L'AISC fa tappa all'ospedale Urbani, già punto di riferimento marchigiano dell'associazione

2' di lettura 17/09/2019 - Giovedì 19 settembre 2019 dalle ore 10.00 alle 18.00 a Jesi, presso l’Ospedale Carlo Urbani, farà tappa il tir allestito dall’Associazione Italiana Scompensati Cardiaci (AISC) che, da alcuni anni, prevede tappe in diverse città italiane.

La struttura jesina, che fa capo al dr. Marco Candela, Direttore del Dipartimento di Medicina dell’Area Vasta 2, è stata riconosciuta come Centro AISC per la regione Marche e come punto di riferimento per i pazienti associati. Sarà inserita nelle iniziative che vengono organizzate nel corso dell’anno e, in particolare, nel corso delle giornate sulla diffusione della conoscenza dello scompenso cardiaco per sensibilizzare la popolazione su questa patologia, sull’attenzione ai sintomi, sulla gestione dell’evento in emergenza e, soprattutto, sull’importanza della prevenzione mediante stili di vita corretti e seguendo, in modo rigoroso, le cure mediche. Il tir dello scompenso cardiaco, riconoscibile per il cuore stilizzato e la scritta AISC, ha programmato un tour capillare in Italia da giugno a ottobre, con soste in diverse città e incontri aperti.

A tutti gli interessati (pazienti e non) viene offerta la possibilità di iscriversi gratuitamente all’Associazione, ricevere documentazione informativa e effettuare in loco, gratuitamente, una serie di valutazioni cliniche sulla patologia. Quest’anno, inoltre, il tir AISC, più capiente rispetto al passato, ospiterà personale specializzato per effettuare dimostrazioni e interventi di primo soccorso, indispensabili per coloro che assistono un paziente scompensato, o che possono trovarsi in situazioni di emergenza.

Secondo i dati più recenti, 14 milioni di persone in Europa e oltre di 1milione in Italia convivono con lo scompenso cardiaco, patologia che registra ogni anno l’insorgere di nuovi casi, indicativamente 20 ogni 1000 soggetti tra 65 e 69 anni e più di 80 casi ogni 1000 tra gli over 85. Lo scompenso cardiaco è la causa più comune di ricovero tra gli ultrasessantacinquenni e si stima che, entro il 2020, rappresenterà la terza causa di decessi in tutto il mondo. Nonostante questo, il livello di consapevolezza da parte della popolazione è ancora molto basso e richiede una costante opera di informazione e sensibilizzazione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-09-2019 alle 09:58 sul giornale del 18 settembre 2019 - 752 letture

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