Il Coronavirus avanza, le misure adottate non bastano: il Governo adotta una stretta

2' di lettura 21/03/2020 - Il premier Conte, che ha già incontrato le associazioni di categoria, ha deciso sabato sera di adottare misure drastiche per cercare di contenere il virus che sembra non avere ostacoli: sabato 21 marzo i casi sono arrivati in Italia a 53.578 (con 4.825 morti e 6.072 guariti)

Si pensa così alla chiusura delle attività diverse da edicole, farmacie, parafarmacie, alimentari: si fermeranno le attività di servizi non essenziali.

La Lombardia ha anticipato quella che dopo poche ore è stata la misura adottata a livello nazionale, chiudendo uffici e aziende non necessarie con il divieto assoluto di fare sport all'aperto. Nella regione lombarda si parla di "tragedia", sabato sono morte 546 persone, un numero impressionante che ha spinto il presidente della Regione Fontana ad adottare nuove stringenti limitazioni: fino al 15 aprile saranno aperti solo supermercati, edicole e farmacie. Multe fino a 5000 euro per assembramenti e stop a qualsiasi attività sportiva all'aperto anche se da soli.

Conte ha così annunciato, sabato sera, la chiusura delle attività non essenziali: "In questi giorni durissimi siamo costretti a confrontarci con immagini durissime, la morte di tanti concittadini è un dolore che si rinnova. Non sono semplici numeri, quelli che piangiamo sono persone, storie di persone. Quelle fin qui adottate sono misure che richiedono tempo per vederne i frutti. Sono misure severe ma dobbiamo insistere e vanno rispettate. Dobbiamo resistere, non abbiamo alternative. Solo così riusciamo a tutelare le persone che amiamo e noi stesse. Restare a casa è un sacrificio minimo se paragonato al sacrificio di tanti concittadini che rischiano la loro vita come medici, infermieri, forze dell'ordine, autotrasportatori, farmacisti, impiegati nei supermercati.

Oggi abbiamo deciso di compiere un altro passo. Chiudiamo nell'intero territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia cruciale per servizi beni essenziali. Abbiamo lavorato tutto il pomeriggio con sindacati e categoria per stilare la lista delle categorie produttive che possono restare aperte: supermercati, negozi generi alimentari e prima necessità.

Nessuna restrizione dei supermercati, non c'è ragione di fare corsa agli acquisti nè code. Aperti anche farmacie, parafarmacie, servizi bancari, assicurativi, postali, trasporti, attività accessorie a quelle essenziali. Al di fuori questi, consentiremo solo lavoro smart working e le attività produttive rilevanti per la produzione nazionale.

Rallentiamo il motore produttivo nazionale ma non lo fermiamo. Non è facile ma così possiamo affrontare la fase più acuta del contagio. Lo Stato c'è. Rialzeremo la testa, ma ora dobbiamo tutelare il bene più prezioso che è la vita".


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it





Questo è un articolo pubblicato il 21-03-2020 alle 22:55 sul giornale del 23 marzo 2020 - 3307 letture

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