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Calcio: No fair-play, una brutta esperienza per il Largo Europa Luciano Bocchini

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di Giancarlo Esposto


Il campionato è quello di Seconda Categoria, non ci sono professionisti che si guadagnano da vivere giocando, al massimo qualche modesto rimborso spesa e qualche cena pagata dalla società, allenamenti per lo più svolti dopo il lavoro nelle ore serali, sfidando il gelo nelle giornate invernali.

Insomma si potrebbe pensare alla faccia più pulita e genuina del calcio.

Eppure non sempre è così, a giudicare da quello che la società jesina del Largo Europa Luciano Bocchini, ci segnala.

Una nota molto accorata, segno evidente di un disagio, ancora duro da digerire, dopo tre giorni dalla partita.

Domenica, 5 gennaio, sono di fronte Agugliano e Largo Europa, «dopo dieci minuti dall’inizio della partita – recita il comunicato della società jesina – durante una azione di disimpegno, con il possesso di palla, il nostro difensore Chierchia si fermava alzando un braccio, per richiamare l’attenzione dell’arbitro, per un infortunio.

Tutti i giocatori si fermavano, tranne uno – prosegue il racconto dei fatti – il giocatore Brunori che toglieva la palla al nostro difensore, ormai a terra, involandosi verso la porta, segnando la rete del vantaggio».

Se abbiamo ben capito, cogliendo di sorpresa i suoi stessi compagni di squadra.

«Il capitano dell’Agugliano, Alessandro Coen, figlio di un noto uomo di sport, Piero – prosegue la nota - molto sportivamente comunicava al nostro allenatore che ci avrebbero permesso di segnare la rete del pareggio».

Però la pagina più triste della vicenda non era stata ancora scritta, perché il peggio doveva ancora arrivare, se è vero, come comunica la società del presidente Sapio, che «l’allenatore Maurizio Fabbretti obbligava la squadra a continuare a giocare, come se niente fosse accaduto».

Non essendo presenti al fattaccio… anzi ai fattacci, prendiamo atto del comunicato stampa del Largo Europa Luciano Bocchini, sottolineando anche quanto segnalato, nelle ultime righe, un ringraziamento all’arbitro che, nonostante tutto è riuscito a dirigere la partita, evitando qualsiasi animosità.

Viene spontaneo chiedersi se valeva la pena, per un gol in più, guastare i rapporti tra le due società ed i rispettivi giocatori.



Questo è un articolo pubblicato il 08-01-2020 alle 14:28 sul giornale del 09 gennaio 2020 - 2596 letture