Lucaboni e Forza Italia, le strade si dividono?

24/01/2019 - La politica cittadina vede dei cambiamenti a destra, l'ultimo coordinatore cittadino di Forza Italia Massimiliano Lucaboni potrebbe lasciare il partito. Intervista dove si parla del suo futuro politico e della città.

Lucaboni, lei è attuale coordinatore per la città di Jesi, ha intenzione di lasciare Forza Italia?
"
E chi lo ha detto. Non penso di rinnovare la tessera ma questo non cambia la mia stima nei confronti del Presidente Berlusconi, che rimane un gigante in questo mare di nani".

E allora perchè ha deciso di non iscriversi?
"Solo una questione personale. Ho visto e vedo cambiamenti che guardano indietro invece che avanti, perciò preferisco fare da spettatore e, solo se mi verrà chiesto, darò una mano.
Poi bisogna anche guardare oltre il proprio recinto e vedere che c'è..." ​​​​.​

Ma allora sta pensando di lasciare la politica?
"No mai. La politica vissuta con passione così come la vivo io non si lascia come un lavoro qualunque. Non si riesce. Se lei pensa che io per passare dall'allora PSI di Craxi ci ho messo 10 anni per iscrivermi all'allora PDL, si figuri cos'è per me l'impegno e la serietà inteso come impegno politico. Io non sono per il salto della quaglia, non ho il fisico!

Eppure, mi scusi se insisto, ci sono voci insistenti su un suo ingresso in Lega..
"Nessun ingresso, le assicuro. Ho tanti e buoni amici nella Lega che mi hanno chiesto di aderire, ma ritengo opportuno per me - ma anche per la stessa Lega - che i rispettivi cammini vadano avanti nella propria autonomia. La Lega è ormai un partito dichiaratamente di destra, io vengo da una tradizione politica diversa, se poi in futuro le nostre strade convergeranno ben venga, ma credo opportuno che sia il tempo a dire cosa e quando. In fondo si può collaborare senza avere una tessera, giusto?
Ho non buoni ma buonissimi rapporti oggi con la Lega a Jesi, per il futuro vedremo".

Allora si mette in stand by?
"Diciamo che voglio occuparmi un pò più della mia città. Jesi ormai vive da 7 anni in una sorta di limbo, sembra immersa in un sogno dove l'amministrazione Bacci l'ha fatta cadere. Pare che la città possa avere un futuro solo con la realizzazione di grandi opere, come lo spostamento della statua dedicata al Pergolesi, l'osanna osanna per la casuale nascita di Federico II a Jesi. Abbiamo aperto un Museo per glorificare la sua venuta al mondo e oggi ci accorgiamo che non siamo in grado di garantirne l'apertura. Abbiamo una città devastata da cantieri aperti e mai completati. Strade e marciapiedi distrutti e nessun piano di sistemazione, se non sotto elezione, con qualche passata di catrame.
Una città praticamente al buio. D'inverno tante zone della città dalle 17 sono praticamente al buio e il piano di rifacimento della pubblica illuminazione è fermo al palo come quello delle nuove telecamere. Gli uffici comunali riducono gli orari e non garantiscono più l'apertura pomeridiana.
La sicurezza è un tema all'ordine del giorno ma questa amministrazione la ignora e delega continuamente. Insomma una città che rischia da passare dal sonno alla catalessi".

Lucaboni, è sempre molto critico sul tema delle tasse..
"Certo, perchè sono aumentate, e di tanto se parliamo di quelle indirette. L'ultima notizia dei parcheggi blu dal viale della Vittoria alla stazione è solo una maniera furba di mettere le mani in tasca agli jesini. Vogliamo poi parlare dell'ordinanza sulla detenzione dei cani? Un altro modo per mettere le mani in tasca agli jesini e di conseguenza aumentare, anzi, diminuire la voglia di adottarne uno al canile e forse anche incentivare gli abbandoni. Pensi a quanti anziani hanno cani e se già per loro è difficile anche uscire ogni giorno, pensi quanto sia difficile portare il peso della bottiglia di acqua per pulire ad ogni urina del cane! Il disagio vale anche per i gatti ovviamente.

Che propone allora per la città?
"Vorrei un progetto nuovo. Bacci non potrà più presentarsi alle prossime elezioni e forse quel 50% degli elettori jesini che l'ultima volta non hanno votato torneranno alle urne. Bisogna dar loro un progetto che sia serio, ma per essere tale ha bisogno di tempo per venire fuori. Io non sarò di certo in prima fila, ma vorrei contribuire e vedere la realizzazione di qualcosa di nuovo che parta dal confronto, perché a mio avviso le Liste Civiche hanno fatto il loro tempo a Jesi. Penso ad un confronto più ampio, fuori dai partiti, e questo non perché li consideri "appestati", anzi sono alla base della democrazia.. Ma serve una novità seria e concreta, vicina veramente ai cittadini ed ai loro bisogni.
Verrà fuori? Non lo so..Per ora il sonno in cui Jesi è caduta regna sovrano e incontrastato".






Questo è un articolo pubblicato il 24-01-2019 alle 10:20 sul giornale del 25 gennaio 2019 - 3592 letture

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