Monte S. Vito: Amo il mio paese e l'ex consigliere Sassi sul fallimento Sic1

avvocati legge tribunale 20/02/2018 - Dopo aver appreso la notizia dell'ammissione allo stato passivo relativo al fallimento della SIC1, abbiamo richiesto il dispositivo del decreto del Tribunale di Ancona del 21/12/2017 (prot. 352 del 11/01/2018).

Indichiamo volutamente le date per far capire perché solo oggi si torna, a distanza di giorni, a parlare di una questione che ha tenuto e tiene banco nel dibattito politica nostrano. Tempistiche che per ovvi motivi devono essere tenute necessariamente in considerazione in relazione ai vari passaggi utili ad assumere fisicamente gli atti che poi vanno debitamente analizzati prima di potersi esprimere.

Dal decreto emesso dal Tribunale di Ancona abbiamo avuto modo di confermare quanto detto (e temuto) in precedenza ovvero che quanto predisposto per la domanda di ammissione al passivo fallimentare presentata dall'Amm.ne comunale di Monte San Vito (2015) e che ha portato all'esclusione dell'Ente dallo stesso da parte del Giudice fallimentare, era stato fatto male. Oggi infatti se siamo stati ammessi al passivo nella procedura di fallimento della Sic1 ciò è dovuto al fatto che si è dovuto ricorrere ad un'esclusione al passivo avvenuta in precedenza poiché, quanto presentato al GD, non era stato ritenuto dallo stesso sufficiente per farsi riconoscere le somme pagate alla società SIC1 per aver fatto nulla in cambio. Per ottenere invece il riconoscimento di quelle somme ora è bastata la dichiarazione dell'ex comandante della Municipale..

A seguito, e solo a seguito del ricorso infatti e dopo aver perso tempo prezioso, l'Amm.ne comunale ha fornito ulteriori elementi per dimostrare “l'inadempimento contrattuale” da parte di SIC1, elementi che si fondano anche sulla dichiarazione dell'allora Sindaco Sordoni su una fine lavori mai avvenuta (le telecamere non ci sono) che servì a farsi liquidare l'intero importo del cofinanziamento regionale da 44.232,48€ somma questa che però preoccupantemente non appare mai in nessuna richiesta di restituzione oltre al fatto che alla data odierna, non si conoscono ancora gli eventuali provvedimenti disciplinari intrapresi nei confronti dei responsabili interni all'Ente interessati alla vicenda.

Nella procedura fallimentare della SIC1 infatti, viene sempre e solo richiesta la parte versata dal Comune (che ammonta a 40.217,62€) e che appunto in prima istanza non venne riconosciuta come esigibile poiché il Comune non dimostrò negli anni precedenti al fallimento, di avere elevato alcuna contestazione alla ditta.

Alla luce di ciò riteniamo fondamentale ricordare ai cittadini - poiché nel marasma di informazioni pare essersi perso o peggio si è volutamente distratta l'attenzione - il motivo per cui tutto questo è emerso ovvero grazie ad una lettera che la Regione scrisse alla Procura e al nostro Comune (a seguito del sopralluogo dell'ex consigliere Sassi presso la stessa) e che diede il via ai controlli, fino a quel momento colpevolmente mai effettuati da parte dell'Amm.ne comunale ( Agosto 2016).

Ed è proprio da quei controlli, che ribadiamo in precedenza mai fatti, che oggi si può asserire di poter recuperare le somme versate. Grazie appunto ad un controllo approfondito commissionato al Segretario comunale dopo il sollecito di verifiche dalla regione sono emersi nuovi elementi fino a quel momento a tutti ignoti.

Insomma bene l'ammissione al passivo ma va ricordato all'infinito che se nessuno si fosse recato in regione e se la regione non avesse scritto e se si fosse davvero controllato prima quando la ditta era ancora attiva, probabilmente oggi quei denari pubblici sarebbero stati definitivamente persi e la questione sarebbe morta nel dimenticatoio dello sperpero pubblico. Desta preoccupazione in questo senso, l'immobilismo sul cofinanziamento regionale e che l'attuale Amm.ne a più riprese ha dichiarato di non voler richiedere perché di competenza della regione stessa (su questo abbiamo anche richiesto lumi con un'interrogazione scritta) mentre dal canto suo la regione nella lettera di Agosto 2016, redarguiva il Comune proprio perché lo riteneva responsabile del recupero di quelle somme...insomma in un totale scaricabarile tipico di chi tenta di nascondere le proprie responsabilità, il rischio è quello che alla fine i soldi pubblici versati per non aver realizzato il progetto delle telecamere vengano irrimediabilmente persi. Soldi che invece vanno restituiti con gli interessi come ha più volte annunciato la Regione!

Alla data odierna, non ci risulta però che nessuno dei due Enti si sia interfacciato con l'altro sul da farsi e riteniamo la cosa grave che denota solo menefreghismo e superficialità e che a parere nostro va quanto prima sanata da chi di dovere. Perché in fondo, è l’unica cosa che conta ed interessa ai cittadini.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-02-2018 alle 20:37 sul giornale del 21 febbraio 2018 - 1682 letture

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