Jesi in Comune: "Consiglio comunale terminato alle 3 di notte, zero rispetto"

Jesi in Comune 2' di lettura 28/07/2019 - Il consiglio comunale del 25 luglio scorso è finito alle 3.20: i principi statutari della Città discussi a notte fonda. Il Presidente Massaccesi, ostinato a non rinviare la pratica a settembre per motivi evidentemente politici, non si è premurato nemmeno di far conoscere all’opposizione l’ordine dei lavori.

Se veramente si fosse trattato solo di aggiungere e aggiornare, non ci sarebbe stato alcun problema a ragionarci su di fronte alla città e non di notte “come dei ladri”. Zero il rispetto nei confronti dei consiglieri e delle consigliere di opposizione, meno di zero verso i cittadini e le cittadine di Jesi che rappresentiamo in Consiglio e che, magari, avrebbero voluto seguire i lavori, altrettanto verso il personale del Comune rimasto fino a tarda notte.

Massaccesi ha sospeso la seduta alle 19 circa per il Consiglio aperto sul biodigestore, senza comunicare se e quando sarebbe ripresa, perché non riusciva a mettere d’accordo la sua maggioranza, completamente assoggettata. Aver rigettato la richiesta di tutte le opposizioni di rinviare la pratica a settembre, anche in virtù dei quasi 40 emendamenti presentati (fatto che dimostra chiaramente la necessità di ulteriore rielaborazione e che lo Statuto non era pronto per essere approvato), e aver deciso, sempre e solo a maggioranza, che la pratica sullo Statuto andava posticipata dopo tutte le altre pratiche ordinarie (altrimenti alle 3 di notte avremmo discusso del bilancio) significa non avere rispetto per nessuno. Cosa abbastanza grave visto il ruolo che il Presidente del Consiglio ricopre, un ruolo istituzionale che dovrebbe essere super partes e che invece, in questa occasione più che mai, ha fomentato le divisioni e trattato le minoranze con arroganza.

Morale della favola? Votazione a maggioranza risicata sulla “piccola” Costituzione della città, la cui approvazione viene comunque rimandata a settembre essendo mancata ieri la maggioranza qualificata dei 2/3.

E ancora una volta una gestione autoritaria del Consiglio comunale da parte di un Presidente non idoneo al ruolo istituzionale che ricopre.

P.S. anche riguardo alle questioni fondamentali della parità tra i generi e della istituzionalizzazione di un organismo femminile si registra purtroppo una chiusura ingiustificata, anche a fronte delle numerose e legittime richieste pervenute in tal senso da singole donne e dalle associazioni della città. D'altronde è la stessa maggioranza che aveva proposto di scrivere che il Comune di Jesi garantiva "la partecipazione delle donne alla vita pubblica"...






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-07-2019 alle 22:23 sul giornale del 29 luglio 2019 - 1919 letture

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