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Rifondazione: 'Pace diritti e solidarietà, ecco il nostro 25 aprile'

2' di lettura 21/04/2017 - I periodici attentati che insanguinano le strade d’Europa, le immagini quotidiane di città bombardate, i volti piangenti di donne e bambini, i gommoni stracarichi di dolore e speranza sui flutti, e poi i poveri costretti all’umiliazione della mano tesa, alla pietà di un rifugio per la notte.

Sono lo sfondo del nostro presente la testimonianza di quella “guerra mondiale a rate” che connota il nostro tempo. C’è il rischio che tutto questo diventi una patologia silente che, entrata nelle vene della nostra società, crea assuefazione all’orrore, anestetizza l’indignazione.
Questa patologia ci abitua ai luoghi comuni, al bisogno del nemico (sempre quello che ci raccontano), alla paura del diverso, all’accettazione di provvedimenti che limitano i diritti e la libertà.
Questa patologia ci fa sentire incapaci, impotenti e rassegnati, ci fa dire come la Perpetua dei promessi Sposi, rasseganti e realisti “così va il mondo”. E invece no bisogna reagire, indignarsi, protestare e chiedere giustizia.

In questi giorni il parlamento ha approvato il cosiddetto decreto Minniti, norme che ripristinano i “campi di concentramento” (e ora di chiamarli per quello che sono) per i migranti, i “tribunali speciali” dove la legge non sarà più (se mai lo è stata ) uguale per tutti, il reato di “povertà” che consentirà di sanzionare ed espellere dalle città poveri e mendicanti. In questi giorni abbiamo assistito ai bombardamenti sulle città della Siria e sulle popolazioni civili, abbiamo letto della “bomba più potente del mondo “sganciata in Afghanistan, delle minacce che il presidente “guerrafondaio “ Trump rivolge al mondo.
Purtroppo il “movimento per la Pace” quella che solo un decennio fa il New York Times chiamava la seconda potenza mondiale, dorme silente e indeciso. Pensiamo ci sia urgenza di agire, come è possibile e dove è possibile.

Nel nostro piccolo ci stiamo provando, abbiamo scritto “agli uomini e alle donne di buona volontà”, che ogni giorno con il loro fare testimoniano solidarietà, (Come la Caritas qui a Chiaravalle), di incontrarci e insieme trovare parole e iniziative per “restare Umani”. Pace, diritti, solidarietà, sono le armi possibili, per fermare la guerra in atto, noi continueremo ad usarle … e tu?


da Partito della Rifondazione Comunista




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-04-2017 alle 15:54 sul giornale del 22 aprile 2017 - 1123 letture

In questo articolo si parla di attualità, Partito della Rifondazione Comunista

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