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Rifondazione: ''L'indifferenza rischia di trasformare l’Api nell’Ilva della Vallesina''

Raffineria Api Falconari 2' di lettura 25/11/2019 - Martedì 26 novembre si riunirà il consiglio comunale di Chiaravalle. Un ordine del giorno nutrito e vario impegnerà i consiglieri, financo una mozione per disciplinare negli spazi pubblici le “cicche di sigaretta”, testimonianza di un’ attenzione ai temi ambientali al limite dell’ acribia.

Difficile perciò non stupirsi della contemporanea indifferenza per altri, riteniamo egualmente importanti, problemi che in riferimento alla salute pubblica, alla salubrità dell’ aria riguardano il nostro territorio. Oltre un mese fa abbiamo inviato al Presidente del Consiglio Comunale e a tutti i capo gruppo (con preghiera di inoltrarlo a tutti i consiglieri) una proposta di ordine del giorno che abbiamo definito “ d’iniziativa popolare ( perché sottoscritto da un centinaio di cittadini), affinché si discutesse e decidesse l’azione del Comune di Chiaravalle relativamente al prossimo rinnovo della concessione di raffinazione all’ API di Falconara in scadenza all’ inizio del prossimo anno.

Questione, riteniamo, di grande impatto con la nostra città, non a caso inserita nella cosiddetta Aerca ( area ad elevato rischio di crisi ambientale) in cui il petrolchimico rappresenta uno dei principali insediamenti pericolosi. Invece su questo solo indifferenza. Non solo, in questi oltre trenta giorni, non abbiamo ricevuto nessun riscontro, nemmeno quelli burocratici, che di solito le amministrazioni debbono ai cittadini. Scortesia istituzionale, in primis del Presidente del consiglio Comunale, e pure, a nostro giudizio violazione, se non formale, sostanziale dello Statuto Comunale che prevede tempi e modalità ma soprattutto il dovere di risposta alle istanze dei cittadini.

Tutto questo dispiace ma non mina la nostra volontà di portare all’ attenzione della città questo grave problema e di mobilitare i cittadini perché prima del rinnovo i soggetti chiamati a decidere, innanzitutto il governo, si confrontino con il territorio e i cittadini, dando risposte e certezze sulla salute e sulla sicurezza, prima che l’ Api diventi l’ Ilva della vallesina. Nelle prossime settimane attiveremo iniziative in tal senso, a cominciare da un incontro con il professor Andrea Micheli che ha diretto l’indagine epidemiologica sui rischi di questo impianto e, in seguito, pubblicato studi e ricerche, che ci offrono dati preoccupanti e stimolano l’impegno urgente a modificare “lo stato di cose presenti”.


da Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Ancona





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-11-2019 alle 19:23 sul giornale del 26 novembre 2019 - 1040 letture

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