Interporto, Giampaoletti (Lega): "Stop alle polemiche sterili"

4' di lettura 19/02/2020 - Negli ultimi mesi sull’interporto Marche, stiamo assistendo ad un confronto surreale tr il Segretario del PD di Jesi e il Sindaco Bacci nonché cambiamenti di idee della Regione.

Il primo, segretario del PD, manifesta solo la preoccupazione di difendere, a prescindere, tutte le decisioni indifendibili della Regione Marche. Decisioni che hanno tenuto in ostaggio, da tre anni, ogni possibilità di rilancio della struttura intermodale.
La Regione, finalmente riconosceva che la soluzione di realizzare un “Centro logistico sanitario”, sulla scorta di una nota dell’ASUR del 30 ottobre 2019, non era possibile.
L’ASUR deputata a tale realizzazione ammetteva l’impossibilità di poter superare ostacoli di natura amministrativa e giuridica, in primo luogo: l’acquisto della palazzina situata al centro nell’area intermodale con tutte le disfunzioni che avrebbero comportato sia per il Centro logistico Sanitario e ancor più per l’attività dello scambio merci treno/gomma.

Il secondo, sindaco di Jesi, invece di denunciare che la soluzione del “Centro logistico sanitario” si è rivelata una soluzione solo per perdere tempo, si sente tradito da tale rinuncia perché a suo dire il Comune aveva provveduto alle necessarie varianti per accoglierlo.

Facciamo un’analisi della questione, in realtà con la delibera di Giunta: Atto n. 282 del 18/10/2018, veniva approvato il progetto per la riorganizzazione della “logistica del farmaco” presso l’area interportuale.
Il deliberato però al punto stabiliva: «... 2) di prendere atto della decisione della Interporto Marche S.p.A. di cedere all’ASUR Marche una porzione degli immobili di proprietà al fine dell’attuazione da parte di quest’ultima, presso Interporto, degli interventi relativi alla logistica del farmaco con la condizione che siano mantenute le destinazioni d’uso previste dal progetto interportuale; ...».
La delibera pone giustamente un vincolo «... che siano mantenute le destinazioni d’uso previste dal progetto interportuale; ...».

L’utilizzo della palazzina al centro dell’area intermodale viene dunque esclusa per il motivo appena accennato ed anche perché la struttura della palazzina è inadatta, incompatibile ad accogliere il centro logistico per il farmaco.

Per la precisione a pagina 2 del “documento istruttorio” parte integrante della delibera di Giunta è scritto: «... • la Società Interporto Marche Spa in data 04/10/2017 ha aderito alla suddetta manifestazione di interesse indicando gli immobili offerti in vendita tra i quali le aree da destinare al progetto di logistica del farmaco; ...».
Per il centro logistico del farmaco, dunque, Interporto Marche Spa aveva indicato anche le aree da destinarvi.

L’operazione è saltata perché le aree dovevano essere ancora acquisite e il denaro necessario per acquisirle non sarebbe andato alla società Interporto, ma ai proprietari di quelle aree, mentre tutta l’operazione era rivolta a finanziare la società Interporto per ridurre il proprio stato debitorio.
Se il sindaco distinguesse il “Centro logistico sanitario” dal “Centro logistico del farmaco”, potrebbe ottenere la realizzazione di quest’ultimo, soprattutto, in presenza del finanziamento di 8 milioni di euro per l’aumento del capitale sociale di Interporto Marche, proposto nella legge di bilancio regionale di esercizio per l’anno 2020.

Fare le polemiche con il PD serve a poco, visto che quest’ultimo ha fin troppi problemi nel tentativo di coprire le responsabilità dei tanti milioni spesi dalla società Interporto Marche (87 milioni di euro) in una gestione inconcludente. La soluzione poteva essere quella di realizzare il “Centro logistico del farmaco” occupando una piccola area sui 101 ettari di cui dispone la società Interporto.
Il Sindaco Bacci, dopo essersi lamentato con la Regione del dietro front e riguardo il finanziamento del Ponte San Carlo, ha ottenuto come risposta dalla Regione, nell’incontro del 23 dicembre 2019, che gli obiettivi sarebbero stati mantenuti fermi, in particolare relativamente alla realizzazione della Centrale del farmaco.
Adesso sarebbe opportuno avere dei chiarimenti sulla concessione data alla società DPA Logistica di tutta l’area intermodale. Il nuovo Consiglio di Amministrazione, per il rilancio dell’infrastruttura, intende ora perseguire la propria missione originale e sviluppare l’intermodalità. Tuttavia l’unica soluzione per rilanciare l’interporto è politica: cioè Cambiare, con il voto regionale, il governo delle Marche.


da Marco Giampaoletti
consigliere comunale Lega





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-02-2020 alle 15:32 sul giornale del 20 febbraio 2020 - 1044 letture

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