Chiaravalle: MeetUp 'Ospedale di comunità o ruderi di sanità?'

Ospedale di Chiaravalle 2' di lettura 03/04/2017 - Il “sinistro” PD al governo in Regione e nel comune di Chiaravalle continua nella sua solita politica degli annunci.

Febbraio 2016 il presidente della regione Ceriscioli nonché assessore alla sanità comunica che la giunta ha deliberato la conversione dei 13 piccoli ospedali delle marche in ospedali di comunità. Annunciava una rivoluzione culturale nel modo di fornire servizi sanitari alla popolazione che sarebbe divenuta pienamente operativa dal 1 gennaio 2017.

Il 1 aprile 2017 una delegazione del movimento 5 stelle guidata dal parlamentare Andrea Cecconi e dal capogruppo al consiglio regionale Giovanni Maggi, si recava all’ospedale di Chiaravalle per verificare quanto realizzato e come l’ospedale di comunità stesse funzionando. Ci ha ricevuto la direttrice del distretto di Ancona dottoressa Balsani che ci ha fatto visitare ciò che resta di un ospedale che per tanti anni era stato un punto di riferimento di un territorio di 50.000 abitanti. A parte i servizi già esistenti rimasti attivi (Hospice e RSA) delle mirabilia narrate dal falsificatore seriale Ceriscioli non abbiamo trovato nulla.

In particolare ci interessava quella disponibilità dei medici di famiglia a fornire un servizio h 24 (24 ore di attività continuative di ambulatorio) per gestire anche piccole emergenze (codici bianchi e verdi) che così non sarebbero andati ad intasare i pronti soccorsi di Jesi e Torrette.

La dottoressa ci ha spiegato che questo servizio non c’era in quanto l’accordo con i medici di famiglia non era stato raggiunto. Alla domanda ma come si può contrabbandare un accordo attivo (comunicazione del presidente Ceriscioli del febbraio 2016) quando in realtà quell’accordo non esiste. Risponde la direttrice del distretto che sono problemi politici e che lei non può rispondere. E noi conveniamo. Poi cerca un’inutile giustificazione che è meglio così perché durante il giorno ci sono medici esperti che garantiscono un turno di urgenza diurno (8-20). Dice la direttrice che si tratta di medici esperti selezionati e quindi specialisti dell’emergenza e non medici di famiglia non adatti a svolgere questo servizio. Sta di fatto che in quel momento l’unico medico presente nel cosiddetto ospedale di comunità era la dottoressa di guardia medica, l’inesperta dell’urgenza!

Nell’Ospedale di comunità vi dovrebbe essere la presa in carico dei pazienti con malattie croniche neoplasie, dialisi, diabetici, bronchitici cronici ecc con una riduzione reale dei tempi di attesa. Anche questa innovazione di una sanità nuova in pratica è un desiderio, qualcosa che dovrà essere realizzata non si sa come né quando.

Invitiamo i cittadini ad attivarsi in comitati di pressione perché si renda operativa una delibera della giunta regionale che essendo legge non ha motivo di non essere attivata. Se non è possibile riavere l’Ospedale che fu, dateci almeno l'ospedale di comunità non balle o narrazioni di cose che non esistono.


da Pierpaolo Morosini
Co.Organizer Meet-up Movimento 5 Stelle Chiaravalle





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-04-2017 alle 18:46 sul giornale del 04 aprile 2017 - 1823 letture

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