L’IIS Galilei eccellenza d’Italia per le Scienze: premiazioni in streaming per i neo “Leonardo” italiani

8' di lettura 10/03/2020 - Neanche l’emergenza Covid-19 ferma i ragazzi dell’IIS Galilei di Jesi. Premiate dalla FAST – Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche, seppur virtualmente, le eccellenze italiane al concorso europeo “I giovani e le scienze 2020”. Gli studenti dell’IIS Galilei unici marchigiani tra le trenta scuole selezionate in Italia.

Neanche l’emergenza ferma, grazie alle tecnologie, la scienza e la voglia di esserci dei ragazzi dell’Istituto di Istruzione Superiore jesino.

Tra i 30 progetti italiani premiati da Milano lunedì 9 marzo, in collegamento video dalla Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche, anche gli studenti dell’IIS Galilei. Sono anche loro infatti i migliori talenti 2020, vincitori della selezione italiana del concorso europeo “I GIOVANI E LE SCIENZE 2020”. E’ stato premiato per ben due team d’eccellenza italiana l’Istituto Tecnico Superiore Galilei di Jesi che si piazza anche quest’anno, dopo 12 anni consecutivi, tra i migliori talenti nel panorama scolastico nazionale.

Due i team vincenti, uno tutto femminile ed un altro tutto maschile, che avranno l’onore di entrare a far parte dell’albo delle eccellenze del Miur con tanto di borse di studio. Il loro premio inoltre sarà quello di volare, con i loro brillanti progetti, a prestigiosi eventi: dall’ESI di Abu Dhabi fino al Regeneron di Anaheim in California. Dall’expo internazionale delle scienze emiratino fino al Regeneron ISEF che si terrà ad Anaheim, California a maggio 2020.

“Nonostante la fase nazionale di Milano a cui due nostri progetti dovevano partecipare sia stata fisicamente annullata oggi abbiamo seguito in differita dalla nostra scuola la proclamazione dei vincitori per le fasi di concorso internazionali e, anche se il contesto ed il morale non era dei migliori, l'emozione per i premi assegnati è stata altissima e gli ambitissimi premi vinti ancora una volta ci onorano e ci fanno credere nella passione che i nostri ragazzi mettono in campo ogni giorno”. Ha evidenziato la prof.ssa Milva Antonelli, uno dei docenti coordinatori dei progetti.

Milano non si ferma, dunque, come non si fermano Jesi e le Marche. “Milano non si ferma,” ha affermato lunedì mattina il Presidente della Fast l’Ing. Angelo Bargigia. Così come non si fermano le Marche ed in particolare l’istituto jesino che ogni anno, da oltre 10 anni a questa parte, partecipa grazie all’apporto scientifico dell’ex professore in pensione dell’IIS Galilei Edgardo Catalani con il prezioso contributo tecnico della prof.ssa Milva Antonelli. Un concorso ormai diventato un traguardo annuale per l’IIS Galilei e dei suoi aspiranti scienziati, quelli che vogliono fare della scienza, in tutte le sue declinazioni, la loro professione.

“Un premio che ci da lustro come scuola – ha dichiarato soddisfatto per i prestigiosi premi il Dirigente dell’IIS Galilei di Jesi Luigi Frati - perché crediamo nei giovani e nel loro apporto fondamentale e creativo alla scienza.”

Dell’importanza e creatività nella scienza e nella ricerca ne è convinto anche l’ex prof.ssore del Galilei Edgardo Catalani la vera mente scientifica che prepara per questo concorso da ormai 12 anni i ragazzi più motivati del Galilei. “Non esiste una strada già percorsa - ha precisato il coordinatore scientifico dei progetti- questo tipo di attività scientifica parte dal presupposto di studiare cose non note, idee originali e questo ai ragazzi piace molto perché non vicino alla didattica tradizionale.”

Dunque non un percorso già calcato, ma “un percorso da costruire attraverso la metodologia scientifica passo dopo passo, eventualmente modificabile, per ottenere risultati attendibili”.

Anche Kamal Mosaid, tra le eccellenze premiate, si dice felice per questo premio, ma un premio che arriva non senza sacrifici. “Sia a me che a i miei compagni è costato molto sacrificio e duro lavoro mentale – ha spiegato Kamal - sin dalla selezione del professor Catalani e della professoressa Antonelli.”

Un premio che lui, insieme al team della 5 ABA vede come un’opportunità: “Aver vinto un premio e un'opportunità di queste dimensioni è molto soddisfacente e appagante per il gruppo.”

E sulle applicazioni pratiche del loro progetto vuole essere molto chiaro Kamal: “Le applicazioni pratiche nella vita reale sono molto allettanti, non dal punto di vista ingegneristico ma da quello chimico, in quanto da quest'ultimo si riescono ad ottenere sostanze organiche ed energia elettrica di tipo continuo da una sorgente fluviale, eliminando così la CO2 dall'atmosfera. L'interesse del progetto – ha infine dichiarato - è la fattibilità chimica e non la resa, grazie a diversi ragionamenti ed analisi questo è stato possibile”.

