PRC: "Un'altra finanziaria sarebbe possibile"

Partito della rifondazione comunista 3' di lettura 18/10/2019 -

La solita finanziaria, chiacchiere e distintivi. Cambiano i governi suona la solita musica. Cappello in mano con l’Europa, genuflessione verso i mercati, il solito mantra “non aumenteremo la pressione fiscale”, tagli alla spesa pubblica cioè alla sanità, alla scuola, ai servizi sociali. Il tutto condito da mirabolanti annunci a cui non corrispondono azioni concrete. Ecco cosa ne esce: una beffarda elemosina per i pensionati (cinquanta centesimi di aumento al mese); il taglio del cuneo fiscale (per il lavoro dipendente) di poche decine di euro, però da luglio; l’eliminazione del cosiddetto super tiket sanitario ( i famosi dieci euro sulle prestazioni sanitarie), però da settembre; un fondo (500 milioni di euro) per la gratuità degli asili nido di cui beneficeranno in pochissimi , che se fosse per tutti costerebbe circa venti volte di più; le solite tasse su gioco, fumo con l’aggiunta di merendine, bibite gassate ed affini;

Però, si dice, non verrà aumentata l’I.V.A , rimarrà la finestra pensionistica di quota cento, sarà avviata una seria (si fa per dire) lotta all’ evasione consentendo di pagare con bancomat persino il caffè e i giornali, istituendo la lotteria di “capodanno” per i possessori di scontrino fiscale. Una beffa, una presa in giro , la convinzione che milioni di persone prese in giro da Salvini possono anche credere alle baggianate che Conte e Gualtieri sparano a raffica per raccontare questa finanziaria.

E pensare che i soldi ci sono e potrebbero servire a risolvere tanti problemi del Paese e molti drammi delle famiglie più povere.

Toccasse a noi: cambieremmo le aliquote fiscali aumentandone la progressività e diminundole per i redditi medio bassi ( ora i redditi tra 28 e 55 mila euro hanno aliquote che variano dal 38% al 43% , sopra i 75mila è del 43%, abbassare le prime e alzare, di molto quest’ ultime significherebbe mettere in moto la spesa e fare un po’ di giustizia); cominceremmo a tassare le rendite (bot, obbligazioni, capital gain) che oggi hanno invece una tassazione di favore ( il 12% , quando i depositi nei conti correnti vengono tassati al 27%); introdurremmo la patrimoniale( 2%) per ricchezze sopra i 500 mila euro ( al netto della prima casa); introdurremmo la Tobin Tax, cioè la tassa sulle transazioni finanziarie che, nella maggior parte dei casi, hanno carattere speculativo; introdurremmo la fiscalità di concorrenza che rende tutte le spese familiari detraibili; rispetteremmo il patto di stabilità con l’ Europa solo al netto degli investimenti pubblici e le spese sociali. Tutto questo permetterebbe: una vera riforma delle pensioni per superare la legge Fornero ( 40 anni di contributi, 65 per la vecchiaia); aumentare i fondi per la sanità pubblica e la scuola pubblica; realizzare un piano del lavoro per il risanamento territoriale e la qualità ambientale che metterebbe al lavoro migliaia di giovani e disoccupati; finanziare i progetti di green economy e l’economia circolare; investire in progetti di rcerca sull’ innovazione; sostenere i redditi più bassi e garantire l’universalità del reddito di cittadinanza.

Il problema quindi è la volontà politica, quella che manca alle forze che sostengono questo governo, gialle di rabbia e rosse di vergona. Il futuro ha bisogno di coraggio, di idee e di coerenza.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-10-2019 alle 23:03 sul giornale del 19 ottobre 2019 - 651 letture

In questo articolo si parla di attualità, prc, Comitato Politico Regionale delle Marche

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