Urbino: Frode fiscale milionaria nel settore dell'abbigliamento, quattro arresti e sequestri per oltre tre milioni

guardia di finanza urbino 2' di lettura 22/07/2019 - Conclusa l’operazione “Speedy Chinese” condotta dai finanzieri della Compagnia di Urbino, che ha portato all'individuazione di due distinti gruppi criminali, dediti alla commissione di gravi reati fiscali. Quattro persone sono finite in carcere e sono stati sequestrati beni per ben 3.700.000 euro.

L’operazione, avviata nel 2015 a seguito di una verifica fiscale svolta nei confronti di una ditta individuale gestita da un soggetto cinese, aveva portato le Fiamme Gialle a rilevare gravi irregolarità fiscali nonché violazioni alle norme antinfortunistiche sui posti di lavoro in relazione alle quali era stato effettuato il sequestro preventivo di un capannone aziendale.

Da allora è cominciata un lunga serie di ispezioni che hanno costituito le premesse per lo sviluppo di complesse indagini di polizia giudiziaria, coordinate dalla Procura della Repubblica di Urbino, che hanno consentito di svelare un articolato sistema di evasione fiscale attuato nel settore tessile pesarese e conosciuto come sistema “apri e chiudi”.

In particolare, è stato accertato che i soggetti, tutti di etnia cinese, divisi in due distinte associazioni criminali, gestivano di fatto le ditte individuali rappresentate formalmente da prestanomi che, dopo aver operato per due o tre anni in totale evasione di imposte, venivano chiuse per attuare un vero e proprio avvicendamento aziendale, con il fine ultimo di sottrarsi ai controlli dell’Amministrazione finanziaria.

Il bilancio complessivo, al termine delle indagini, annovera il coinvolgimento di 38 soggetti, indagati, a vario titolo, per gravi reati fiscali (quali l’omessa dichiarazione, l’occultamento o distruzione di scritture contabili, la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte), di cui 6 imputati anche per associazione per delinquere.

Il meccanismo evasivo ha consentito alle due consorterie criminali di nascondere al Fisco - dal 2011 al 2019 - ricavi effettivi per oltre 18 milioni di euro, con un’evasione delle imposte accertata di oltre 3.700.000 di euro. Inoltre, nell’ambito delle diverse attività ispettive, sono stati individuati 5 lavoratori in nero e 68 lavoratori irregolari.

Tra i beni sequestrati dalle Fiamme Gialle non sono mancate autovetture di pregio.

L’operazione, che si inserisce in una più ampia cornice di contrasto all’illegalità economica e finanziaria, ha permesso di arginare un insidioso sistema di evasione fiscale particolarmente nocivo per le imprese sane operanti nel distretto industriale della provincia.






Questo è un articolo pubblicato il 22-07-2019 alle 15:42 sul giornale del 22 luglio 2019 - 379 letture

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