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Italia nel cuore presenta i propri candidati alle prossime elezioni: per le Marche Federica Carbonari

6' di lettura 02/01/2018 - Il Movimento Politico Italia nel Cuore presenta a Jesi (An) i suoi candidati al Parlamento: Federica Carbonari per le Marche, Luciano Nardini per la Toscana, Beniamino Bullio per il Lazio e il candidato Premier Mauro Tiboni. Presente il sottosegretario nazionale Monica Mioli.

“In politica la sincerità e la coerenza, che a prima vista possono sembrare ingenuità, finiscono alla lunga con l'essere un buon affare”. E' sulla traccia di Piero Calamandrei che il Movimento Politico Italia nel Cuore si presenta anche a Jesi, nel corso di una conferenza stampa moderata dalla giornalista Talita Frezzi, svoltasi a Palazzo dei Convegni, in corso Matteotti. Il Movimento – che ha l'obiettivo di cambiare il volto della politica italiana – si presenta in vista delle prossime elezioni del 4 marzo e scende in campo con i suoi rappresentanti, candidati al Parlamento per le Regioni Marche, Toscana, Lazio. Per le Marche, l'avvocato Federica Carbonari, 33 anni di Castelbellino.

“Nel 1996-97, Romano Prodi e Carlo Azeglio Ciampi, governatore della Banca d’Italia hanno sovvertito gli accordi del trattato di Maastricht del 1992, accettando di fatto le imposizioni della Germania, imposizioni che hanno introdotto il “Patto di Stabilità”, un vero e proprio golpe alla Costituzione Italiana – spiega la candidata - quello stesso professor Prodi che poco dopo dichiarò al popolo italiano che sarebbe stato come lavorare un’ora in meno e guadagnare il doppio. E invece di colpo ci si è ritrovati a spendere il doppio, guadagnando la metà. Nelle vendite di largo consumo gli esercenti proponevano beni e servizi con prezzo raddoppiato rispetto al vecchio prezzo in lire con libero sfogo alle speculazioni. Ma mentre beni e servizi raddoppiavano, i salari dei cittadini si ultra dimezzavano. Abbiamo rinunciato a tutti gli strumenti di flessibilità cui dispone una nazione sovrana per gestire l’ordinario e lo straordinario: Banca Centrale, possibilità autonoma di stampare moneta e muovere i tassi. Ma da questa Europa si può e si deve uscire perché il “Patto di stabilità” sottoscritto a discapito degli italiani da Prodi e Ciampi ha violato lo stesso Trattato di Maastricht, surclassando la Carta Costituzionale fonte giuridica di rango superiore; l'uscita di uno Stato membro è diritto sancito espressamente dall’art. 50 del trattato di Maastricht”.
La candidata Carbonari insiste anche sulla moneta unica, “creata su misura per la Germania, perchè di fatto più la Germania cresce, più l’Italia regredisce economicamente. Possiamo affermare che questa Europa, nata nel 1950 con lo scopo di aggregare culture ed economie, ha di fatto prodotto l'opposto, snaturando gli Stati e demolito ogni singola sovranità. Un’’Europa che all’economia reale ha sostituito l’economia finanziaria delle banche, che si è piegata alle logiche delle lobbies che asseconda politiche dell’immigrazione che producono solo discriminazione verso gli italiani. E l’euro è stato il veicolo che ha permesso tutto ciò. Torniamo quindi a essere un Paese libero, democratico e sovrano. Un Paese che non stampa la propria moneta è un Paese che ha perso completamente la sua sovranità. Da Italiana, questa è l’Italia che sogno e che voglio per i miei figli, questa è l’Italia che abbiamo nel cuore”.

