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S. Paolo: Cavata delle Zitelle, il punto di vista della capogruppo di Impegnati per San Paolo

Impegnati per San Paolo 7' di lettura 09/11/2018 - Il 21 ottobre scorso si è svolta all’interno della sala del consiglio comunale la tradizionale “cavata delle zitelle”.

Negli ultimi anni la manifestazione è stata spostata dall’8 dicembre al mese di ottobre all’interno della “festa del vì de visciola”, privandola di ogni valore tradizionale e religioso insito nella stessa data prevista inizialmente dal “pievano” Don Agabiti del castello di S.Paolo che nel 1702 aveva destinato le rendite di alcuni possedimenti per garantire la dote alle ragazze che a causa della povertà non potevano sposarsi.
Il “pievano” aveva regolamentato le condizioni per poter accedere alla dote in un testamento in cui era espressamente previsto che la “cavata” doveva essere effettuata il 6 dicembre, giorno dedicato a S.Nicola.
Non a caso si narra una leggenda secondo cui “Nicola, venuto a conoscenza di un ricco uomo decaduto che voleva avviare le sue tre figlie alla prostituzione perché non poteva farle maritare decorosamente, abbia preso una buona quantità di denaro, lo abbia avvolto in un panno e, di notte, l’abbia gettato nella casa dell’uomo in 3 notti consecutive, in modo che le 3 figlie avessero la dote per il matrimonio”.

La data della “cavata” è stata poi spostata all’8 dicembre con atto formale delle autorità ecclesiastiche. Anche questo un giorno con una forte connotazione religiosa visto che è dedicato alla venerazione dell’Immacolata concezione.
La “cavata” risulta si sia celebrata continuativamente nel corso di 300 anni con sospensioni nell’arco delle due guerre mondiali. Nel 2002 in occasione del 300° anniversario coinvolgendo tutti i cittadini si è organizzata una rievocazione che calasse la manifestazione nell’atmosfera settecentesca. Una decina di signore del paese hanno cucito e ricamato 10 bellissimi abiti da far indossare alle 10 “zitelle”, nati dalla ricerca e dai bozzetti di una sampaolese acquisita, che ha anche donato le bellissime stoffe per la realizzazione degli abiti, oltre a collaborare per la cura della scenografia che ha coinvolto tutto il centro storico di S.Paolo.

Molti sampaolesi hanno collaborato alla riuscita della manifestazione, indossando abiti d’epoca: dai bambini agli adulti, ai titolari delle aziende agricole, e tutti quelli coinvolti nelle associazioni, in particolare la pro loco, che oltre all’allestimento del centro storico avevano curato la realizzazione degli ottimi pasti. Si era ricreato un clima suggestivo e la “cavata” come previsto dal testamento avveniva dopo la messa cantata, anche questa, resa emozionante dalle vibranti voci di dotati cantanti sampaolesi.

Conosco benissimo quello di cui sto scrivendo perché al tempo ero consigliere di maggioranza e mi sono impegnata nell’organizzazione, mia è stata l’idea di realizzare quegli abiti, del concorso fotografico, della rassegna di pittura i cui quadri realizzati sono appesi nella sala del consiglio e di coinvolgere tutte le aziende agricole di S.Paolo in questa manifestazione affinché facessero degustare i loro ottimi prodotti.
Inoltre erano stati organizzati convegni su varie tematiche sulla figura della donna ed era stata incaricata una grafica di realizzare un logo che in seguito era stato premiato in un concorso a diffusione nazionale, molto importante per gli addetti ai lavori, ma che nel nostro paese non ha avuto alcun rilievo e per gli anni successivi non è stato più utilizzato.

Mi dispiace veramente che quei 10 abiti, realizzati con passione, con enorme competenza e gratuità, siano oggi al centro della polemica in quanto come previsto dalle delibere di giunta solo le ragazze che danno la disponibilità ad indossarli e a sfilare per le vie del paese hanno il diritto di essere inserite nell’elenco e concorrere all’assegnazione della “dote”.
Peccato che della rievocazione organizzata nei primi anni non sia rimasto più niente.

