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comunicato stampa

Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 18 marzo

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da Mons. Gerardo Rocconi
Vescovo di Jesi - dongerardorocconi@alice.it

Dal Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire. Parola del Signore


DAL DESIDERIO DI CONOSCERE GESU’ NASCE LA FEDE
Il Vangelo ci racconta che alcuni Greci venuti a Gerusalemme per la festa di Pasqua desiderano un incontro personale con Gesù. Nel presentarsi usano una espressione che però ha un significato che va ben oltre la richiesta di un colloquio: “Vogliamo vedere Gesù” equivale ad un “Vogliamo capire chi è Gesù”. Vogliamo capire il significato della sua persona, vogliamo conoscerlo in profondità. Chi è veramente Gesù? L’evangelista pone quella domanda sulla bocca di quegli uomini, facendoci quasi capire che quella domanda deve essere anche la nostra. Quegli uomini del vangelo esprimono un loro forte desiderio. E’ sempre così. La fede, che è un incontro con Gesù che da un senso alla vita, parte sempre da un desiderio: il desiderio di conoscere Gesù.

IL CHICCO DI GRANO SE MUORE PORTA MOLTO FRUTTO
E Gesù sembra non rispondere direttamente alla richiesta: ma non è vero. In realtà Gesù si descrive, si rivela, parla della sua missione. La sua riposta quindi non è solo per quei greci, ma per tutti noi, per noi che oggi ascoltiamo.
E Gesù, per parlare di sè porta l’esempio del chicco di grano, il quale per dare la spiga deve prima cadere in terra, marcire: “Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”.
Il frutto che Gesù porta è la salvezza degli uomini e la sua glorificazione, l’approvazione del Padre. Ma la via da percorrere è la croce.
Gesù sente tutto il peso della sua obbedienza al Padre. Deve esercitare tutta la sua fede; nell’orto degli ulivi avverte tutta la paura e suda sangue, ma non si ritira perchè sa che “Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna”.
Ammette la sua paura e dice: “Ora l’anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest’ora? Ma conclude che vuole essere obbediente e donare la sua vita, perchè solo così ci sarà frutto abbondante.

SOLO DALLA CROCE LA RESURREZIONE E LA VITA
Non smettiamo di fissare e imitare Gesù. Lui sarà intronizzato, lui è re. Ma il suo è un dominio dalla croce. Lui si conquista il suo popolo dalla croce: non con le armi, non con la violenza. E’ un re che dà la vita e così porta molto frutto salvando il suo popolo. “Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo”. Gesù è sul suo trono, la croce e dalla croce salva e porta frutto. Seguaci di Gesù, noi siamo chiamati a percorrere la sua stessa via.
Anche per noi vale l’esempio del chicco di grano. “Chi mi vuol seguire, rinneghi se stesso e prenda la sua croce”, dice Gesù. Come per Gesù la via della vita e della risurrezione è stata la croce, così è per ciascuno di noi. Siamo seguaci di un crocifisso, di uno che agli occhi degli stolti appare come un perdente, ma noi sappiamo che siamo poi i seguaci di un vincitore, il Risorto.

LA CROCE DELLA FEDELTA’
Quella croce da prendere per seguire Gesù è soprattutto la fedeltà al Signore, la fedeltà alla sua Parola... una fedeltà che fondamentalmente è obbedienza a quanto il Signore ci chiede e per questo è faticosa e difficile: appunto, una croce. Il Signore ci chiede di essere fedeli nel non commettere alcun peccato, fedeli nel vivere la gratuità e la generosità, fedeli nel donare il perdono, fedeli nell’offrire il proprio servizio ai fratelli, fedeli nel vivere la Parola del Signore, fedeli nello scommettere sul Signore. Tutto è impegnativo e faticoso... ma è una via di luce e di pace.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-03-2018 alle 22:32 sul giornale del 19 marzo 2018 - 531 letture