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Calcio: Jesina sempre più inguaiata, Gremizzi messo fuori rosa

5' di lettura 29/04/2018 - Si sapeva che quello contro l’Aquila non sarebbe stato un match facile, sia per la consistenza dell’avversaria, che per il difficile momento psicologico della squadra di casa, sempre più inguaiata, con lo spettro playout, fattosi concreto, dopo il pareggio di Castelfidardo.

L’Aquila porta a casa i tre punti e la matematica certezza di partecipare ai playoff, al termine di una stagione vissuta tra incredibili tormenti societari; lo stesso allenatore ospite Battistini, ha voluto sottolineare che «probabilmente i playoff non serviranno a molto, visto che la società non ha alcuna intenzione di fare domanda di ripescaggio, ma rappresentano un premio per una squadra che non ha mai mollato, pur dovendo convivere con parecchi problemi.»

La Jesina resta con un pugno di mosche in mano; pur non giocando la sua peggiore partita dell’anno, paga dazio quando, nei primi cinque minuti, sembra ancora con la testa dentro gli spogliatoi, subendo la rete.

Peccato di gioventù? Probabilmente, ma un lusso come questo non te lo puoi permettere. Anche il gestaccio verso la curva attribuito a Gremizzi, che sinceramente non abbiamo visto, rappresenta un peccato di gioventù, ma questo ragazzone (ci riferiamo alla statura) di appena ventidue anni, contribuisce a rendere caldo, se non addirittura incandescente, il dopo partita, con la squadra che può lasciare lo stadio, all’incirca alle 17,30. Insomma, poteva risparmiarselo.

Assente Trudo squalificato, salterà anche la trasferta di Campobasso, Di Donato propone in attacco Pierandrei e Giovannini, con Valdes trequartista; partono proprio dal piede di quest’ultimo le azioni migliori. Il tecnico di casa, dovendo rinunciare a Giorni, acciaccato, azzecca Calcina al centro della difesa, ma la sua squadra, giusto il tempo di sentire l’odore dell’erba del Carotti, subisce la rete.

È il 5’: difesa imbambolata, Esposito di libera con facilità di Silvestri e pesca libero Steri. Il suo preciso rasoterra finisce tra palo e portiere. 0-1!

Al 9’ l’Aquila arriva a un soffio dal pareggio, solo davanti a Tavoni, servito magistralmente da Padovani, sbuccia maldestramente la sfera, il portiere di casa blocca.

Superato l’impaccio iniziale, che si rivelerà, alla resa dei conti letale, la Jesina comincia a organizzarsi, in avanti.

Al 13’ Magnanelli, da 30 metri, dà l’illusione del gol, ma la sua conclusione finisce di parecchio a lato.

Si fa pericoloso Valdes al 17’: Magnanelli recupera palla sulla tre quarti, la conclusione insidiosa del sudamericano, viene bloccata da Farroni, in due tempi.

Altre due occasioni sfruttate male da Magnanelli che non riesce a inquadrare lo specchio della porta, al 21’ e 38’, ma l’occasione migliore del primo tempo, capita sui piedi del difensore Calcina, pochi secondi prima del risposo.

È il 45’: mischia in area ospite, Calcina trova lo spazio per concludere, forse lo fa troppo debolmente, sta di fatto che la palla carambola sul palo sinistro, prima di finire tra le braccia di Farroni.

Nella ripresa Di Donato prova altre soluzioni tattiche, pescando a piene mani nella panchina, utilizzando tutti i cinque cambi disponibili, ma l’Aquila si mantiene in vantaggio fino alla fine.

Al 2’ Tavoni si deve superare, salvando la propria porta, con un tuffo provvidenziale, si una conclusione a sorpresa di Ruchi.

La Jesina si fa di nuovo pericolosa al 20’; calcio d’angolo battuto da Magnanelli, ribatte la difesa, Gremizzi da difficile posizione riesce a girare verso la porta, ma trova ben tre difensori pronti alla ribattuta.

Poi al 23’ la Jesina ha davvero la carte per riaprire il match: ci vuole tutta la malizia di Valdes, per conquistare un inequivocabile calcio di rigore, per un contatto con l’ingenuo Ruchi, ma Valdes si fa parare da Farroni, la conclusione dal dischetto.

Per la Jesina match virtualmente concluso, anche perché la stanchezza toglie lucidità e la squadra di Di Donato non riesce più a creare occasioni da rete, cosa che riesce, al contrario, all’Aquila, che per ben due volte, al 27’ e al 34’, prima con De Julis e poi con Di Paolo, arriva vicina al 2-0, trovando sempre l’opposizione di un ottimo Tavoni.

Per la Jesina playout ormai certi, resta da decidere l’avversaria, che sarà San Nicolò o Agnonese; molto dipende da quello che accadrà nel turno conclusivo, che vedrà la Jesina impegnata a Campobasso.

Peccato per quello che è accaduto nel dopo-partita; non è servito neanche il tentativo del presidente Polita di accompagnare fuori Gremizzi a scusarsi con i tifosi: sono volati insulti e, con le forze dell’ordine a controllare la situazione, non ci sono stati pericolosi corpo a corpo.

«Mi scuso a nome della società e del giocatore» ha dichiarato successivamente Polita. Il tecnico di casa Di Donato ha dichiarato, analizzando la partita: «oggi come non mai abbiamo tirato tante volte in porta, ma purtroppo non abbiamo mai inquadrato le specchio della porta. Quando invece ci siamo riusciti, Calcina ha colpito il palo, poi c’è stato il rigore sbagliato. Con l’unico tiro in porta, l’Aquila ha vinto la partita.»

​​​​​​In serata la società ha comunicato di aver messo fuori rosa il giocatore Gremizzi.

JESINA-L’AQUILA 0-1

Jesina: Tavoni, Silvestri (19’ st Serantoni), Montuori (1’st Anconetani), Calcina, Gremizzi, Aprile (12’ st Carotti), Zannini (1’ st Cameruccio), Magnanelli (29’ st Sassaroli), Pierandrei, Valdes, Giovannini. All.: Di Donato.

L’Aquila: Farroni, Gagliardini, Sieno, Steri, Pupeschi, Ruchi, Boldrini, Buscè, Ibe (1’ st De Julis), Padovani (30’ st Di Paolo), Esposito. All.: Battistini.

Arbitro: Campagnolo di Bassano del Grappa

Rete: 5’ pt Steri.

Ammoniti: 15’ pt Steri, 45’ pt Aprile, 7’ st Gremizzi

Calci d’angolo: 7-7

Spettatori: 600 circa






Questo è un articolo pubblicato il 29-04-2018 alle 19:12 sul giornale del 30 aprile 2018 - 2702 letture

In questo articolo si parla di sport, Jesina, articolo

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