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IIS Galilei, La notte Liceo Economico Sociale fa sognare e credere nel bene comune

3' di lettura 26/10/2019 - Un bene comune da proteggere, un bene comune in cui credere. La notte del Liceo Economico Sociale dell'ISS Galilei di Jesi emoziona il pubblico: credere nei veri valori sognando il bene comune. Protagonisti della serata gli studenti del Les, un liceo ancora troppo poco conosciuto. Il Dirigente scolastico Luigi Frati: "Non si deve solo parlare di economia spiccia, bisogna aprire la porta etica dell'economia".

È la legge dell’universo che non si può fare la nostra felicità senza far quella degli altri. E' per questo che la Notte Les, il Liceo Economico Sociale, delll'IIS Galilei di Jesi sostiene il bene comune. Lo ha ribadito venerdì pomeriggio il Dirigente dell'IIS Galilei Luigi Frati all'inaugurazione dell'evento alla pinacoteca civica: "Non si deve solo parlare di economia spiccia, bisogna aprire la porta etica dell'economia". Un'economia fatta di persone e non di soli numeri e i ragazzi dell'indirizzo socio economico lo hanno dimostrato venerdì sera.

A salutare l'iniziativa oltre al numero uno del Galilei anche l'ex Dirigente Floriano Tittarelli, entrambi con una passione comune, quella di una scuola prestigiosa come il Galilei. Il primo l'ha vista crescere negli ultimi sette anni, il secondo ne ha raccolto l''eredita nella consapevolezza di un bene comune.

Da palazzo Pianetti al Carducci la Notte Les produce emozioni fino a sera: musica, teatro, laboratori linguistici tematici, economia ed energia sostenibile, buone prassi e non solo con l'attenzione tutta rivolta ad un mondo che cambia, ad un clima che muta. Solo la forza di volontà, l'educazione può invertirne la tendenza. Veri protagonisti infatti sono stati gli studenti nei panni di attori, giornalisti, economisti, esperti di lingue e di sentimenti.

E poi a Palazzo Pianetti, nella conferenza inaugurale introdotta dalla prof.ssa Maria Cristina Casoni che insieme alla Vice preside Ione Baldoni hanno tenuto le fila della giornata, si è parlato di Les e di Economia. "Se questi studiosi avessero potuto scegliere, sarebbero stati tutti studenti del Les" ha esordito la prof.ssa Bartolini docente del Vittorio Emanuele di Jesi parlando dei massimi esperti dell'ambito come Zygmunt Bauman, Teresa Noce, Edward Said, Martha Nussbaum. Intellettuali che sono emersi grazie anche alle letture degli studenti, articoli capaci di ispirare il pensiero critico. “Dobbiamo educare lo spirito critico” ha dichiarato la Bartolini parlando dell'importanza dell’altro in Bauman, della nostra responsabilità verso l’altro.

"Non c’è una scelta economica che non possa essere una scelta l’etica." Queste le parole del Prof.ssore dell'IIS Galilei Nicola Viniello portando a modello la vita San Francesco quella di un uomo benestante che si spoglia delle sue ricchezze. È necessario un "sistema di buone relazioni tra gli uomini, un modello che non coincide con la fratellanza, ma piuttosto con un’economia civica basata su buone relazioni e reciproca fiducia". E poi lo sguardo alla società attuale. Non serve "Chiudere i porti, chiudere frontiere" pensando ad una "sottrazione di benessere" ha spiegato Viniello perché “non si può fare la felicità senza quella degli altri” ha sottolineato ancora Viniello riportando Antonio Genovese, l'accademico napoletano che aveva avuto l'intuizione ancora prima di Adam Smith.

Ad intervenire anche l'anconetana Katia Mastantuono Vice presidente della commissione etica di Banca Etica, una realtà ad oggi rappresentata da circa 43mila persone, un modus operandi unico rispetto alle banche tradizionali secondo la Mastantuono che perché fatta per le persone e con trasparenza e nel rispetto delle pari opportunità. "La finanza non è negativa, lo è speculazione finanziaria" ha precisato la Mastantuono affrontando le varie declinazioni dell'economia nella piena convinzione che "il credito è un diritto umano". A testimoniare l'importanza di Banca Etica Federico Frontalini che ha riportato alla memoria la crisi della Gatto Cucine di Camerano e l'opportunità di rilevarla costituendo insieme ad altri ex lavoratori una cooperativa dove tutti sono alla pari, in tutte le sue difficoltà, ma che ad oggi vanta circa un milione di fatturato annuo e che investendo nei macchinari ed affacciandosi ai nuovi mercati è cresciuta nei numeri credendo fermamente anche nei periodi più bui nel capitale umano.








Questo è un articolo pubblicato il 26-10-2019 alle 01:43 sul giornale del 28 ottobre 2019 - 1383 letture

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