Mons. Gerardo Rocconi, la Parola del Signore di domenica

10' di lettura 29/03/2020 - Buona domenica, carissimi. Buona domenica nonostante tutto. Domenica, giorno del Signore, giorno del Vincitore, giorno del Risorto. In mezzo alla fatica che questo mondo sta vivendo, più forte che mai dobbiamo gridare: Gesù è vivo ed è la sorgente della nostra vita e della nostra consolazione.

Anzi, forse più che mai oggi l’umanità è chiamata a porsi certe domande: Dove è la nostra gioia? Dove mettiamo fiducia? Dove è la nostra speranza? Alla fine con onestà dobbiamo dire: Tutto può essere facilmente perso, tutto è precario. Solo il Signore, solo il Risorto vince ogni forza del male. A lui bisogna aggrapparsi. E oggi, in questa quinta domenica di Quaresima, ascoltiamo proprio questo messaggio di gioia e di vita: Gesù è vita e resurrezione e a tutti dona la vita di figli di Dio, quella ricchezza che, se accolta con fede, rimane per sempre.

Dal Vangelo secondo Giovanni

Le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio». E rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà… Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo». Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Allora Gesù si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Parola del Signore

Meditiamo

Il vangelo di oggi ci riporta il racconto della resurrezione di Lazzaro. Questo episodio così importante, nella mente dell’evangelista Giovanni è ancora un segno per dirci cosa il Signore vuol fare di noi, mediante il Battesimo e la fede. Possiamo anticipare così: Gesù è la vita, è la resurrezione e vuole comunicarci la sua vita di risorto. E lo fa per mezzo del battesimo. Ma andiamo con ordine. * Lazzaro è malato, ma Gesù non va a Betania a trovarlo e dice: La sua malattia è per la gloria di Dio. Su di lui, cioè, deve manifestarsi la gloria di Dio. In lui Gesù donerà la sua rivelazione presentandosi come colui che è stato mandato per rialzare l'uomo dal suo male e risuscitarlo dalla morte. Sì, la vera malattia per la morte è il peccato: esso è il pungiglione che infetta la nostra esistenza chiudendoci all'amore di Dio. Ma la malattia di Lazzaro serve per manifestare la gloria di Dio: infatti la "gloria di Dio è l'uomo che vive" e tutta l'opera del Signore consiste nel comunicare vita all'uomo. E questo è il segno che Gesù vuol dare mediante la rianimazione di Lazzaro. E pertanto Gesù prende e perde tempo prima di incamminarsi verso Betania e lascia che l'amico muoia. Se fosse andato non sarebbe morto. Questo atteggiamento del Signore ci chiede di aprire una parentesi di riflessione sui "tanti ritardi del Signore". Comprendiamo che non si tratta di ritardi, ma di attesa di un dono più grande.

* E così Lazzaro muore. E quando Gesù arriva a Betania, incontra Marta. Ma subito si manifesta subito il tentativo di capire le cose da un punto di vista umano. Si fa un discorso che vede le cose solo da un punto di vista umano: " Signore, Se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”. L'attesa di Marta e Maria e l'attesa dei Giudei era un intervento di Gesù mirato ad una guarigione. Ma Marta aggiunge una frase piena di significato: "Ma so che qualunque cosa chiederai a Dio te la concederà". Cosa vuol dire? In che cosa spera? Nella risurrezione di Lazzaro? In un aiuto morale da parte di Gesù? In un segno dall'alto fonte di consolazione? Chissà. In ogni caso Gesù sposta il discorso su quella che era la fede di Israele, e dice: "Tuo fratello risorgerà". Marta lo sa e crede nella resurrezione alla fine del mondo: ma ciò non toglie la sua sofferenza e non lenisce la durezza del distacco. La speranza della risurrezione nell'ultimo giorno non toglie il dolore. Vale anche per noi. Però Marta ignora che l'ultimo giorno è già presente. La fede in Gesù non ci risparmia la durezza del "passaggio", ma fin da ora ci dà la vita eterna.
E pertanto Gesù aggiunge: . "Io sono la risurrezione e la vita: chi vive e crede in me anche se muore vivrà". Chi crede in Gesù è vivo. Anche se il cammino è verso il sepolcro, chi ha fede in Gesù possiede una vita che comunque non muore. Non c'è morte per chi crede in Gesù. Mediante il battesimo è iniziata una vita che non può morire. Gesù offre la possibilità di vivere in lui. Chi vive e crede nel Figlio, pur partendo da questo mondo, non morrà in eterno: per lui la morte non sarà chiudere, ma aprire gli occhi su ciò che fin da ora ha in sé e che è cominciato con il battesimo: l'amore del Padre e del Figlio. Ed ecco, quindi, che Marta è chiamata ad un atto di fede. La rianimazione di Lazzaro è il segno del dono ben più grande che Gesù vuol fare. E infatti la risposta di Marta è un atto di fede nella persona di Gesù che dona la vita eterna: "Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo".

