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Jesina: Contro l’Avezzano, porte aperte al Carotti. Torna Cossu in società.

3' di lettura 30/01/2020 - La conferenza stampa era stata convocata in poche ore, a preannunciare qualche novità sostanziosa, massiccia la presenza dei colleghi della stampa, in rappresentanza di tutte o quasi tutte le testate che normalmente seguono la Jesina.

Si è parlato di società, di presente e futuro, ma anche di passato e, alle nostre domande dirette, c’è stata una ammissione degli errori fatti.

Per la società erano presenti il socio di maggioranza Mosconi, il presidente Chiariotti, il responsabile dell’area tecnica Amici e la new entry, Sandro Cossu, che rivestirà la carica di vice-presidente.

Un inserimento che difficilmente sovvertirà quanto maturato sinora sul campo, ma che ha il sapore di una voglia, sottolineata sia da Mosconi che Chiariotti di dare un futuro alla Jesina.

Resta da vedere se in D o in Eccellenza.

Una Jesina che torna finalmente agli jesini – Cossu è uno jesino a tutto gli effetti – che avrà come asse portante Amici e, appunto Cossu, lasciando alle spalle, insalutati ospiti, personaggi non jesini, sbarcati la scorsa estate.

«Non siamo intenzionati a lasciare la Jesina – ha esordito Mosconi, che ha interrotto un silenzio durato parecchio tempo – stiamo lavorando per il presente e per il futuro.

Ci sono state chiacchiere su presunte trattative per cedere la società, ma si è trattato di semplici chiacchiere, se qualcuno si farà avanti, saremo pronti a valutarle».

Sulla stessa onda Chiariotti: «Nonostante i risultati del campo non siamo intenzionati a lasciare, la società andrà avanti, lo testimonia anche l’inserimento di Cossu, che lavorerà sia per la prima squadra, che per il settore giovanile.

Con lui abbiamo un impegno fino al 30 giugno del 2021.

Adesso possiamo dire di avere persone del posto, di esperienza come Amici e Cossu, con i quali potremmo impostare un programma con una più lunga scadenza, senza essere costretti a improvvisare».

Sandro Cossu non è nuovo della Jesina, può ben dire di essere stato l’ultimo direttore sportivo a vincere un campionato, con Venturini allenatore.

«In questi anni di calcio ho passato parecchio tempo a Jesi. Ho dovuto lasciare Monte San Giusto – ha chiarito – perché avevo una situazione che non mi permetteva di dare il massimo, lontano da casa.

Lasciato M.S.Giusto avevo dichiarato che ero pronto per una nuova esperienza.

La Jesina mi ha cercato: al mio posto, con questa situazione di classifica qualcuno avrebbe potuto rifiutare, ma non potevo dire di no.

La squadra quando può contare su tutti gli effettivi, a mio avviso non è la più scarsa del girone, ma bisogna crederci.

Porterà la mia esperienza, mettendo a disposizione quello che sapete, non devo inventare niente. Vorrei portare avanti un certo tipo di discorso, magari anche coinvolgendo l’Amministrazione comunale, ho già informato l’Assessore Coltorti, presto prenderò contatto con Bacci.

La Jesina è la squadra della città, dei tifosi, che sono una parte importante e mi sembra non siano mai mancati. Quando le cose non vanno bene è giusto che esprimano il loro giudizio e vanno ascoltati.

Mi è stato chiesto di farmi carico di tante situazioni, lavorerò in stretta collaborazione con Amici.

Dall’esterno però ho percepito tanta negatività, ho sentito voci che hanno destabilizzato la credibilità della società, al punto che sono sicuro che alla riapertura del mercato, qualche giocatore sia stato influenzato ed abbia rinunciato a venire».

La Jesina avrà dunque un futuro, ma è ancora tempo di pensare al presente: domenica prossima match fondamentale, una specie di finale, contro l’Avezzano: si è deciso di aprire i cancelli e portare, gratuitamente, quanti più tifosi possibile.

Con mezza squadra out, tra infortuni e squalifiche, non sarà una partita facile, proprio per questo servirà il massimo calore dagli spalti.






Questo è un articolo pubblicato il 30-01-2020 alle 20:08 sul giornale del 31 gennaio 2020 - 1641 letture

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