“Il lavoro fatto non è stato sa poco – ha aggiunto Marzia Marchegiani altra eccellenza del Galilei - ma siamo state molto soddisfatte di averlo portato avanti, in quanto ci ha permesso di capire cosa significa fare ricerca e quanto questo sia interessante e quanto ti arricchisce.” E “per quanto riguarda il nostro progetto sugli edulcoranti può sembrare teorico ma se la ricerca viene approfondita con ulteriori e ripetuti esperimenti secondo noi la scala ideata potrebbe diventare qualcosa di internazionale e sostituire quella sensoriale e quindi soggettiva”.

I DUE PROGETTI VINCENTI dell’IIS GALILEI

“Diossido di carbonio ed acque sulfuree: una combinazione utile all’ambiente”. E’ stato un team tutto al maschile della 5 ABA dell’IIS Galilei di Jesi a piazzarsi tra i trenta premiati a Milano. Si tratta di: Alessio Casagrande Tesei (2001), Kamal Mosaid (2001), Riccardo Saltutti (2001). Una ricerca originale che trasforma il CO2 in ossido di carbonio e molecole organiche e, allo stesso tempo, produce corrente elettrica continua. Dalla costruzione di una cella galvanica in cui la semi-cella per le reazioni di riduzione è formata dal CO2 fatto gorgogliare in acqua portata ad un pH molto acido. La semi-cella per le reazioni di ossidazione è formata da acqua sulfurea, poi portata ad un pH molto basico. Le due semi-celle vengono collegate da un ponte salino di agar e cloruro di potassio. Scopo anche recuperare lo zolfo dell’acqua sulfurea, trasformandolo dalla forma ridotta di solfuro ad una ossidata come il solfato. La corrente elettrica continua prodotta dalla cella può essere immagazzinata e usata, successivamente, per elettrolizzare l’acqua e produrre idrogeno e ossigeno. Gli esperimenti sono realizzati allo scopo di seguire l’andamento del pH nelle due semi-celle e della differenza di potenziale della cella. Il pH delle semi-cella di riduzione si mantiene costante mentre quello della semi-cella di ossidazione tende a diminuire leggermente. La differenza di potenziale aumenta leggermente dall’inizio di funzionamento della cella fino a portarsi ad un valore costante per poi diminuire leggermente. Queste variazioni sono anche dovute al fatto che la cella è fatta funzionare in modo discontinuo.

Grazie agli esperimenti condotti il giovane team della 5 ABA ha dimostrato che è possibile ridurre il contenuto del CO2 nell’atmosfera; ottenere CO e piccole quantità di molecole organiche; produrre corrente elettrica di tipo continuo; usare l’acqua solfurea, facilmente reperibile in natura, come reagente riducente.

“Edulcoranti: un approccio alternativo”. L’altro progetto premiato si è guadagnato la vetrina internazionale di Abu Dhabi. Questa volta con un team tutto al femminile è quello delle studentesse del Galilei di Jesi della 5 BS provenienti da diverse sezioni del sanitario Marzia Marchegiani (2001), Maria Luna Poeta (2001), Anna Sparaciari (2001) che hanno trattato i dolcificanti, naturali e sintetici. Gli edulcoranti naturali studiati da Anna, Maria Luna e Marzia sono stati: saccarosio, fruttosio, glucosio, mannosio, galattosio, xilitolo, mannitolo. Mentre quelli di sintesi il sucralosio, saccarina sale sodico e acesulfame sale di potassio. Le giovanissime future scienziate hanno voluto dimostrare come gli edulcoranti interagiscono con una molecola dal sapore amaro presa come riferimento: la naringina, che si trova nei pompelmi. Lo studio condotto mediante la spettroscopia UV ha fatto emergere delle piccole differenze tra le bande di assorbimento della naringina e le stesse relative alle soluzioni miste di naringina e edulcorante. Queste diversità sono ascrivibili alla interazione tra le molecole dell’edulcorante e quelle della naringina. L’elaborazione numerica consiste nel trovare delle proprietà chimico-fisiche che riflettano e rappresentino queste variazioni. I parametri ideati sono il quoziente, la differenza sono le lunghezze d’onda di massimo assorbimento delle bande caratteristiche della soluzione mista di naringina e edulcorante. Le due proprietà si riferiscono ad una concentrazione unitaria o ad un numero unitario di moli di ciascun edulcorante. Esse sono una immagine di come la naringina “vede” l’edulcorante: più elevato è il loro valore, maggiori sono le interazioni tra naringina e edulcorante. I risultati ottenuti sono espressi come una scala di questo potere di interazione che può essere assimilato ad una capacità edulcorante osservata dal punto di vista della naringina e non dal punto di vista umano.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-03-2020 alle 09:17 sul giornale del 11 marzo 2020 - 1979 letture

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