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Basket: La Coppa Italia va a Tortona

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di Giancarlo Esposto


Jesi – C’era anche un po’ di Jesi in questa Final Eight di Coppa Italia, Nelson Rizzitiello, jesino a tutti gli effetti, oggi in campo con la formazione emiliana di Cento per la finale riservata alle squadre di serie B.

Senza entrare nel merito delle dinamiche che guidano i rapporti tra le diverse società, tra società e procuratori, Rizzitiello è un mio pallino, come lo era stato Pierpaolo Bigi un decennio prima. Anche lui pur avendo i mezzi per vestire la maglia dell’Aurora, ha trascorso gran parte della sua carriera altrove, Ancona, Patti, Barcellona, San Severo, Piacenza, Napoli, Trapani, Palermo. A Jesi lo vedemmo in campo nella sfortunata stagione con Banchi allenatore; fu un naufragio totale per la squadra, a partire da Banchi, che lasciò Jesi insalutato ospite, uscendo di scena in un play-off perso contro Ferrara in superiorità numerica nel supplementare, 5 contro 3: una macchia indelebile nella storia dell'Aurora.

Oggi Rizzitiello è tornato a Jesi ma non da avversario, bensì per disputare la finale riservata alle squadre di Serie B che ha visto di fronte Cento e Omegna, entrambe in testa nei rispettivi gironi in campionato.

É stata una finale dal livello tecnico assai modesto, ma accattivante perché meno combattuta e vissuta all’insegna dell’agonismo.

La vittoria è andata a Omegna, che ha sfatato la tradizione che l’ha vista tre volte sconfitta, su altrettanti incontri disputati, all’Ubi Bpa Sport Center. Meritatamente perché ha saputo fare qualcosa in più ed è stata soprattutto brava a metterla sul piano fisico, quando la tecnica è stata soffocata dall’agonismo.

Al riposo sul +8 la squadra di coach Ghizzinardi non è però riuscita a uccidere il match, permettendo anzi la rimonta a Cento, segnando appena 7 punti contro 15 subiti nel terzo quarto.

Si è deciso tutto nell’ultimo quarto, 10-6 il parziale a testimoniare il livello non eccelso della partita, ma non è mancata l’incertezza, che ha fatto trepidare le due tifoserie, praticamente sino all’ultimo giro di lancette.

Sul -1 a 8” Cento ha gettato al vento una partita tornata alla sua portata, per una tripla forse avventata, fallita da Vico, che ha scelto di non attaccare il canestro con gli avversari in bonus e sul -3 a 2” ha sciupato anche la possibilità di andare al supplementare per una infrazione di 5” sulla rimessa in attacco.

Peccato per Rizzitiello che aveva detto, alla vigilia, dopo la vittoria in semifinale «ritorno dove ho cominciato», riferendosi a Jesi: avrà modo di rifarsi.

PAFFONI OMEGNA-BALTUR CENTO 55-51 (17-14; 23-14; 7-15; 10-6)

Omegna: Dip 11, Villa 3, Torgano 5, Arrigoni 2, Benedusi 7, Simoncelli 15, Fratto 5, Brigato ne, Ramenghi ne, Guala ne, Bruni 5, Di Pizzo 2. All.: Friso.

Cento: Piunti 7, Vico 4, Pasqualin 3, D‘Alessandro 2, Benfatto 11, Ba, Chiera 5, Graziani ne, Cantone 10, Mastrangelo ne, Fioravanti ne, Rizzitiello 9. All.: Benedetto.

Arbitri: Lupelli Ugolini

Il trofeo Old Wild West è andato alla Bertram Tortona che ha annientato Ravenna: nella bacheca della società piemontese verrà esposto quello che potrebbe rappresentare il primo risultato importante di questa stagione, perché se la squadra di Pansa riuscirà a mantenersi su questi livelli anche in occasione dei play-off, saranno dolori per le avversarie.

Completa sotto tutti i punti di vista, Tortona ha giocato un match all’insegna dell’energia, con una difesa che ha lasciato poco scampo ai romagnoli, isolando dal gioco i due americani Rice e Grant.

È stata proprio la prestazione dei due, 12 punti complessivamente in coppia, il secondo è andato inutilmente a canestro solo a partita già decisa, la cartina al tornasole del disastro Ravenna, perché di disastro si è trattato; se poi aggiungiamo la prova mediocre di Giachetti, il più continuo nei match precedenti, che in preda a un inspiegabile nervosismo si è fatto fischiare un fallo tecnico, dopo aver commesso un fallo su Johnson in azione di tiro da tre – cosa che un giocatore di esperienza come lui non può permettersi, si spiega perfettamente la Caporetto dei romagnoli. Un bagno di umiltà per la squadra di Martino che forse non aveva focalizzato quanto la vittoria contro la Fortitudo Bologna fosse più il frutto della pessima prova dei bolognesi, che altro.

Già in vantaggio di 10 punti a fine primo periodo, Tortona ha consolidato e chiuso il match trascorsa la prima metà, 49-26 al riposo, con un umiliante 9-22 per Ravenna nel secondo quarto. Partita pressoché chiusa e messa in naftalina.

Alla premiazione finale hanno presenziato il sindaco Bacci e Alessia Polita madrina della manifestazione.

Un plauso agli organizzatori che hanno curato l’organizzazione nei minimi particolari; non era facile far girare tutto a puntino, considerando l’emergenza neve appena trascorsa, ma con competenza e impegno lo staff dell’Aurora ha portato a termine la kermesse nel migliore dei modi.

Un successo con un'unica nota negativa, la poca partecipazione di sportivi jesini: la mancanza della Termoforgia e di altre squadre marchigiane hanno infatti tenuta lontana una abbondante fetta di spettatori locali. Sarebbe stato bello, nella festa dei colori di bandiere e striscioni delle altre tifoserie, vedere anche qualcosa di arancioblu, all'Ubi Bpa Sport Center.

BERTRAM TORTONA – ORASI’ RAVENNA 89-57 (27-17; 22-9; 22-13; 18-18)

Tortona: Stefanelli 19, Sorokas 14, Garri 5, Johnson 29, Spanghero 7, Cremaschi ne, Alibegovic, Radonijc 5, Apuzzo ne, Quaglia 6, Gergati 4. All.: Lorenzo Pansa.

Ravenna: Sgorbati, Giachetti 9, Masciadri 13, Rice 3, Grant 9, Montano 10, Chiumenti 5, Raschi 2, Esposito 2, Vitale 4. All.: Martino.

Arbitri: Pepponi, Vita, Dori.

Pistolero Old Wild West del match: Johnson (Tortona)



Questo è un articolo pubblicato il 04-03-2018 alle 22:58 sul giornale del 05 marzo 2018 - 1182 letture