Conto alla rovescia per il Festival Pergolesi Spontini

4' di lettura 23/08/2019 - Inaugurazione il 31 agosto con un capolavoro di Mario Castelnuovo Tedesco, Aucassin et Nicolette.

Riflettori accesi su Mario Castelnuovo-Tedesco alla XIX edizione del Festival Pergolesi Spontini, rassegna internazionale ‘itinerante’ che si terrà dal 31 agosto al 29 settembre 2019 a Jesi, nelle Marche, e in luoghi di grande fascino artistico o paesaggistico della provincia di Ancona, curato dalla Fondazione Pergolesi Spontini. Ad inaugurare il programma, sabato 31 agosto ore 21 al Teatro Pergolesi di Jesi, sarà la prima mondiale della versione italiana di “Aucassin et Nicolette” (1938) del compositore (Firenze 1895- Beverly Hills 1968): una «cantafavola del XII secolo per una voce, qualche strumento e qualche marionetta», con la direzione di Flavio Emilio Scogna sul podio del Time Machine Ensemble, regia di Paul-Émile Fourny, le scene di Benito Leonori, light designer Ludovico Gobbi, le voci dei soprani Chiara Ersilia Trapani e Evgenia Chislova e del mezzosoprano Martina Rinaldi, per una coproduzione con Opéra-Théâtre de Metz Métropole. Scritta nel 1938, pochi mesi prima della sua partenza per gli Stati Uniti, a seguito delle leggi razziali, l’opera fu messa in scena, nella versione originale in francese, per la prima volta solamente nel 1952 al teatro del Maggio Fiorentino. Oggi il Festival Pergolesi Spontini, diretto da Cristian Carrara, contribuisce alla riscoperta di un capolavoro destinato a tutti, grandi e piccoli, producendo un nuovo fiabesco allestimento.

«Si tratta di un’antica chante-fable francese risalente al secolo XII: narra dell’amore tra due adolescenti che, superando ostacoli e traversie, giungono – diversamente dai loro celeberrimi coetanei shakespeariani – a un lieto fine della loro storia. Mario, scelto l’argomento fin dal 1919, aveva messo da parte il suo progetto perché gli era giunta notizia che, sullo stesso tema, stava scrivendo un’opera nientemeno che Franco Alfano. Il che non avvenne […]. Nel momento in cui la sua vita stava drammaticamente svoltando verso l’ignoto […], si immerse in quella che immaginò come una rievocazione del mondo dei trovatori e dei giullari, ma che in realtà fu la sua creazione di un mondo fuori dal tempo (specialmente da quel tempo) e anche ai margini del consorzio umano: concepì infatti Aucassin et Nicolette come un racconto cantato e narrato da una sola voce (un mezzosoprano) e animato da un teatrino di marionette, creature infantili anche quando rappresentano personaggi adulti e, nella loro gestualità stilizzata, in qualche modo aliene. Ne sortì un piccolo capolavoro – certamente uno dei vertici della sua opera: l’orchestra vi è pressoché miniaturizzata e tutto il clima è pervaso da una delicatissima poesia musicale. Prima di vivere la sua lunga esperienza di esule da Firenze e dall’Italia, Castelnuovo-Tedesco volle vivere – sebbene brevemente – come esule dal mondo e come appartenente a un altro regno, del quale la tenera chante-fable fu metafora sonora». (da: Angelo Gilardino, Mario Castelnuovo-Tedesco. Un fiorentino a Beverly Hills, Edizioni Curci)

Mario Castelnuovo-Tedesco sarà protagonista al Festival anche il giorno seguente. Domenica 1 settembre ore 21 a Jesi, in Piazza delle Monachette, la violinista Francesca Dego e la pianista Francesca Leonardi eseguiranno la sua Ballade op. 107, che hanno anche registrato nel CD Suite Italienne per l’etichetta Deutsche Grammophon. Ospite d’onore di entrambe le serate sarà la nipote del compositore, Diana Castelnuovo-Tedesco.

Di origini ebree, Mario Castelnuovo-Tedesco fu costretto nel 1939 a lasciare l’Italia a seguito della sciagurata adozione delle leggi razziali. Si trasferì negli Stati Uniti, in California, dove il suo immenso talento venne messo a frutto dalla nascente industria cinematografica di Hollywood. Scrisse musica da film e formò decine di musicisti tra cui celebri autori di colonne sonore quali John Williams ed Henry Mancini. Questo impegno non lo distolse però dal comporre la musica che più amava: in tutto oltre 200 numeri d’opera, tra musica per il teatro, sinfonica, vocale e da camera. Tra gli interpreti, alcuni leggendari virtuosi che si annoverano tra i suoi amici e ammiratori, come Andrés Segovia, Jasha Heifetz, Arturo Toscanini, Walter Gieseking e Gregor Piatigorsky.

Oggi è in corso una vera e propria riscoperta della sua musica, nelle sale da concerto e negli studi di registrazione, anche per merito della pubblicazione degli inediti a opera delle Edizioni Curci, in collaborazione con il CIDIM-Comitato Nazionale Italiano Musica, a cura di Angelo Gilardino, e con la fattiva collaborazione di Diana Castelnuovo-Tedesco. Queste prime edizioni hanno reso finalmente disponibili agli interpreti opere ingiustamente dimenticate e hanno contribuito in maniera decisiva alla crescente ondata di interesse nei confronti della musica di Castelnuovo-Tedesco in tutta Italia e nel mondo. Nel 2018, in occasione della presentazione della prima biografia italiana (Angelo Gilardino, Mario Castelnuovo-Tedesco. Un fiorentino a Beverly Hills, Edizioni Curci), alla memoria del Maestro sono stati conferiti a Montecitorio il Premio del Presidente della Repubblica Italiana e della Medaglia della Camera dei Deputati.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-08-2019 alle 16:12 sul giornale del 24 agosto 2019 - 708 letture

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