Il candidato per la regione Toscana, Luciano Nardini, 70 anni commerciante del settore tessile, punta l'attenzione su una necessaria e corretta legislazione in materia economica “che faccia scorrere il sistema Italia in maniera fluida, non chiedo né incentivi né aiuti”, spiega indicando nella Costituzione del 1948 e nella sua applicazione la chiave di volta per un sano rinnovamento del Paese. Il candidato per la regione Lazio, Beniamino Bullio, 69 anni ingegnere nucleare, si è soffermato sull'aumento della povertà e sulle disuguaglianze sociali che collocano l'Italia tra i Paesi più poveri d'Europa. “La vittoria del no al referendum del 4 dicembre ha amplificato il dibattito sull'emergenza povertà in Italia, individuata da più parti come una delle cause della disfatta renziana. Una situazione insostenibile, alla quale il “sistema Italia” propone un concetto di solidarietà che pretende di sostituire con la beneficienza ciò che invece è un diritto”, continua Bullio facendo riferimento al rapporto Istat 2016 che racconta di un Paese in cui aumentano disuguaglianze, overtà, precarità e disoccupazione con 1 milione e 582mila famiglie in povertà assoluta, il numero più alto dal 2005.Una persona su 13 vive in povertà assoluta cioè con meno di 506 euro al mese. “Noi vogliamo rendere illegale la povertà attraverso la ricostituzione del fondo sociale e per la non autosufficienza (che sono stati azzerati), la moratoria dei crediti di equitalia e bancari per chi è in difficoltà, pagamenti immediati per chi fornisce servizi beni e prestazioni, agricoltura sociale, sospensione reale degli sfratti esecutivi, destinazione del patrimonio immobiliare sfitto e requisito alla criminalità per usi sociali e abitativi, riconoscimento della residenza ai senza fissa dimora e rinegoziazione dei debiti”.

Il candidato Premier Mauro Tiboni, 49 anni di Salò, vittima della alienazione genitoriale Pas, da 14 anni cerca di veder crescere suo figlio, nonostante le conseguenze di una separazione burrascosa in cui l'ex coniuge gli impedisce di frequentare il figlio demolendo la sua figura di padre. Una lotta personale che lo ha spinto a voler cambiare le cose, anche per tutti quei padri che vivono lo stesso dramma. E citando Calamandrei, parla di una politica “diventata la bottega degli affari personali, dove il politico di turno si è dimenticato che lo Stato non è un fine ma un mezzo per attuare il bene comune dei cittadini, il nostro bene comune. Ecco allora – continua – che anziché tutelare i cittadini italiani si tutelano gli immigrati clandestini e irregolari, e anche la regione Marche non ne è esente. Noi oggi richiamo di perdere ciò che resta della nostra sovranità nazionale, di essere fagocitati dal Nuovo Ordine Mondiale assoggettato alla grande finanza, alla sostituzione etnica e alla sottomissione all'Islam”. Tiboni, candidato Premier per il Movimento Politico Italia nel Cuore, nato il 7 novembre 2015, parte dalle singole esperienze negative di impresa e malagiustizia per lanciare una sfida, così che le storie degli uomini e le donne candidati per questa rivoluzione politica siano le storie di tanti italiani. “La nostra azione – continua Tiboni – si basa su un concetto chiave: “persone giuste al posto giusto per una politica del fare”. Politica che dovrà perseguire tanti obiettivi, la tutela dei cittadini italiani, della loro sicurezza, la tutela delle imprese italiane e del Made in Italy con il sostegno economico alle stesse e la conseguente detassazione. La priorità è bloccare l'emorragia di fallimenti e chiusura di centinaia di aziende. Tutelare le imprese italiane significa tutelare i lavoratori nonché il diritto al lavoro. Va debellato il fenomeno dell'immigrazione di massa, perché è frutto di una falsa propaganda assistenzialistica dei governi di sinistra che nascondono una speculazione economica senza precedenti”.

Il Movimento si presenta ai cittadini e agli elettori con due pilastri fondanti della concretezza e dell'autenticità, basati su eticità e onestà. I propri candidati, selezionati in base a un rigido atto costitutivo, hanno il veto di utilizzare ruoli istituzionali per fini e interessi personali. Inoltre nessuna coalizione politica verrà attuata.

Info: www.movimentoitalianelcuore.it
Facebook: Italia nel Cuore.


da Italia nel Cuore - Marche al Centro





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-01-2018 alle 23:55 sul giornale del 03 gennaio 2018 - 3818 letture

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