Marisa Garofalo racconta la storia della sorella Lea, vittima di 'ndrangheta, e di Denise

3' di lettura 07/04/2017 - Lea Garofalo, testimone di giustizia, vittima di 'ndrangheta. Denise, sua figlia. La storia di due donne coraggiose, che si sono ribellate alla cultura della criminalità, con scelte radicali.

Lea Garofalo è cresciuta in un contesto criminale e ha conosciuto la ’ndrangheta da vicino. Suo fratello è un boss che gestisce gli affari di una ’ndrina di cui fa parte anche il padre di sua figlia e suo ex compagno, Carlo Cosco.

Lea però desidera per Denise una vita diversa dalla sua, senza violenza, menzogna e paura.

Nel 2002 decide di collaborare con la giustizia, denuncia quello che ha visto e quello che ha sentito, raccontando ai magistrati i loschi affari dell’ex compagno e del suo clan; viene così sottoposta con la figlia al programma di protezione, dal quale nel 2006 viene estromessa perché il suo apporto è giudicato "non significativo".

Nel dicembre del 2007 viene riammessa al programma, ma nell'aprile del 2009 (pochi mesi prima della sua scomparsa) decide all'improvviso di rinunciare volontariamente a ogni tutela.
Dopo aver vissuto in solitudine, sotto false identità, cambiando continuamente residenza, Lea non ha infatti più fiducia nelle Istituzioni.

Sfugge a un tentativo di sequestro, ma viene attirata con l’inganno a Milano dal suo ex compagno.
Il 24 novembre del 2009, dopo essere stata torturata, viene strangolata da Carlo Cosco.
Quel che resta del suo corpo, dopo essere stato bruciato, viene sepolto in un terreno vicino Monza.

Denise, dopo la scomparsa di Lea, capisce che suo padre, con cui è andata a vivere, le sta mentendo. Con lo stesso coraggio di sua madre si reca da un magistrato, rendendo possibile l’apertura delle indagini e il processo contro suo padre e i suoi complici, che grazie alla sua testimonianza chiave vengono condannati all’ergastolo.
Da allora Denise continua a vivere sotto protezione.

Perché quando rompi con la famiglia, quando vuoi venirne fuori, diventi una infame, una cosa lorda, la vergogna per il padre, i fratelli, il marito. E la vergogna si lava con il sangue” (Enrico Fierro).

Nelle mattine di venerdì 7 e sabato 8 aprile 2017MARISA GAROFALO racconterà la storia di sua sorella Lea agli studenti delle scuole medie di Jesi (AN) e Moie (AN). Venerdì 7 aprile 2017, a partire dalle ore 17.00, presso il Teatro Moriconi di Jesi, incontrerà invece la cittadinanza.

Quella di Marisa Garofalo è la testimonianza toccante di una sorella che non si arrende, di una zia che combatte ancora e che denuncia. “Lea Garofalo e sua figlia Denise vanno raccontate con impegno costante nelle scuole, nelle piazze, sui libri: l’eroismo in penombra di chi crede nel dovere della verità è l’arma migliore contro le mafie, la partigianeria che profuma di «quel fresco profumo di libertà». (Giulio Cavalli).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-04-2017 alle 10:24 sul giornale del 08 aprile 2017 - 2225 letture

In questo articolo si parla di attualità, Movimento Agende Rosse

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