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Chiaravalle: questione ex Fintecna, Cecchetti risponde alla replica del PD

5' di lettura 24/04/2018 - La redazione riceve e pubblica la lettera a firma di Cecchetti sulla risposta del PD: "un esempio di disinformazione costruito per mascherare le proprie responsabilità e quelle dei suoi rappresentanti nella vicenda megastore in area prossima alla Abbazia cistercense"

Leggendo il comunicato a firma PD di Chiaravalle, scritto per confutare le mie argomentazioni riportate in maniera dettagliata nella mia lettera pubblicata su questo giornale online alcuni giorni fa per difendermi dall’accusa dell’ex assessore Moscatelli di aver sostenuto la fattibilità del supermercato in area Fintecna, mi viene spontanea una immagine divertente che è quella del gatto che tenta inutilmente di arrampicarsi sugli specchi. Il PD sta cercando con la sua risposta odierna non solo di imitare ma di superare le capacità di arrampicarsi di un felino come il gatto. Io invece sono convinto, dal momento che ho la massima fiducia nell’intelligenza dei cittadini, che le oltre 4000 visualizzazioni del mio documento pubblicato su Vivere Jesi non solo esprimano un interesse diffuso sulla vicenda ma anche e soprattutto una sua inconfutabile comprensione circa la responsabilità del PD e dei suoi rappresentanti, in particolare l’ex sindaco Montali ed il suo vicesindaco ed ex assessore ai lavori pubblici Moscatelli di aver cambiato la destinazione d’uso dell’area prossima alla Abbazia da storico-culturale a residenziale commerciale, consentendo una edificabilità indiscriminata e lo scambio chiostro ristrutturato/orto del prete finalizzato a trovare una via di accesso al supermercato (nel progetto della Servizi SRL era previsto questo utilizzo per l’orto del prete).
Nella lettera del PD viene scritto: ”il cuore della contestazione che Paolo Cecchetti ed altri muovono nei confronti degli amministratori è la legittimità dell’atto pubblico di permuta Chiostro restaurato/Orto del Prete.
In effetti contesto la legittimità dell’atto perché fortemente sfavorevole, soprattutto in termini economici, agli interessi dei cittadini, i veri proprietari, grazie al restauro effettuato con il denaro delle loro tasse (900.000 della parte restaurata del chiostro contro i 30-50.000 dell’orto) di un bene pubblico inalienabile. Comunque la parte più scandalosa in termini morali e penali di questo scambio non è la svendita della parte ristrutturata del chiostro alla Parrocchia, ma il fatto che questa svendita è stata resa necessaria per garantire un interesse privato. Diversamente se l’area fosse rimasta pubblica, ad esempio come giardino, non avrei contestato la legittimità dell’atto di acquisizione dell’orto del prete da parte dell’Amministrazione comunale per realizzare l’accesso all’area, se questa acquisizione fosse avvenuta a spese del bilancio comunale e senza la svendita del chiostro. L’ultima parola circa la legittimità di tale scelta politica del PD e dei suoi rappresentanti aspetterà alla magistratura che sta indagando su tale scambio.

Nella lettera del PD vi è inoltre un tentativo di screditarmi rispetto ai cittadini che frequentano la parrocchia e la chiesa quando viene scritto: ”quello che risulta più sorprendente è l’accanimento e la maldicenza con la quale si getta discredito nei confronti di un Ente Morale come la Parrocchia”. E in seguito ci si pone la domanda: ma davvero noi possiamo considerare la Parrocchia come un ente che agevola la speculazione edilizia?...
Anche in questo caso si vuol gettare discredito sul sottoscritto rappresentandomi come un nemico della chiesa attraverso una interpretazione intenzionalmente falsa del mio pensiero. Per prima cosa io non ho mai scritto e neanche pensato che la Parrocchia avesse utilizzato lo scambio chiostro/orto del prete per fare speculazione edilizia. Inoltre pur confessando la mia laicità, non ho timore di confidare questa mia personale riflessione e cioè che se fossi stato un rappresentante della chiesa mi sarei battuto anch’io per “recuperare” quello che secoli fa fu di proprietà dell’abbazia. Questo perché i rappresentanti della chiesa sono abituati a considerare le vicende religiose nell’ordine temporale dei secoli, mentre la realtà, soprattutto in questo caso, è ben diversa, in quanto l’attuale chiostro è di costruzione molto più recente rispetto all’abbazia (secolo XVIII) e per oltre 1-2 secoli è stato un deposito del tabacco e ormai da qualche decennio è di proprietà del Comune di Chiaravalle.

Proseguendo nella lettura della lettera del PD, si fa riferimento al fatto che le mie richieste alla Servizi srl per una eventuale disponibilità alla costruzione del supermercato sarebbero state inferiori a quelle poste dal consiglio comunale. Questa affermazione conferma, se ancora ci fossero dubbi, che il consiglio comunale era favorevole alla costruzione del supermercato a determinate condizioni. Comunque anche questo riferimento è utilizzato dal PD per parlare di altro e mascherare le proprie responsabilità. Le mie richieste non erano certamente inferiori a quelle del consiglio comunale perchè prevedevano, oltre al cinema con 150-200 posti, la cessione della pizzeria dopo la sua trasformazione in biblioteca e la ristrutturazione dell’area verde in giardino per renderla maggiormente fruibile soprattutto dalle persone anziane.

Per concludere,csenza spendervi troppe righe, perché non credo che interessi ai cittadini, riporto un altro argomento presente nella lettera del Pd e cioè la questione di Moscatelli-Montali come iscritti al mio stesso movimento politico che comprende anche il sindaco Costantini, che io, secondo il PD, considererei come avversari. In realtà personalmente credo che, essendo i due, gli unici a non sostenere la ricandidatura di Costantini a sindaco di Chiaravalle, non possono essere considerati iscritti al mio stesso movimento politico. Inoltre la loro presenza a passeggio in città con vari rappresentanti del PD di Chiaravalle la dice lunga circa la loro collocazione politica almeno in questa vicenda elettorale.

Lettera firmata da Paolo Cecchetti






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-04-2018 alle 17:25 sul giornale del 26 aprile 2018 - 1961 letture

In questo articolo si parla di attualità, lettera

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