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Mons. Gerardo Rocconi, il Vangelo di domenica 11 novembre

5' di lettura 11/11/2018 - Dal Vangelo secondo Marco.

In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli
scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi
nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo
per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne
gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così
povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro
superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto
aveva per vivere».

GESU’ LEGGE NEL CUORE
Il vangelo di oggi ci presenta Gesù che si trova davanti al tesoro del tempio e osserva
la gente che fa la sua offerta. Dice l’evangelista Marco: E tanti ricchi gettavano molte offerte.
Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli.
Ed ecco il commento conclusivo di Gesù: In verità vi dico: questa vedova ha gettato
nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua
povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere.
Era una vita difficilissima in Israele, come altrove, quella delle vedove. Non avevano
alcun mezzo di sostentamento. E la figura povera di questa vedova del vangelo si
contrappone alla figura degli scribi e dei farisei, ricchi, che si potevano permettere di fare
grandi elemosine, pensando di guadagnare grandi meriti di fronte a Dio. Ma Gesù legge nel
cuore e mette a confronto due stili di vita: quella rappresentata dai farisei e quella
rappresentata dalla vedova.
CHI OSSERVA IL CMANDAMENTO DELL’AMORE?
Gesù, abbiamo letto domenica scorsa, aveva dato il comandamento dell’amore: «Il primo
è:Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore;amerai il Signore tuo Dio con tutto il
tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è
questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c'è altro comandamento più grande di
questi».
Chi lo sta osservando in verità? I farisei che gettano tanto nel tesoro? La povera
vedova?
La vita di quei farisei: una vita fatta di immagine, di apparenza, di superbia, di
vanagloria, una vita rampante, diremmo oggi, dove il successo umano, la bella figura,
l’affermazione di sè è ciò che conta.
Ma Gesù guarda in profondità, guarda il cuore, non l’apparenza. E Gesù vede che in
realtà chi ha osservato il comandamento dell’amore è stata solo quella donna. Dice il
comandamento di Dio: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta
la forza”.
PER OSSERVARE IL COMANDAMENTO DELL’AMORE
- Ama Con tutto il cuore: con tutta l’intensità, con tutto il trasporto possibile;
- Ama con tutta l’anima:anche se il Signore ti strappa l’anima,fino a dare la vita, fino
al martirio; -
- Ama con tutta la forza: cioè con tutti i tuoi beni.
Quella donna che amava il Signore con tutto il cuore, lo ha amato anche con tutta
l’anima e la forza, perchè ha dato quanto aveva per vivere, ha dato la vita, si è privata di
tutto. La sua è stata una piena fiducia nel Signore, al quale sentiva di poter affidare tutta la
sua vita.

Confrontiamoci un po’ con questa donna e scopriamo subito quanto è fuori luogo il
nostro affanno che non permette la fiducia e l’abbandono nelle mani del Padre buono. Ma la
cosa diventa ancora più grave se pensiamo ai nostri rifiuti, ai nostri no, quando l’amore di
Gesù ci chiama a scelte, a gesti che significano morire a noi stessi. Di cosa si tratta?
1- Mi riferisco alle le scelte dell’obbedienza, le scelte della fedeltà a Dio anche quando ci
mettono in contrasto con gli uomini.
2- Sto parlando delle scelte di solidarietà che ci chiamano a farci carico delle sofferenze
altrui; sto parlando delle scelte di amore che ci chiamano a dimenticare i nostri interessi per
ascoltare, consigliare...
3- Mi riferisco alle scelte della preghiera, quando cioè il Signore ci chiama a impegnare
tempo per lui, perchè lui è innamorato e chiede di essere ricambiato.
4- Sto parlando delle scelte della speranza, che si fonda su una fiducia sconfinata nel
Signore, che fa bene tutte le cose, anche quando sembra che il mondo vada a rotoli.
5- E mi riferisco infine alle scelte della serenità e della gioia, perchè il vero male è solo il
peccato, ma al resto, morte compresa, c’è rimedio.
Il Signore ci chiede tutto: ovviamente un tutto diverso gli uni dagli altri, perchè siamo
diversi e ognuno ha il suo dono. Ma resta vero che all’amore totale del Signore siamo
chiamati a dare un risposta piena.
E allora






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-11-2018 alle 11:43 sul giornale del 12 novembre 2018 - 157 letture

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