Maiolati: ampliamento verticale della discarica, la risposta del Comitato difesa diritti al comune

La discarica della Cornacchia di Moie 05/04/2017 - Nata con tante buone ragioni per servire il territorio di pochi comuni della media Vallesina, con la promessa che una volta esaurita sarebbero stati altri territori a farsi carico dello smaltimento dei rifiuti, la discarica “La Cornacchia” di Moie nel corso degli anni è cresciuta a dismisura per logiche del tutto estranee alla sua ragione d’essere.

Di fronte al business le ragioni della misura, del buon senso, della prudenza sono completamente scomparsi nei sindaci del Comune di Maiolati che si sono succeduti in questi ultimi 15 anni. Invece di cercare di ridurre la quantità di rifiuti da interrare, si è esteso il bacino di utenza della discarica e a fronte del calo dei Rifiuti Solidi Urbani per effetto della raccolta differenziata, la discarica si è specializzata nei rifiuti speciali che possono essere presi anche da fuori regione.

Due anni fa venuti a conoscenza dell’ennesimo progetto di ampliamento della discarica, ci siamo costituiti in Comitato e abbiamo posto alle autorità preposte al rilascio dell’autorizzazione una semplice domanda. Siete sicuri che questo impianto non faccia male alla salute?

La risposta è ormai nota a tutti. No, non sono sicuri proprio per niente. Anzi dai dati in possesso dell’Asur e dell’Arpam risultano un eccesso di ricoveri e di mortalità per varie patologie tumorali nei comuni più prossimi alla discarica: Maiolati e Castelbellino unici comuni in cui sono stati fatti alcuni controlli. Il proponente, cioè il comune di Maiolati, si è aggrappato al fatto che “manca il nesso causale”.
Certo non si sanno le cause di questo problema, anche perché nessuno degli organi preposti, le ha mai approfondite.

A questo proposito, che fine hanno fatto dottor Mariottini dell’Arpam le richieste di studi epidemiologici inoltrate alla vostra struttura da vari sindaci dei Comuni del territorio? Nella lettera protocollo 103777 del 14 novembre 2016 Asur marche Area Vasta 2 a firma del Responsabile del Servizio Igiene e Sanità Pubblica dottor Andrea Filonzi in risposta a una richiesta di parere da parte della provincia in merito al progetto di “innalzamento temporaneo quote di abbancamento…..” oltre che raccomandare una corretta gestione del transito di mezzi pesanti per evitare l'aumento di polveri sottili PM2.5, oltre che eliminare o, comunque ridurre le emissioni odorigene legate al biogas dice testualmente: “nella fase di attività dell’impianto dovranno anche essere evitati sviluppi di ratti e o altri animali indesiderabili per il cui contenimento dovranno essere eseguiti periodici adeguati interventi di derattizzazione e disinfestazione.
BENISSIMO egregio dottor Filonzi, sarà pero’ forse anche il caso di iniziare a sollecitare i suoi dirigenti e fare una attenta valutazione di impatto sanitario di questa discarica per valutare e verificare anche lo stato di salute della popolazione oltre che preoccuparci giustamente dei ratti? Perche’ ancora non esiste un registro dei tumori? Ricordiamo che questa discarica è un impianto insalubre di prima classe. Non si può certo quindi escludere che la causa principale di queste malattie sia proprio questo impianto.

È per questo che riteniamo del tutto fuori luogo l’ostinazione del comune di Maiolati a prolungare l’attività della discarica. Si rimane inoltre costernati di fronte al superstipendio ( pari alla cancelliera tedesca Merkel per intenderci!) che percepisce il direttore generale della discarica (vedi sito SOGENUS). Dopo veniteci a dire che non ci sono le risorse per ricollocare gli operai della Sogenus! O che i cittadini di Maiolati devono fare sacrifici perché le casse del comune sono vuote!

Attualmente è in esame in provincia l’ultimo progetto di ampliamento della discarica che prevede un aumento di 200 000 mc di rifiuti speciali da stipare nella vasca in esaurimento. Vasca che si trova ad appena mille metri lineari dalle scuole! Il Tar delle Marche ha bocciato non più di due mesi fa l’ampliamento in orizzontale perché troppo vicino al centro abitato e quindi pericoloso per la salute della popolazione. Ma la provincia ha trovato la scappatoia in un cavillo che si sintetizza in due magiche parole “progetto originale”.

Secondo il PRGR le discariche non possono essere ampliate più del 30% rispetto appunto al progetto originale, e in questo 30% sono compresi anche tutti gli ampliamenti avvenuti nel corso del tempo. Ora nel nostro caso saremmo ampiamente oltre questa soglia dopo l’ampliamento avvenuto dieci anni fa. Ma anche la Regione su richiesta di parere avanzato dalla Provincia, ritiene che l’ampliamento di dieci anni fa, non sia in realtà un ampliamento, ma una nuova discarica e che questa appunto va intesa come progetto originario. Poco importa se all’epoca fu autorizzata come ampliamento, poco importa se sta all’interno dello stesso complesso recintato e che utilizza lo stesso sistema di captazione dei gas e del percolato prodotti e soprattutto poco importa se a respirare le esalazioni di questa “nuova” discarica siano sempre gli stessi, cioè i cittadini di Moie e Castelbellino oltre che dei comuni intorno.

Nessun accenno al problema della TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI che dovrebbero essere salvaguardati dalla legge che stabilisce una distanza minima di 2 Km dai centri abitati che in questo modo verrebbe aggirata per altri anni ancora. Ringraziamo il sindaco di Belvedere Ostrense dott. Piccioni che correttamente in quanto responsabile della salute dei suoi concittadini ha manifestato la sua avversità a questo ennesimo prolungamento della vita della discarica della cornacchia.
Ci auguriamo che anche altri sindaci del territorio possano esternare all'architetto Bugatti responsabile del Settore IV area Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali e quindi di questo procedimento di VIA e alla dott.ssa Romagna sua collaboratrice presso la Provincia, che attualmente stanno valutando la legittimità di questo progetto, le loro avversità. Riteniamo che le battaglie, specie quelle di civiltà come questa, vadano fatte fino in fondo.
E noi non ci arrendiamo, faremo valere con tutti gli strumenti legali disponibili i nostri diritti, in primis il diritto alla salute.


da Comitato difesa diritti civici, legalità e beni comuni





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-04-2017 alle 11:44 sul giornale del 06 aprile 2017 - 2080 letture

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