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Poggio S. Marcello: verdicchio dei Castelli di Jesi, storia e futuro, un convegno per il 50esimo della DOC

4' di lettura 04/05/2018 - Proprio questo anno, nel 2018, ricorre il 50esimo anniversario della nascita della DOC del Verdicchio dei Castelli di Jesi, approvata con decreto legislativo dell’11 agosto 1968.

L'obiettivo di Sartarelli come azienda è stato quello di organizzare un incontro sul Verdicchio, per raccontare la storia e parlare del futuro di questa varietà autoctona, svelandone tutti gli aspetti. Dato che la nostra azienda vanta una produzione mono varietale, fatta esclusivamente di Verdicchio 100% (55 ha), fra cui il vino sicuramente più premiato e conosciuto è il nostro Balciana, ci siamo sentiti in qualche modo obbligati a valorizzare il Verdicchio non solo nel suo territorio, ma soprattutto inserendolo in un contesto territoriale più ampio.

Dopo i saluti iniziali dell’Avvocato Tiziano Consoli, sindaco di Poggio San Marcello, e del Dott. Massimo Bacci, sindaco del Comune di Jesi, castello storico e più importante della Vallesina nonché terra del Verdicchio, il convegno si è aperto attraversando le tappe più importanti della storia del Verdicchio, riportate all’interno de “In Verdicchio Veritas Museo”, all’interno del quale sono stati sfatati anche falsi storici ed è stata evidenziata una parentela stretta tra il Verdicchio ed il Trebbiano di Soave (Verona), apparentemente importato dai Lombardi (agricoltori e artigiani) nella città e nella valle dell’Esino, stabilitisi in queste zone in seguito al “Invito del Comune di Jesi” (1470), al fine di ripopolarne il territorio.

Però il Verdicchio è una varietà autoctona che trova le sue condizioni ideali soltanto in questa zona nel cuore delle Marche, come è stato più volte evidenziato e sottolineato durante il convegno stesso da Ian D’Agata e da Paolo Massobrio.
Questi ultimi, dopo l’analisi dell’andamento delle aziende vinicole marchigiane da parte del Dott. Michele De Vita, segretario generale della Camera di Commercio di Ancona, e un’approfondita e vivace analisi statistica di produzione e consumo nonché delle esportazioni di vino su base internazionale condotta dal Dott. Federico Castellucci, direttore generale onorario dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino e presidente della Federazione Nazionale Vitivinicola di Confagricoltura, hanno approfondito il tema riguardante l’unicità e l’autenticità territoriale di questa varietà considerata autoctona, proprio perché se impiantata altrove non svilupperebbe le stesse eccellenti caratteristiche.
Varietà tanto decantata per la sua versatilità nella produzione stessa di questo simbolo marchigiano per eccellenza, quella del vino più premiato d’Italia e uno dei migliori bianchi italiani, un vino con grandi potenzialità, così come per la sua straordinaria capacità di longevità e invecchiamento.
Un giro virtuale delle Marche tramite gli accostamenti di Verdicchio e cibo locale è stato poi condotto dallo chef Mauro Uliassi, che ha introdotto l’argomento del Verdicchio in cucina, raccontando la struggente bellezza della nostra regione, la sua riservatezza e dignità, una regione che fino a qualche tempo fa era rimasta al riparo dai riflettori ma che oggi, piano piano, sta mostrando a tutti il suo infinito splendore.

Tanti argomenti interessanti, fra cui la scoperta scientificamente provata di uno dei principali antiossidanti fenolici naturali, etilcaffeato, nel Verdicchio, con i suoi relativi effetti benefici sulle malattie cardiovascolari, e tanti punti anche delicati sono stati toccati durante il convegno con uno sguardo rivolto al futuro a lungo termine e con la stesura di idee di progetti importanti, per rendere ancora più autentica ed inimitabile questa varietà autoctona, la più importante delle Marche per estensione. Significativa è stata la presenza di giornalisti e operatori di settore italiani e stranieri, colleghi produttori e le istituzioni, fra cui la maggior parte dei sindaci dei castelli di Jesi, rappresentanti della Regione e il Presidente della Regione Marche, Dott. Luca Ceriscioli, che ha concluso il convegno dicendo “C’è bisogno di autenticità e di qualità della vita, valori che rappresentano l’azienda Sartarelli. Nel vino c’è terra e sole, ma anche la capacità di chi lo sa lavorare e legame coi luoghi, uno racconta l’altro. Le risorse regionali sono importanti, c’è un lavoro di squadra che passa per i consorzi senza trascurare la forza delle imprese del territorio, solo insieme si crea il sistema Marche.

L’azienda Sartarelli rappresenta un'eccellenza per il territorio.” Per crescere e per far sì che il Verdicchio venga riconosciuto ovunque, in Italia e nel mondo come un grande vino italiano, va fatto anche un lavoro di squadra fra produttori con l’appoggio delle istituzioni, che hanno mostrato anche oggi con forza la loro presenza e vicinanza alle persone e al territorio. Ringraziamenti: uno speciale ringraziamento al Prof. Roberto Dormicchi e ai ragazzi dell’istituto alberghiero di Piobbico (PU) che hanno organizzato lo squisito light lunch e, a seguire, un altrettanto caloroso ringraziamento a Mauro e Catia Uliassi per l’organizzazione della splendida serata successiva al convegno, durante la quale hanno deliziato alcuni ospiti con le loro prelibatezze.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-05-2018 alle 18:29 sul giornale del 05 maggio 2018 - 1379 letture

In questo articolo si parla di attualità, verdicchio, Poggio San Marcello

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