Titolo di 'Città regia', il parere di Fava e Giuliodori: 'Più che regia, 'imperiale''

Jesi città regia 13/10/2017 - A proposito del levarsi di alcune voci, anche istituzionali, circa il tentativo di assegnare alla nostra città l’appellativo di “regia”, lo storico locale Marco Torcoletti ha già provveduto brillantemente a dimostrare l’inesistenza di documenti che possano avvalorare il riconoscimento di quel titolo.

Del resto i documenti presenti nell’Archivio comunale, e come ampiamente argomentato in un suo scritto anche dal professor Raffaele Molinellli, parlano chiaro. Le due istanze avanzate nel 1939 dall’allora podestà Amadori (la seconda chiedendo l’intercessione dello stesso Mussolini) furono respinte dalla Consulta araldica per ragioni insormontabili: intanto per mancanza di fondamenti storici e poi perché il titolo di “regia” non esiste nella gerarchia araldica.

Ora se si vuol contrapporre ai fatti una valutazione socio-politica circa il sentimento di una parte della città, occorre riconoscere che Jesi ha un patrimonio di cultura e di tradizione repubblicana e laica che dal dopoguerra in poi si sono prevalentemente e costantemente manifestate.

Davvero qualcuno pensa, inoltre, che una “autarchica” delibera di Giunta, priva di qualsiasi fondamento storico e di valore araldico, possa incrementare il flusso turistico in città? O non è più probabile che ci esponga a facili ironie? E poi ironia per ironia. Che Jesi sia stata fondata da Re Esio è una leggenda, che l’Imperatore Federico II sia nato qui è storia. Allora perché limitarci? Bando alla modestia, altro che regia! Jesi “città imperiale”.

Il contributo è di Gabriele Fava ed Ero Giuliodori





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-10-2017 alle 17:24 sul giornale del 14 ottobre 2017 - 1479 letture

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