Tutte le stelle della Champions: Inter e Juve si immolano tra lacrime e paure

3' di lettura 20/09/2018 - L'Inter centra una vittoria inaspettata figlia del suo 'disgraziato DNA'... lotta, arranca e risorge come nei suoi giorni pazzi. La Juve, al 'Mestalla', domina il Valencia anche in dieci e senza Cristiano Ronaldo mettendo in mostra una prova di forza enorme.

Doveva ricominciare così questa edizione della Champions League: alla Scala del Calcio con la 'tragedia' firmata Inter. Inglesi perennemente autolesionisti e magie sudamericane consegnano alla memoria del popolo nerazzurro una vittoria che avrà poco senso dal punto di vista storico sportivo ma che rimarrà, ne siamo sicuri, nel cuore dei tifosi per molti anni. Un 'esplosione di gioia collettiva ( chiedere ai commentatori Sky Trevisani e Adani ) che con il calcio di settembre ha poco a che fare. Magie che solo la competizione di calcio per eccellenza sa regalare.

Regale invece è stata la Juventus a Valencia...ci si aspettava un Cristiano Ronaldo sugli scudi, invece dopo la sua rocambolesca uscita dal campo la compagine di Allegri in inferiorità numerica ha dato vita a una prova di forza che certifica un lavoro serio, di qualità e che ha la concreta ambizione di arrivare ancora una volta fino in fondo, ma con un CR7 in più...le lacrime nervose del portoghese al momento dell'espulsione sono il segno tangibile che in lui non si è spenta la bramosia di vittoria, la voglia di essere il numero uno e di alzare al cielo ancora una volta la 'Coppa dalle grandi Orecchie', con la terza maglia diversa.

Dovrà vedersela magari con l'altro marziano del calcio mondiale, Leo Messi che con il Barcellona non si intristisce mai e mette a segno una tripletta di messiana fattura appunto. Tanto per sottolineare che ok, qualcosa nell'ultimo periodo non è andato per il verso giusto ma se si parla di 'Assoluto' vuol restare lui il termine di paragone per chi c 'è stato e per chi ci sarà.
Rimandato il Napoli, sterile e sprecone. Clamoroso anche il K.O del City di Guardiola. Ogni tanto l'idea che sposa l'utopia di un calcio perfetto alla realtà si scopre vulnerabile e cede di botto. Sta di fatto che Pep l'ultima volta che è salito sul tetto d'Europa allenava il Barcellona del signorino triste citato poche righe sopra. Da allora la sua utopia si è trovata troppe volte nuda tra le nebbie di Manchester e una Monaco di Baviera troppo conservatrice per il suo tiki taka. Sarà l'anno giusto per rivederlo in alto? l'inizio non pare dia grandi indizi a suo favore.

Emozioni forti tra Liverpool e P.S.G. con Firmino che stende i francesi nel recupero dopo una partita spettacolare come da pronostico. Mbappè nel frattempo studia per diventare il nuovo numero uno del pianeta sorpassando prepotentemente il suo compagno di squadra Neymar nelle gerarchie che saranno. Alla fine dei conti però alle tante stelle 'parigine' manca sempre qualcosina per.... Premio Nobel per la 'chimica calcistica' chi risolverà il rebus.

La chiusa spetta di diritto ai campioni in carica del Real Madrid, squadra che ha letteralmente rullato una Roma mai in partita, divenuta piccolissima a dispetto del suo grande cammino della scorsa edizione. Tra le merengues e i giallorossi sembrava a tratti esserci una categoria di differenza. Il 3 a 0 finale è spietato ma non eccessivo per quello che si è visto in campo.. Si, la Roma si è fatta minuscola, ma i bianchi restano galacticos.


di Marco Strappini
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Questo è un articolo pubblicato il 20-09-2018 alle 20:01 sul giornale del 21 settembre 2018 - 1978 letture

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