Derubavano anziani, in manette quattro rom del teramano. Salvini su Twitter: "Per loro la pacchia è finita!"

3' di lettura 05/02/2019 - Un tweet del ministro Salvini ha accompagnato l’arresto di quattro ladri di etnia rom, residenti a Teramo, responsabili di almeno 20 furti ai danni di persone anziane in tutto il centro Italia per un bottino complessivo di 200.000 euro. Un colpo messo a segno anche a Jesi.

"Grazie alle Forze dell’Ordine e massimo disprezzo per i vigliacchi che se la prendono con i nostri nonni, ora mi auguro che questi quattro Rom si facciano un bel po’ di galera, senza sconti. Per loro la pacchia è finita!" ha scritto Salvini su Twitter.

I ladri si fingevano addetti alla raccolta differenziata, ma in alcuni casi anche dipendenti comunali o carabinieri. Tredici colpi li hanno messi a segno nelle Marche, fra maggio e agosto 2018, di cui 7 ad Ancona, uno a Numana, uno a Jesi, un altro ad Osimo, ma anche a Porto Recanati, Porto San Giorgio e Ascoli.

Trasfertisti del crimine, che si spostavano da Teramo per colpire in Abruzzo (furti riusciti ad Ortona, Francavilla al Mare e Giulianova), in Molise (Campobasso), nel Lazio (a Ferentino), perfino in Romagna (due anziani derubati a Cervia). In manette, lunedì mattina all’alba, sorpresi nel sonno, sono finite madre e figlia (D.G.M. di 50 anni e G.D. di 27), più un 39enne (S.C.) e un 33enne (L.S.A.) che fungeva per lo più da palo. Sono tutti in carcere a Teramo, su disposizione del gip Carlo Cimini e su richiesta del pm Daniele Paci.

L’operazione denominata Senium Defensio (difesa degli anziani) è stata condotta dai carabinieri della stazione di Numana e della Compagnia di Osimo, sotto il coordinamento del comandante Luigi Ciccarelli che sottolinea come «l’indagine, andata avanti quattro mesi, è stata condotta con molto scrupolo, grazie anche alle descrizioni fornite dalle vittime e dai testimoni». Vittime per le quali lo choc è stato terribile, al punto da vergognarsi di denunciare i furti alle forze dell’ordine, come nel caso del 77enne di Numana che il 20 giugno scorso si è visto portar via 20mila euro tra denaro, orologi e monili d’oro.

La banda, a cui è stato contestato il vincolo dell’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti pluriaggravati, si spostava in auto dall’Abruzzo e adottava sempre la stessa tecnica. In azione entravano per lo più la madre e la figlia, con la solita scusa: si fingevano dipendenti di aziende municipalizzate incaricate di effettuare controlli sulla raccolta differenziata. In qualche modo l’una o l’altra riuscivano a farsi accogliere in casa, lasciavano la porta aperta e mentre distraevano la vittima, permettevano ai complici di entrare e fare razzia di contanti e gioielli. E’ stato proprio il furto subito dal 77enne di Numana a far scattare le indagini dei carabinieri. Determinante è stato un particolare: i segni della vitiligine presenti sulle braccia della cinquantenne che commetteva i furti insieme alla figlia.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it





Questo è un articolo pubblicato il 05-02-2019 alle 13:20 sul giornale del 06 febbraio 2019 - 1261 letture

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