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Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 22 aprile

4' di lettura 22/04/2018 - Dal Vangelo secondo Giovanni.


In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo.
Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
Parola del Signore


GESU’. IL BUON PASTORE
Questa quarta domenica è chiamata la Domenica del Buon pastore, a motivo del vangelo che si legge, preso dal cap 10 di Giovanni: è la giornata di preghiera per le Vocazioni.
Il vangelo ci presenta ancora una rivelazione che Gesù fa di se stesso. Gesù si definisce il Buon Pastore, il pastore vero, autentico. Quali sono le caratteristiche di Gesù che è il buon pastore ?
a- Anzitutto Gesù è il buon Pastore in contrapposizione al mercenario: Il mercenario fugge di fronte al pericolo. Le pecore non gli costano nulla. Uscendo dall’esempio, Gesù ha a cuore le sue pecorelle, coloro cioè che il Padre gli ha affidato. Infatti le ha conquistate a caro prezzo. Il suo gregge, cioè la sua Chiesa, Gesù l’ha generata sulla croce. Questo infatti era la volontà del Padre.
b- Seconda caratteristica di Gesù buon Pastore è che egli aderisce pienamente al comando del Padre. E per questo Lui, il Buon Pastore offre la vita per le sue pecorelle. Anzi, esse esistono proprio perchè offre la sua vita. Il vero pastore che è Gesù non si serve delle pecore, non ha una mentalità di guadagno, ma è guidato esclusivamente dall’amore.
Gesù è il re, il maestro, il capo, il pastore: in una maniera diversa da come questa parola viene usata nel mondo: il suo esercitare il comando è offrire la vita. Nell’ultima cena facendo il gesto dello schiavo Gesù ha fatto capire che ormai la vera grandezza sta nell’amare, la realizzazione sta nel donare se stessi. Dice Gesù:“Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio, offrire la mia vita”. La novità del vangelo sta proprio qui, il dono della propria vita.
c- Terza caratteristica di Gesù Buon Pastore è che egli “conosce” le sue pecorelle come Egli e il Padre si conoscono; Nel linguaggio biblico conoscere è il linguaggio dell’amore. Una conoscenza così profonda che fa essere una cosa sola. Come il Padre e Gesù sono una cosa sola, così Gesù e le sue pecorelle sono una cosa sola. E quando Gesù parla della conoscenza che intercorre fra lui e le sue pecorelle parla proprio della profondità del suo amore e della profondità dell’amore di cui potrebbe essere capace l’uomo se aprisse veramente il cuore al Signore.

DAMMI UN CUORE IN ASCOLTO!
Oggi, dicevamo, è la giornata di preghiera per le vocazioni. Il tema di questa giornata è questo: Dammi un cuore che ascolta. E’ la preghiera di Salomone che, chiamato da Dio ad essere re, avverte la sua fragilità, la sua inadeguatezza, ma sa di poter contare sull’amicizia e sulla forza che gli verranno al Signore stesso. Per questo chiede un cuore che sappia ascoltare, un cuore docile: infatti l’obbedienza e la fiducia nel Signore gli permetteranno di svolgere bene il suo compito. Lo stesso vale per noi. Nella vita troveremo il nostro posto nella misura in cui sapremo guardare, ascoltare, accogliere Gesù e la sua parola. E Gesù ha un unico insegnamento da dare: segui me, ama come me, dona la vita come ho fatto io.
Spesso il mondo pensa che una vita riuscita sia quella agiata, ricca, piena di prestigio, di potere... Per capire che la vita veramente riuscita è quella donata, offerta, bisogna guardare il Signore, avere un cuore che ascolta, per prendere coscienza che il Signore ci ha amati per primo, ci ha amati di un amore immenso ed è il fondamento della nostra gioia. Solo con questa consapevolezza si può veramente imitare Gesù, il buon Pastore che per amore offre la vita per le sue pecorelle






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-04-2018 alle 11:46 sul giornale del 23 aprile 2018 - 453 letture

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