Chiaravalle: ospedale attivo per Covid19, FI "Un’opportunità da sfruttare"

4' di lettura 10/03/2020 - La Giunta Regionale Marche in una riorganizzazione delle strutture regionali della Sanità, ha deciso, tra gli altri provvedimenti adottati in seguito all’emergenza di Covid 19, che la struttura ospedaliera di Chiaravalle, insieme a quelle di Camerino e Fossombrone, sarà dedicata interamente all’emergenza dei malati di “corona virus”.

La struttura ospedaliera di Chiaravalle, dovrà riuscire a garantire circa 75 posti letto per l’ospitalità e la degenza e per il bio-contenimento e terapia intensiva dei pazienti affetti dal Covid 19 che hanno superato la fase critica della malattia.

Pur consapevoli della gravità dell’emergenza in corso e nella speranza che tutti, ma proprio tutti, osservino il decalogo di comportamento diffuso dall’Istituto Superiore della Sanità , per contenere ed evitare il contagio in corso, la scelta della Giunta Regionale, crea le premesse per una riattivazione definitiva della nostra struttura ospedaliera cittadina.

Qualcuno potrebbe obiettare che in un momento come questo ciò che andremo a sollevare sia inopportuno. Invece, crediamo che sia proprio questo il momento per piantare le basi affinché in futuro, quando questo virus sarà solo un bruttissimo ricordo, si possa agire con consapevolezza.

In questi ultimi 25 anni le varie Giunte Regionali di sinistra succedutesi, a partire dalle Giunte D’Ambrosio (1995/2000 e 2000/2005), attraverso le Giunte Spacca (2005/2010 e 2010/2015), fino alla Giunta Ceriscioli (2015/2020), con la complicità degli Amministratori locali, hanno pian piano, lentamente ma inesorabilmente smantellato sistematicamente la sanità pubblica regionale, una volta vanto ed eccellenza marchigiana,(per una malintesa privatizzazione), a vantaggio di quella privata, in mano agli amici degli amici, depauperando un patrimonio di risorse umane eccellenti in ogni campo sanitario. Si è distrutta una “sanità pubblica diffusa” sul territorio, a vantaggio unicamente dell’Ospedale Regionale di Torrette ad Ancona, divenuto una struttura gigantesca, difficilmente gestibile e soprattutto costosa. Infatti, la sinistra ha fatto proprio il concetto che , la Sanità Pubblica debba servire soprattutto agli Operatori Sanitari e solo dopo, in un secondo momento i pazienti , divenuti nel frattempo “utenti” perdendo di fatto, oltre al diritto, lo status di malato. La gigantesca struttura dell’Ospedale regionale di Torrette, è diventata una poderosa struttura di potere politico ed economico, a tal punto che il Governatore stesso si è ben guardato dall’assegnare la delega ad un altro assessore, tenendo gelosamente per sé, tutte le competenze sulla sanità. Ora il “COVID 19 ha scoperchiato il “vaso di Pandora”!!

I tragici fatti, di cui siamo testimoni, si incaricano di imporre una drastica inversione di rotta. E’ necessario, infatti, tornare alla Sanità presidio di territorio, ad una Sanità a “Kilometro Zero”, una Sanità vicina al cittadino, smontando una Sanità “elitaria”,centro di potere “politico- economico elettorale”, fatto soprattutto di nomine e di assunzioni “amicali”, dimenticandosi o mettendo in secondo piano i fabbisogni dei pazienti; una Sanità fatta di esorbitanti acquisti, di una struttura gigantesca, quella di Torrette che non ha più le cucine ma che si rivolge a società o cooperative che situate nella provincia di Venezia, fanno recapitare giornalmente il pasto ai degenti; di una Sanità che pesa per circa l’80% sul bilancio regionale. Bisogna restituire il Servizio Sanitario Pubblico ai pazienti ed alle loro famiglie!

Perciò vogliamo esortare tutte le forze politiche, gli Amministratori locali, i Consiglieri, i Sindaci e le associazioni presenti sul territorio del distretto, ad alzare la testa, oltre che la voce, quando questa emergenza passerà e fare in modo che, questa possa essere l’occasione di un nuovo inizio, una rinascita dell’Ospedale di Chiaravalle, affinché possa risorgere, a dispetto delle politiche che tutto il PD a tutti i livelli, regionale, provinciale e locale, hanno attuato in questi 25 anni, fatta di tagli indiscriminati, diminuendo i posti letto, impoverendo il territorio chiaravallese ,e non solo, del suo presidio di primo soccorso, della possibilità di poter fare interventi chirurgici e poter passare la degenza senza recarsi obbligatoriamente in una struttura lontanissima.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-03-2020 alle 22:16 sul giornale del 11 marzo 2020 - 1667 letture

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