E’ vero, sarebbe stata necessaria una ricerca più accurata per realizzare una rievocazione più verosimile, infatti da memorie tramandate si narra che le ragazze da imbussolare neanche partecipavano all’estrazione e quindi se si vuole continuare a parlare di rievocazione che senso ha condizionare l’inserimento dei nomi nell’elenco da imbussolare alla disponibilità a vestirsi con “abiti di fattura antica”?
Inoltre se per rendere “spettacolare”, come è successo negli ultimi anni, la manifestazione, conducendo le ragazze a bordo di carrozze trainate da cavalli o di auto d’epoca per poi farle pigiare l’uva è comprensibile che alcune di esse, magari le più riservate, o quelle a cui la storia, la cultura e le tradizioni stanno a cuore, non siano disponibili a prestarsi.

Che dire poi del periodo in cui dovrebbe celebrarsi la manifestazione e cioè l’8 dicembre considerato inopportuno da alcuni per il clima troppo freddo che ne limiterebbe l’affluenza di pubblico.
Niente di più assurdo, quello è il periodo dei mercatini, c’è chi passa giorni interi al freddo, all’interno di casette di legno per vendere articoli natalizi e molte persone fanno anche molti chilometri per partecipare a questi mercatini, quindi sarebbe al contrario un periodo ideale e suggestivo per celebrare una fantastica rievocazione storica della cavata delle zitelle calando tutto il paese nel ’700.
Non ci sono in quel periodo altre manifestazioni particolari oltre ai mercatini di Natale e questo darebbe un reale valore aggiunto all’evento.

Noi della minoranza il 26 settembre 2016 prima che si svolgesse la manifestazione abbiamo presentato una mozione in cui chiedevamo di riportare la “cavata” all’8 dicembre e che tutte le prime 10 ragazze che ne avessero i requisiti dai 18 ai 28 anni fossero imbussolate e inoltre che si affrontassero altre problematiche al fine di dirimere qualsiasi potenziale controversia sia all’atto della composizione dell’elenco che all’atto della richiesta della c.d. dote, corrispondente attualmente in circa 516 euro, dopo la celebrazione del matrimonio.

Purtroppo sono passati due anni e seppure il sindaco aveva assicurato che avrebbe convocato un incontro con i capigruppo, come risulta anche dalla DG nr. 41 del 22-10-2016, ancora stiamo aspettando.

Finché domenica 21 ottobre durante l’imbussolamento dei nomi delle 5 “zitelle” dell’edizione 2018 è stata evidenziata una presunta irregolarità da una signora del pubblico la cui figlia era stata esclusa dall’estrazione, in quanto era stato appena imbussolato il nome di una ragazza che al momento non era presente, inoltre, a differenza delle edizioni passate, il sindaco non aveva neanche letto i nomi prima di imbussolarli mostrandoli alla supervisione del giudice di pace.

Che siano state solo delle sviste? A quel punto il sindaco ha sospeso la procedura per riprendere solo dopo, circa mezz’ora, all’arrivo della ragazza.

Sta di fatto che gli assurdi vincoli imposti dall’amministrazione si prestano ad irregolarità e discriminazioni ed hanno portato alla svalutazione e minacciano l’estinzione della importante e tradizionale “cavata delle zitelle”.

Già lo scorso anno l’estrazione non è stata effettuata in quanto si è sostenuto che non ci fossero ragazze disposte a vestirsi con gli abiti storici, ipotesi improbabile in quanto due delle ragazze imbussolate quest’anno avevano già i requisiti lo scorso anno. Ma si tratta di ipotesi visto che nel 2017 non risultano pubblicate delibere che danno delucidazioni in merito.

L’aspetto positivo di questa situazione è che si è acceso un dibattito tra i cittadini, soprattutto tra i giovani e in particolare tra le ragazze coinvolte dagli eventi e affinché il confronto sia produttivo e non superficiale è necessario che sia basato sulla reale conoscenza dei fatti. Per tutti questi motivi noi della minoranza abbiamo deciso di presentare una interrogazione, con la speranza che sia discussa in consiglio quanto prima, che pubblichiamo qui di seguito:


da Daniela Radicioni
Capogruppo lista “ImpegnaTi per San Paolo”





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-11-2018 alle 17:10 sul giornale del 10 novembre 2018 - 1023 letture

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