Chiaravalle: PSI "Dedica di un luogo a Craxi, ai posteri l’ardua sentenza"

4' di lettura 02/03/2020 - Scriveva Voltaire: “ai vivi dobbiamo rispetto, ai morti dobbiamo la verità”; e la verità non è mai parziale, specie nel caso di una grande figura di uno statista e uomo politico che come Bettino Craxi ha segnato l'ultimo quarto del '900 della storia italiana e del movimento socialista europeo ed internazionale e non solo.

La verità è certo fatta di chiari scuri ma nel dibattito che si è acceso in occasione del ventennale della sua morte ci sembra giusto, non dimenticandone gli errori, restituirne la giusta e meritata memoria che la statura politica ed istituzionale innegabilmente meritano.

La sottesa e parziale questione della eventuale intitolazione di una via od una piazza a Bettino Craxi è un approccio non prioritario ma conseguente ad una necessaria analisi serena, obiettiva e non partigiana delle intuizioni e dei meriti politici di questo grande leader della sinistra internazionale; dei suoi meriti di Statista che fecero grande il nostro paese, migliorando in concreto la vita di tutti i cittadini. Una visione politica in larga misura tuttora attuale che assieme ai risultati interni ed internazionali ottenuti nella responsabilità di Governo non possono essere né sminuiti né tanto meno sottaciuti e che anzi meritano di essere ricordati e commemorati come patrimonio della Nazione.

Con questo non vogliamo dire che lo Statista non avesse colpe: la questione dei finanziamenti illeciti o irregolari va però contestualizzata ed analizzata al di la dei singoli esiti processuali (su cui peraltro molto si è scritto si sta scrivendo e studiando e si scriverà) che per loro natura costituiscono verità processuale ma non verità storica assoluta ed esaustiva; che anzi la realtà dei fatti era che tutti, o la maggior parte, dei partiti politici si finanziavano in modo irregolare o illegale. A tal proposito la statura politica dell'uomo ci ha consegnato un indimenticato ma purtroppo sottovalutato discorso alla camera: “....E tuttavia, d’altra parte, ciò che bisogna dire, e che tutti sanno del resto, è che buona parte del finanziamento politico è irregolare o illegale ...”, così iniziava il discorso Bettino Craxi”, parole dure che rendevano evidente la irrisolta questione del finanziamento dei partiti nella Prima Repubblica, ma che in gran parte sembra tutt'oggi sottovalutata.

Dobbiamo tener conto, invece, delle tantissime e alte azioni da lui compiute sul piano politico per il Paese: in primis, per quello che fece per la difesa del valore dei redditi dei lavoratori con il c.d. Decreto di San Valentino che congelando la scala mobile abbassò l'inflazione dal 19% a 4% consentendo inoltre di accedere più facilmente ed a costi accettabili al credito anche per l'acquisto della prima casa a moltissime famiglie che altrimenti non avrebbero potuto; ricordiamo la difesa della sovranità nazionale e della politica estera di dialogo con il terzo mondo ed il medio oriente, ben rappresentata dal “caso Sigonella”; andando contro il volere degli Stati Uniti; ricordando che fu l’unico che durante il rapimento di Aldo Moro propose di negoziare per rendere salva la vita al leader della DC; per la rinegoziazione dei patti lateranensi rendendo lo Stato ancora più Laico; gli aiuti internazionali ai movimenti ed ai paesi sotto scacco delle dittature sanguinarie, in particolare modo in Cile, dove si recò per porgere omaggio al Compagno Salvador Allede, durante la dittatura di Pinochet, unico Leader politico Italiano che si degnò di palesarsi in quelle zone, assumendosi i rischi; per gli sforzi volti ai trovare un’altra via per il dialogo, fra Palestina e Israele.

Va dato merito a Craxi, e a tutto il Partito Socialista, il sostegno degli oppressi politici nei Paesi dell’est Europa, sotto il giogo della dittatura Sovietica, presentando alle elezioni europee del 1979 Jiri Pelikan, Cecoslovacco, promotore della Primavera di Praga, per dar voce a quel Popolo che chiedeva più libertà, più Democrazia, ma che ottenne solo piazze piene di carri armati.

Queste sono solo alcune politiche adottate da Craxi sia negli anni in cui era al governo. Che come leader socialista, probabilmente le più importanti.

Quello che chiediamo ora all’amministrazione Comunale, alla comunità cittadine è di fare un’attenta analisi politica della Prima Repubblica e di non racchiudere la figura di Bettino Craxi solo negli anni di tangentopoli, poiché risulterebbe una visione limitata e devinte della Storia.

Quello che chiediamo come Partito Socialista Italiano di Chiaravalle non è redimere i peccati che lui ha fatto e mai negato, mal rendere omaggio a quest'Uomo di Stato, con la richiesta di dedicare un luogo in sua memoria, per ricordare, appunto, la figura di un Politico, definito da alcuni l’ultimo Statista italiano.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-03-2020 alle 17:31 sul giornale del 03 marzo 2020 - 1094 letture

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