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Racconti di Viaggio: percorsi musicali nelle bellissime location del Festival Pergolesi

6' di lettura 22/09/2018 - "Viaggio in Italia" è il tema del XVIII Pergolesi Spontini Festival, un tema affascinante che si realizza in un vero e proprio percorso a tappe attraverso la musica.

Opere, concerti, racconti di viaggio, percorsi jazz... si alternano in un fluire di immagini ed associazioni mentali solo apparentemente frutto dello stream of consciousness dello spettatore, in realtà guidate da scelte artistiche precise, risultato di creatività e di un accurato lavoro di ricerca.
I Racconti di Viaggio sono una formula già sperimentata nelle scorse edizioni del Festival, spettacoli della durata di un'ora circa, in cui letture e brani musicali si alternano seguendo un percorso storico e di suggestioni.
Quattro i Racconti di Viaggio in programma in altrettante location di rilievo storico, culturale ed estetico. Il viaggio inizia al Teatro La Vittoria di Ostra, i testi di Henry James-Ore Italiane ci portano da Venezia a Capri, si evoca il veneziano Antonio Vivaldi grazie ad un lavoro di trascrizione di Alessandro Sbordoni.
Matteo Angeloni con Luminescenze, opera inedita, scritta appositamente per questa occasione, ci immerge nelle suggestioni acquatiche dei canali veneziani: "... Luminescenze scaturisce da questa immagine, dalla luce che si riverbera iridescente sull’acqua, dai cerchi irregolari che increspano la superficie, si scontrano e si richiudono. La scrittura del brano adotta allo stesso modo varie forme di riverbero del suono e delle figure, come tremoli, suoni armonici, ritmi irregolari che si sovrappongono. L’armonia evoca un’atmosfera diafana, di filigrana cristallina, trasparente e cangiante." Prima esecuzione assoluta anche per Fragment Log (da Scarlatti) di Saverio Santoni, ad accompagnare i capitoli di Henry James dedicati ad Anacapri: "Fragment log è una composizione in quattro movimenti, ognuno dei quali basato su una sonata per clavicembalo di Scarlatti. In ogni movimento, alcuni frammenti dei brani originari vengono trasformati in loop tematici e alterati utilizzando le sonorità più sperimentali degli strumenti. Dalle musiche di Scarlatti, e in generale del '700 napoletano, emergono quegli elementi vitali, quasi folklorici, che si ritrovano nella descrizione di Henry James. L'uso decontestualizzato di questi frammenti ricrea quindi quella "stratificazione" tra antico e moderno che è il tratto caratteristico di ciò che è descritto, paesaggi ma anche gesti e rituali dall'autore inglese."

Alla Chiesa di Santa Maria di Portonovo, secondo data in programma, è il saggio Fondamenta degli Incurabili del poeta russo Isif Brodskij a darci altre impressioni di Venezia. Durante il periodo di chiusura invernale della Università dove insegnava, Brodskij lasciava l'America e trascorreva a Venezia la sua vacanza nel momento dell'anno che prediligeva, l'inverno. Fondamenta degli Incurabili è il ritratto di Venezia, colta nella sua magia malinconica, unica e irripetibile. Il linguaggio complesso ma altamente comunicativo, capace di promuovere nel lettore un processo di introspezione. Lo stesso linguaggio, seppur musicale, è rintracciabile ne Serenata per un satellite di Bruno Maderna, trascritta per questa occasione da Massimo Munari che ci indirizza in un'atmosfera a tratti melodica e dai toni caldi.
Le tinte crepuscolari vivono invece in Recitativo Notturno di Matteo Angeloni, una composizione pensata per violoncello: "Una linea melodica si avviluppa su sé stessa, nascendo dalle profondità dello strumento. Percorre tutta l’estensione del violoncello, attraversando le atmosfere del sogno, non razionali, inquiete, aggressive, sospese... infine la melodia rimane interrotta e, circolarmente, si spegne."
Tre pezzi per clarinetto di Stravinskij, ricreano un'atmosfera essenziale che diventa poi luce e bagliori con Lumina memoriae, di Marco Sinopoli, prima esecuzione assoluta per una composizione dal carattere ipnotico, ci si perde fino alle prime luci del mattino come accade in in Parsifal a Venezia, di Giuseppe Sinopoli, al quale Lumina memoriae è dedicata dal figlio Marco.
"Lumina memoriae, luci della memoria, è una composizione ispirata a Venezia e alle prospettive colte da Giuseppe Sinopoli, nel libro “Parsifal a Venezia”, e da Brodsky, nel “Fondamenta degli incurabili”, testo di riferimento per questo appuntamento di “Racconti di Viaggio”, ideato con estrema intelligenza e sensibilità dal M° De Vivo.
Il legame con il libro di mio padre è estremamente profondo, ricco di riferimenti e spunti di riflessione, in particolare nella visione di Venezia come simbolico teatro di un viaggio interiore, introspettivo, dove il perdersi è il motore della ricerca, è ciò che fa emergere la necessità di ristabilire le connessioni con noi stessi e con il nostro passato.
Lumina memoriae è una composizione che associa suggestioni acquatiche della città con un senso di smarrimento notturno fra le calli, in una sorta di labirinto dal carattere ipnotico.
La prima parte è acquatica, fatta di onde e riflessi di una luce crepuscolare...si scende a terra...mentre la luce cede il passo all’oscurità si cammina... è notte, nel vagare ci si perde fra le calli, ci si ritrova e ci si perde nuovamente mentre i pensieri si fanno sempre più stringenti fra la necessità razionale e la spinta inconscia di remote memorie che vogliono riaffiorare.Questo processo ci riporterà alle prime luci del mattino lì da dove siamo partiti...dall'acqua...dal mistero, simbolico, in essa contenuto, in una sorta di ciclicità dell'esperienza interiore.
Il processo compositivo vede fra i vari elementi strutturali quello di una matrice sulla quale ho lavorato per sottrazione.Ho sviluppato così un rete accordale in continuo movimento per poi scavarla con pause interne, silenzi e relazioni sotterranee, cercando di creare la suggestione dell’incessante attività inconscia che scorre nel nostro vivere quotidiano"

Sempre di Marco Sinopoli la trascrizione per violoncello, clarinetto e bayan di Pour un Livre à Venise di Giuseppe Sinopoli, omaggio al grande contrappuntista della scuola veneziana Costanzo Porta.

Samuele Telari al bayan, Alice Cortegiani al clarinetto e Michele Marco Rossi al violoncello ci hanno accompagnati con capacità ed esperienza in entrambi gli appuntamenti; ad Edoardo Coen il merito di aver interpretato i testi con stile, gusto e tecnica.

Alla Chiesa degli Aroli di Monsano Racconti di Viaggio giunge alla terza tappa, la musica barocca di Alessandro Stradella grazie ad Ensemble Mare Nostrum e al mezzosoprano Giuseppina Brindelli, si alterna ai testi di Charles Burney- Viaggio musicale in Italia recitati da Marco Celli. Per Ensemble Mare Nostrum: Andrea De Carlo-direttore e viola da gamba, Jardan Duncumb-tiorba e chitarra barocca, Lucia Adelaide Di Nicola-clavicembalo ed organo.

L'ultimo appuntamento, l'ultima tappa di quello che può oramai definirsi un vero e proprio viaggio storico e musicale, sarà il 29 Settembre al Teatro Pergolesi alle ore 18.00 con Claude Debussy esoterista: da Roma ad Anacapri








Questo è un articolo pubblicato il 22-09-2018 alle 15:57 sul giornale del 24 settembre 2018 - 1424 letture

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