigi Longo il prestigioso Comandante Gallo, e poi il nostro amato Enrico Berlinguer seppero utilizzare al meglio le capacità di Barca e di Reichlin, affidando loro compiti sempre più impegnativi.

Mi conforta in questo triste momento (nel desolante quadro, dell'incapacità della maggior parte della classe dirigente di questo Paese), aver conosciuto ed apprezzato e molto condiviso quanto mi hanno e ci hanno potuto dare e tramandare questi compagni. Personalmente mi hanno aiutato a comprendere, a discernere e di conseguenza a lottare per costruire una società migliore per tutti.

Ricordo con rispetto e commozione le parole che mi disse in quella Festa il compagno Alfredo Reichlin, mentre lo stavo riprendendo con una telecamera Betamx. "Caro compagno fai bene ad utilizzare questi strumenti nuovi, essi ci aiutano, insieme alla radio (che avevamo come PCI a Chiaravalle), a propagandare le nostre idee con i nuovi mezzi che la tecnica ci mette a disposizione".
Caro Alfredo ciò che hai detto è vero, ma se non ci fossero stati anche i tuoi editoriali su l'Unità (quella tua; quella nostra), su Rinascita, i tuoi libri, atti e interventi in Parlamento (che hai onorato), e da ultimo il tuo ragionato e sofferto No al referendum costituzionale. Forse oggi non avremmo la forza e la determinazione di fare nostro il tuo ultimo messaggio: "Non lasciamo la sinistra sotto le macerie!".
Continuiamo la tua lotta e la nostra lotta che parte da lontano e che arriverà lontano. Grazie.

Lettera firmata da GIANNI AQUILI, cittadino ed ex amministratore di Chiaravalle






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-03-2017 alle 11:02 sul giornale del 24 marzo 2017 - 1142 letture

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