* Gesù si presenta come la vita. E noi sappiamo che la vittoria sarà della vita. Noi sappiamo di attendere la resurrezione finale, attendiamo la Vita eterna.... Leggiamo nella Prima lettera di Giovanni: “Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è”.

* Dopo aver incontrato Marta, Gesù incontra Maria. E di fronte a Maria Gesù si commuove, si fa poi accompagnare al sepolcro e piange. Non è una contraddizione di fronte a quanto aveva detto a Marta? No. Infatti ora Gesù ora vuol far vedere tutta la sua passione per l'uomo, vuol far vedere tutto il suo amore per Lazzaro, la sua famiglia e la comunità ecclesiale da questa famiglia rappresentata. Di fronte alla sofferenza e alla morte dell'uomo Gesù mostra la compassione del Padre che vuole riconciliarsi con i suoi figli per donare una vita ben più grande. Tutto questo è il pianto di Gesù. Dio ama e vuole la vita per i suoi figli. La rianimazione di Lazzaro è il segno dell'amore di Dio che dona la Vita Eterna e accoglie i suoi figli nella sua casa perché possano vivere con lui nella beatitudine.

* Ed ecco che siamo arrivati al grande segno che Gesù vuol dare. Gesù ordina di sollevare la pietra che chiudeva il sepolcro. E il grido di Gesù squarcia il silenzio che si era fatto: "Lazzaro vieni fuori". A ciascuno di noi è detto nel momento del battesimo, cioè nel momento della nuova nascita, o, se vogliamo, nel momento della nostra prima resurrezione: "Vieni fuori dal peccato, vieni fuori dalla schiavitù, vieni fuori da una vita destinata alla morte, vieni fuori dall'esilio, vieni fuori dal deserto, vieni fuori da una umanità vecchia, vieni a vivere la novità della vita cristiana e ricevi la garanzia della seconda resurrezione, allorché nella pienezza della natura umana rinnovata, per l'eternità potrai vivere nella beatitudine accanto all'Eterno".

* Sì. questa è la nostra vera, grande speranza: la vita eterna, o meglio, la Vita con l’Eterno. Ma dobbiamo anche sapere che noi siamo già nella vita eterna, siamo già figli di Dio, possediamo già le primizie della vita. L’abbiamo già ricordata la lettera dell’Apostolo Giovanni: Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Noi fin d'ora siamo figli di Dio. Mediante il battesimo e la fede siamo realmente diventati figli di Dio.

*Il fatto che nel battesimo abbiamo ricevuto una vita nuova che Gesù ci ha comunicato, richiede una coerenza, richiede cioè che viviamo da risorti. Per questo san Paolo ci dice: Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù. Cosa vuol dire cercare le cose di lassù: Vuol dire non vivere più secondo i capricci di questo mondo.
Per cui san Paolo continua: Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quella avarizia insaziabile che è idolatria...
E poi continua: Deponete anche ira, passione, malizia, maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca. Non mentitevi gli uni gli altri. Perché tutto questo? perché si è risorti e si è rivestito l’uomo nuovo, per vivere in maniera nuova, per cui l’apostolo può ancora continuare: Rivestitevi dunque di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza... E al di sopra di tutto poi vi sia la carità.
Certo, è un vivere impegnativo, ma è il vivere degli uomini nuovi, risorti con Gesù. E questo ha subito una conseguenza: La pace di Cristo regni nei vostri cuori… nell’attesa di quella sconfinata pace e beatitudine che vivremo allorché saremo nella casa di Dio.

Che il Signore ci custodisca e benedica e ci conceda di vivere da uomini risorti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-03-2020 alle 16:17 sul giornale del 30 marzo 2020 - 263 letture

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