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Chiaravalle: Rifondazione 'Alla chetichella il Consiglio Regionale sta per approvare la proposta di legge 145'

2' di lettura 17/04/2018 - Dietro un titolo degno di una grida borbonica, quindi incomprensibile, la legge se approvata permetterà l’ingresso massiccio del privato nella sanità regionale. Non solo, attraverso convenzioni specifiche e limitate ma allargandone l’intervento oltre al sanitario anche al socio sanitario e al sociale.

Di più! In quest’ottica, al privato saranno messi a disposizione (come recita il comma sei dell’articolo due della pdl) beni mobili, immobili e strumentali pubblici. Tutto questo con un percorso che dalla fase sperimentale condurrà alla gestione ordinaria e quindi alla privatizzazione di fatto di parti importanti dell’attività sanitaria, in molti casi le più pregiate, quelle della diagnostica strumentale (tac, risonanze, analisi) e della specialistica. Con il rischio di modificare in peggio l’offerta sanitaria pubblica e, soprattutto, di marginalizzare ancor più i territori e l’equità dell’offerta sanitaria. In questi mesi è cresciuta un’iniziativa dal basso ricca di impegno e di iniziative di informazione e protesta.
Già una manifestazione si è fatta e per il prossimo 24 aprile è previsto davanti alla sede del Consiglio regionale un sit-in che ci auguriamo molto partecipato.
Sorprende perciò il silenzio e l’assenza in questo dibattito delle amministrazioni locali. Salvo rare eccezioni, i consigli comunali non hanno affrontato il problema, men che meno le commissioni consiliari, soprattutto non si sono prodotti atti significativi affinché questa legge potesse essere confrontata con i territori, la cittadinanza e le sue esigenze.
Chiaravalle conosce, purtroppo, sulla propria pelle i risultati di questo attendismo, le vicende dell’Ospedale Montessori sono lì a testimoniarlo, tanto che se ancora ci sono alcuni servizi in essere (sempre minacciosamente a rischio ridimensionamento, si pensi alla riduzione dei tempi di attività del “primo intervento”, alla eliminazione della diagnostica radiologica, alla chiusura del laboratorio analisi) lo si deve esclusivamente alla caparbietà e alla lotta dei lavoratori di quella struttura.
Ora l’approvazione della 145 potrebbe mettere ancor più a rischio la qualità e l’universalità dei servizi sociosanitari nel territorio e prima ancora la programmazione misurata sui bisogni.
Sarebbe importante, se pur con ritardo, anche un’iniziativa istituzionale chiara e determinata e prima ancora l’informazione e il coinvolgimento della cittadinanza.

Noi il 24 saremo con il forum, le assemblee territoriali, le rappresentanze sindacali davanti a Palazzo Raffaello, obbiettivo fermare la 145 e riprendere il confronto con la società. Sappiamo che il tempo è poco, ma anche chi si sveglia tardi può dare un contributo se la volontà lo sorregge.


dal Partito della Rifondazione Comunista Chiaravalle





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-04-2018 alle 17:42 sul giornale del 18 aprile 2018 - 1801 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, chiaravalle, Partito della Rifondazione Comunista Chiaravalle

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