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Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 9 luglio

4' di lettura 10/07/2017 - Dal Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore

VOI STANCHI E SFINITI… VENITE A ME
Gesù ha davanti a sè gente stanca e sfinita, come pecore senza pastore. Per questo Gesù annuncia il Regno di Dio, cioè l’amore premuroso del Padre e la misericordia sconfinata del Figlio, inviato dal Padre. E a conclusione di tutti gli insegnamenti Gesù rivolge un invito ai suoi ascoltatori. Ma è un invito per gli uomini di tutti i tempi: Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero. Approfondiamola questa affermazione:
* Vi darò ristoro, riposo: è la pace del cuore oggi, è il riposo, la gioia piena nell’eternità;
* Prendete il mio giogo: certo, Gesù richiede obbedienza alla sua parola. E’ possibile sperimentare la sua pace se c’è l’impegno a seguirlo. Ecco il motivo per cui tanti lo rifuggono: non ci si vuole sottomettere a lui. Per questo Gesù continua precisando subito due cose:
* Io sono mite: non è un tiranno, non è venuto per spadroneggiare, non è venuto per far soffrire. E’ vero che richiede obbedienza, ma non è arrogante. La sua mitezza arriva fino ad offrire la vita, e per questo dono l’uomo può trovare pace.
* Il mio giogo è leggero: chiede obbedienza, ma è una obbedienza di amore. L’offerta della sua vita indica che Gesù vuole solo il nostro bene. Chi lo segue si accorge subito che l’obbedienza a lui, anche se è difficile, porta solo la pace.
E, al contrario, chi non accoglie il Signore continua a rimanere senza gioia nel cuore e senza pace, senza un senso per la vita, senza speranza.

VENITE A ME… SONO LA SORGENTE DELLA GIOIA
Chi sarà capace di accogliere la persona di Gesù e di trovare in lui la propria gioia? Tanti lo rifiutano, vedendo la fede come qualcosa di pesante, di faticoso. Ma accanto a chi rifiuta Gesù, c’è anche chi lo accoglie, chi lo accoglie veramente. La storia è piena di santi e di gente umile, ugualmente santa.
E proprio per coloro che con fede accolgono la Parola, Gesù ringrazia e benedice il Padre. “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli”. E in questa preghiera di lode al Padre perchè tanti accolgono la Parola di Dio e trovano in lui gioia e pace, Gesù nota chi sono coloro che aprono il cuore alla Parola di Dio: i piccoli, i semplici, gli umili, i poveri, coloro che hanno il cuore libero da affanni per le cose del mondo. Per cui questa preghiera diventa anche un insegnamento per capire quali atteggiamenti bisogna avere perchè la Parola di Dio possa entrare nella nostra vita e rinnovarla.

DEI PICCOLI E’ IL REGNO DEI CIELI
Gesù benedice il Padre perchè la onnipotenza di Dio si fa presente ai più umili: solo i semplici, i piccoli, i poveri sanno aprire il cuore a Dio. A tutti Dio vuol donare una fede forte. A tutti Dio vuol donare la gioia della sua presenza, a tutti Dio vuol comunicarsi. Ma non saranno i sapienti e gli intelligenti secondo questo mondo a conoscere il Signore. E piccoli, allora, bisogna farcisi .
E chissà che la nostra difficoltà a seguire il Signore o i nostri dubbi di fede non dipendano proprio da questo, che cioè non vogliamo affidarci al Signore, che non vogliamo sentirci di fronte al Signore bambini bisognosi di tutto. Solo chi desidera amare il Signore, solo chi si abbandona in lui, chi gli dà fiducia.... alla fine lo sperimenta, lo incontra e lo conosce. E ne sperimenta la pace.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-07-2017 alle 00:14 sul giornale del 10 luglio 2017 - 890 letture

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