Museo Stupor Mundi, M5S: "Un “pacco” per i cittadini, un “dono” per i privati?"

Museo multimediale Stupor Mundi 2' di lettura 27/01/2020 - Abbiamo già raccontato nel nostro precedente comunicato il triste epilogo di una storia che fin da subito era apparsa “un pacco” per la città: la questione del Museo Stupor Mundi.

Ora la maggioranza civica jesina sembra avere tutta l’intenzione di fare un “dono” ad un altro privato. Leggiamo infatti nella delibera approvata in Consiglio Comunale lo scorso 25 Novembre che, in base alle informazioni fornite dal vecchio gestore del Museo il saldo tra uscite ed entrate consisterebbe in una perdita di circa 98.000 €.

Ma, a fronte di questa perdita, viene deciso un intervento economico da del Comune, a favore di una “start up innovativa” per la durata di tre anni e per un importo annuo pari ad 150.000 €. Quindi la start-up vincitrice del bando avrebbe potenzialmente un margine garantito esclusivamente dai contributi del Comune. Quasi come per magia, un servizio “in perdita” per il pubblico si trasforma in un servizio “in attivo” per la “startup-innovativa” che, per i primi tre anni, si vedrebbe OGNI SPESA coperta dal patrimonio pubblico.

Considerando che oltre il 70% delle spese derivano da personale e manutenzione, immaginando che la decisione dell’Amministrazione di stanziare 450mila euro dei Cittadini jesini per l’affidamento al nuovo gestore sia basata principalmente sui numeri forniti dal vecchio gestore, abbiamo presentato una interrogazione a risposta scritta per avere le informazioni e gli atti che giustifichino quei numeri, presi assolutamente per buoni in consiglio comunale dai maggioranti senza che ai consiglieri sia stato presentato alcun documento a loro supporto.

Partendo dal fatto che la gestione verrà assegnata per 8 anni, mentre i finanziamenti sono previsti solo per 3, si potrebbe anche pensare che quanto deciso non sia poi tutto questo “regalo” per chi vincerà la gara. Ma nella delibera del Consiglio dove viene esaltata la formula della “start up innovativa” manca però un dato. Quante di queste “startup innovative” “sopravvivono”, o “sono vincenti” o, più banalmente, non falliscono una volta finiti i finanziamenti? Secondo i dati della Fondazione “Mind The Bridge”, da anni nel settore, sembrerebbero fallirne oltre il 90%: non è che dopo i primi 3 anni, dove i finanziamenti comunali sembrerebbero assicurare alla start-up un saldo positivo, la stessa finirà nel calderone delle “bollite” e quindi ci troveremo, di nuovo, ad affrontare il problema “finanziamenti”?

Come sempre, vogliamo ottemperare al nostro mandato e, come promesso, alla nostra funzione di dare trasparenza ai nostri concittadini, specie quando si tratta di capire come e perché vengono spesi i loro soldi, e quando si ha a che fare con operazioni poco chiare e condivisibili come il Pacco di Natale Stupor Mundi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-01-2020 alle 18:40 sul giornale del 28 gennaio 2020 - 1078 letture

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