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Sport: Jesina, la società non è ancora pronta per una gestione imprenditorale

4' di lettura 28/08/2017 -

Al termine del primo match ufficiale di stagione, quarantotto ore dopo l’Assemblea dei soci della Jesina, in vista anche dell’imminente esordio in campionato, il presidente Polita, si è messo a disposizione della stampa per rispondere alla domande dei giornalisti e mettere in chiaro alcune questioni societarie.

L’Assemblea di venerdì 25 ha creato probabilmente uno spartiacque, tra alcune vicende che avevano riscaldato l’estate del calcio, vissuta tra certezze, illazioni spesso non smentite o confermate e l’immediato futuro.

Situazioni che hanno acceso la tifoseria, che ha visto il concretizzarsi di una stagione più ambiziosa, quella stessa tifoseria che, fino a qualche mese fa, non si era tirata indietro, quando era stato il momento di criticare la società (vedi foto).

In buona sostanza l’Assemblea dei soci ha deciso di rinnovare l’attuale Consiglio di amministrazione, fino al maggio 2018: come leggere questa decisione?

Parleranno i fatti; l’interesse della società è dare continuità all’attuale gestione, che dura da diversi anni, sciogliere alcuni nodi, su tutti quello che riguarda il ruolo della signora Tardella, dentro o all’esterno della società.

Basta già questa considerazione per affermare che non sarà un Consiglio ingessato.

Alla società mi sento di dire che é stata, fino a una settimana fa, troppo silenziosa: in presenza di chiacchiere, considerazioni, semplici illazioni, probabilmente una po’ di chiarezza da l’unica voce ufficiale – quella della società – non avrebbe fatto male.

«Presidente, l’altra sera si è riunita l’Assemblea dei soci. Cosa è stato deciso?»

«L’Assemblea ha deciso che per il momento andiamo avanti con una gestione cosidetta “familiare”. È una banalità dire che andiamo avanti con una gestione familiare, ma è così, non siamo pronti per una gestione imprenditoriale. In generale, dagli interventi dei soci, ho avuto l’impressione che si è trattato di una Assemblea costruttiva.»

«Quindi se non abbiano capito male, non è ancora arrivato il momento di far entrare nuovi personaggi nella gestione della società!»

«Non siamo pronti, non siamo ancora in grado di modificare il nostro modus operandi da familiare a imprenditoriale. Non vorrei essere frainteso, io per primo ritengo che il modello imprenditoriale sarebbe quello più giusto, dico che non siamo pronti. E ribadisco una cosa: non lo dico io, ma è una decisione presa dell’Assemblea.»

«Come vive questo momento la squadra?»

«Abbiamo parlato con la squadra, abbiamo spiegato che ci sarà una proroga dell’attuale modo di gestire la società fino alla fine del campionato; siamo molto tranquilli perché gli sponsor hanno confermato, i soci, quel poco o quel tanto che possono dare, anche loro l’hanno confermato,»

Una delle questioni emerse in questa improvvisata conferenza stampa, caldeggiata dal sottoscritto, Evasio Santoni e Fabrizio Romagnoli, ha riguardato la presa di posizione del socio Marco Catani, che giorni fa, ha espresso per iscritto, il suo disaccordo con alcune decisioni del presidente.

«Catani ha mille ragioni di esprimere il suo punto di vista – ha risposto Polita - dico solo che se l’Assemblea si fosse fossilizzata sulle mie decisioni, sarebbe un’Assemblea piatta. Io ho fatto politica e come in politica, all’interno dell’Assemblea ci deve essere una dialettica, guai se tutti fossero appiattiti sulle posizioni di una singola persona, che sia il presidente o qualcun altro. L’Assemblea dei soci ha votato e approvato, non all’unanimità, ma a maggioranza, la mia relazione, decidendo di proseguire la gestione con le attuali modalità. Qui non ci sono soci che detengono il 51% delle quote, non ci sono mecenati, l’Assemblea decide gli indirizzi, approva il bilancio, decide i programmi che il Consiglio dovrà andare a realizzare.

Se qualcuno degli attuali soci manifestasse una intenzione di disimpegno nei confronti della società, questa verrebbe respinta con forza, noi non accettiamo dimissioni da consiglieri. Per tenere compatta la società, di fronte a posizioni contrarie alla mia, mi sono astenuto. Fondamentalmente sono soddisfatto che la mia relazione non sia stata accettata all’unanimità, bensì a maggioranza, perché auspico che ci siano sempre dialettica e confronto, ogni opinione diversa dalla mia o da quella di altri, merita attenzione.»

«La posizione dello sponsor Coltorti?»

«Mi risulta che abbia confermato il suo impegno come sponsor, con lui ci sono stati anche dei confronti riguardo l’organizzazione del marketing. Certo, se poi uno sponsor fa delle valutazioni critiche che riguardano la gestione, anche questo fa parte di una dialettica costruttiva. In sostanza noi non abbiamo bisogno di yes men.»






Questo è un articolo pubblicato il 28-08-2017 alle 14:22 sul giornale del 29 agosto 2017 - 2989 letture

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