contatori statistiche

Chiaravalle: PRC sul rinnovo della concessione API Falconara

2' di lettura 28/09/2019 - "Presto che è tardi! L’API di Falconara e il rinnovo della concessione sono un grave problema ... chiaravallese".

Scadrà il prossimo gennaio la concessione all’API per le attività dello stabilimento di Falconara Marittima. In questi anni la raffineria di Falconara ha spesso conosciuto gli “onori della cronaca” per non pochi incidenti che hanno dato luogo a nubi tossiche, aria irrespirabile, sversamenti a mare. Inutile dirlo quella dell’API è un’attività nociva e pericolosa. Già nel 2003 all’epoca del rinnovo per la precedente concessione, allora in capo alla Regione Marche, questi problemi erano stati sollevati e l’azienda si era impegnata a sottoscrivere un protocollo d’intesa che prevedeva un progetto di riconversione produttiva verso le energie pulite, il ridimensionamento dell’area e dell’attività di raffinazione.

Inoltre la regione Marche aveva definito ed istituito la così detta AERCA (Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale) per realizzare progetti ed interventi di compensazione ambientale per un territorio (comuni di Falconara Montemarciano, Chiaravalle e Montesanvito) gravato dalle attività dell’API e di molte infrastrutture logistiche di notevole impatto ambientale.

Ad oltre 10 anni da quell’accordo il risultato è sotto gli occhi di tutti. Nulla o quasi nulla è stato fatto, l’accordo disatteso, i controlli per farlo rispettare scarsi e poco avveduti. Non solo, l’indagine epidemiologica, anche questa commissionata dalla Regione Marche sulla salute degli abitanti di questo territorio, ci racconta di una situazione preoccupante e di patologie collegabili a questa attività industriale con indici di rischio più alti della media ed in aumento.

È evidente che questo stato di cose richiederebbe un’attenzione delle istituzioni e una mobilitazione dell’opinione pubblica ben più forte del quasi nulla attuale, che vede mobilitata la sola popolazione di Falconara. In particolare a Chiaravalle (che è al centro dell’AERCA) l’indifferenza sembra ancora più accentuata.

Nei mesi scorsi di fronte al ripetersi di incidenti, infatti, tutte le amministrazioni, meno quella di Chiaravalle hanno trovato modo di farsi sentire, chi investendo la magistratura, chi deliberando nei consigli, chi chiamando alla responsabilità la Regione Marche. Il tempo è poco, gennaio è alle porte, il decisore, stavolta il Governo, è lontano. Mobilitarsi subito è indispensabile, perché quella concessione sia negata o perlomeno, siano stavolta realizzate le condizioni di un controllo obbligatorio e inderogabile, di un’informazione dettagliata, di un monitoraggio diffuso e gratuito sulla salute della popolazione residente. In questo senso nei prossimi giorni raccoglieremo le firme perché il consiglio comunale discuta un ordine del giorno di iniziativa popolare e apra una vera e propria "vertenza API".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-09-2019 alle 17:10 sul giornale del 30 settembre 2019 - 1651 letture

In questo articolo si parla di attualità, chiaravalle, prc, Partito della Rifondazione Comunista

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/ba6F





logoEV
logoEV