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Buchi neri, fusione e la 'Relatività generale' di Einstein all'incontro a Palacco Bisaccioni

1' di lettura 12/12/2017 - Due buchi neri, dopo una lunga danza uno attorno all’altro, stanno esaurendo la loro energia, non possono più stare lontani  e si avvicinano uno all’altro sempre di più, sempre più vicini fino  a quando, separati da poche centinaia di chilometri, iniziano a girare ad una velocità prossima a quella della luce (150.000 km/s circa).

E’ questo il momento: le loro masse veloci disturbano lo spaziotempo proprio come l’acqua che bolle in una pentola mette in agitazione la sua superficie. In una frazione di secondo, i buchi neri fondenti emettono tantissima energia, un’energia centinaia di volte più intensa di quella emessa da tutte le stelle dell’universo. Eccolo, nessuno lo vede ma si è formato un nuovo buco nero, 53 volte più pesante del nostro Sole. E lo spazio-tempo che lo accoglie, è tornato tranquillo.

Ma c’è ancora traccia di quel fenomenale evento: la collaborazione scientifica dei tre rilevatori di onde gravitazionali (due “LIGO” negli Stati Uniti e uno “VIRGO” in Italia, a Cascina presso Pisa) ha permesso di registrare questo evento eccezionale il 14 agosto 2017 alle 10.30.43 UTC.
Durante i momenti finali della fusione dei due buchi neri, circa 3 masse solari sono state convertite in energia sotto forma di onde gravitazionali. Tutto in sintonia con le previsioni della “Relatività generale” di Albert Einstein“.

Questo sarà l’oggetto della conferenza che si terrà giovedi 14 dicembre ore 16.30 presso la Sala di Palazzo Bisaccioni (Fondazione Carisj) in Piazza Colocci, Jesi, relatore il prof. Gabriele Fava.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-12-2017 alle 16:13 sul giornale del 13 dicembre 2017 - 1589 letture

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