Mons. Gerardo Rocconi: la Parola del Signore di oggi

9' di lettura 28/03/2020 - Siamo di nuovo arrivati al Sabato. Sabato, il giorno settimanale dedicato a Maria SS. Stasera alle 19 avrà luogo il rosario e la supplica che farò al Santuario della Madonna delle Grazie. E’ possibile seguire.

Oggi, mentre vi invito alla preghiera intensa, vi invito a guardare a Maria. Invochiamola! E vi chiedo di recitare ogni giorno il rosario. Ognuno reciti il rosario. Se poi il Rosario è recitato in famiglia è ancora meglio.
Il Rosario non è solo preghiera a Maria. E’ soprattutto preghiera con Maria. La meditazione dei misteri del Rosario è vedere la vita e l’opera di Gesù con gli occhi di Maria. Tante volte nella storia Maria invocata con il Rosario, si è fatta vicina e ha pregato con i suoi figli e per i suoi figli, ottenendo liberazione e vittoria sul male. Tutti, tutti, riscopriamo il Rosario.

Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua. Parola del Signore

Gesù è a Gerusalemme, per la festa delle capanne. In origine era la festa del raccolto, ma a poco a poco divenne memoria dell’Esodo. Durava otto giorni e si viveva sotto capanne fatte di frasche. Fra i riti liturgici, quelli dell’acqua e della luce erano i più significativi. Infatti ricordavano due momenti importanti della vita nel deserto. - L’acqua che veniva portata processionalmente ricordava l’acqua scaturita dalla roccia durante l’Esodo. Quella roccia, figura del costato di Gesù da cui scaturì sangue ed acqua. - Anche il rito della luce ricordava, alla sera, la luminosa colonna di nube e di fuoco che accompagnava il popolo nel deserto. E’ proprio durante questa festa che Gesù nel tempio così dice di se stesso: In realtà io sono la luce del mondo (Gv 8,12). E ancora : «Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno».
Affermazioni che sono rivelazioni. Gesù afferma che tutti gli avvenimenti del Vecchio Testamento erano prefigurazioni di Lui e della sua opera. E’ Gesù la luce, è Gesù l’acqua, è Gesù il pane, è Gesù la vita… affermazioni non piccole: Gesù chiede di accettarle e pertanto di lasciarsi coinvolgere in una fede forte e generosa.
Se Gesù è il pane significa che solo lui sostiene la nostra vita e che l’incontro con lui nella SS Eucaristia è estremamente necessario. Se Gesù è l’acqua vuol dire che ogni nostro desiderio trova risposta solo in lui, vuol dire che solo lui purifica e dà la vita di figli di Dio nel Battesimo; Se Gesù è la luce vuol dire che solo lui è il maestro di cose buone e che è fondamentale seguire la sua parola e ogni discorso diverso dal suo è distruttivo; Se Gesù è la vita vuol dire che solo la fede in lui ci porta alla vita eterna e camminare lontano da lui vuol dire cadere nella morte, nel non senso, nella tenebra. E potremmo continuare a lungo su questo tono. E comprendiamo anche come queste parole sono importanti per l’attuale momento: la nostra speranza è solo in Gesù. Oggi siamo chiamati a scegliere, a decidere se vogliamo accogliere Gesù. E’ quello che è accaduto agli ascoltatori di Gesù 2000 anni fa. Quella gente di fronte alle affermazioni di Gesù si trova a dover decidere. Le ricordo quelle affermazioni: In realtà io sono la luce del mondo. E ancora : «Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno». E a queste si aggiungono tutte le altre: Io sono il pane di vita, io sono la vita e la Resurrezione…
Le reazioni della gente e dei capi sono diversificate. Eccole:
Questo Gesù è un ciarlatano?
Questo Gesù è un mitomane?
Questo Gesù è un illuso?
Questo Gesù ci sta dicendo cose vere di se stesso, visto che ci ha dato anche dei segni?

Insomma c’è da prendere posizione. E pertanto Gesù diventa causa di discussione: Si può dare fiducia a Gesù o è un ingannatore e un bestemmiatore? Non è difficile capire che questi messaggi di Gesù o li si accetta, oppure, vedendo in Gesù un ingannatore, li si rifiuta. Di fronte a Gesù una cosa è certa: non si può rimanere indifferenti. O con lui o contro di lui. La sua parola o la si rifiuta, anzi la si combatte, o ci si lascia coinvolgere.
L’indifferenza è sempre e comunque la via sbagliata. Non porsi domande di fronte a Gesù è comunque una fuga. Ed è quello che accade alla gente. Infatti così ci racconta il vangelo di oggi: Alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui.
Per cui alcuni di loro volevano arrestarlo, perché portava inganno, secondo loro, ed era quindi un sobillatore. E mandarono le guardie. Ma queste non furono capaci di fermarlo. Il vangelo continua così: Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!».
Pensate: anche le guardie sono affascinate da Gesù. La sua parola incisiva arriva al cuore ed è capace di sciogliere anche un cuore di pietra. Ma sia chiaro: è così per tutti. Se di fronte a Gesù ci si mette con un po’ di disponibilità, la sua parola affascina, conquista, entra dentro, tocca il cuore, scioglie le durezze.

A volte ci si chiede: Come si fa ad arrivare alla fede? Come si fa a credere? Oserei dire che è facile: Tu fermati, ascolta, lascia parlare Gesù, dedica il tempo all’ascolto. Il resto lo fa tutto lui. Tu apri la porta ed lui ti invaderà, lui si rivelerà e intenerirà il tuo cuore.
Purtroppo Gesù non è riuscito ad intenerire il cuore dei farisei. Essi non glielo hanno permesso, non hanno aperto la porta della loro vita.
E pertanto continuano ancora ad accusare Gesù di essere un ingannatore. Ma in tanta tenebra c’è uno spiraglio di luce. Di fronte alla durezza dei farisei il vangelo odierno ci racconta un intervento di Nicodemo, anche lui fariseo e membro autorevole del Sinedrio. Nicodemo precedentemente era andato da Gesù, di notte, e aveva avuto un profondo dialogo con Gesù. Insomma in Nicodemo la grazia lavorava… ma Nicodemo si poneva domande e pur nella sua paura e vigliaccheria, cerca, si interroga.
Ebbene Nicodemo prende per un attimo le difese di Gesù e dice: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Prende le difese di Gesù e accusa tutti di avere dei pregiudizi. Ma anche lui non viene trattato bene. Infatti gli obiettano: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!».
E Nicodemo tace, non ha ancora evidenti motivi per mettersi dalla parte di Gesù. Ma non per questo smette di pensare, di pregare, di cercare, chiedendo luce.
E proprio per questa disponibilità a capire, per la sua disponibilità a cercare, nel suo cuore comincia ad insinuarsi la Verità di Gesù. E pian piano la sua fede matura, cresce.
E proprio nel momento più cruciale, più difficile, allorché tutto sembra perduto, la sua fede esplode e diventa esplicita. Mi riferisco al momento della condanna e della morte di Gesù.
Infatti in quel momento Nicodemo cura con altri la sepoltura di Gesù e non ha più paura. Anzi, in quel pomeriggio del primo venerdì santo lui e Giuseppe di Arimatea sono andati da Pilato a chiedere il corpo di Gesù per procedere alla sepoltura. La sua fede ormai è esplicita.
L’incontro con Gesù, quello che cambia la vita, è avvenuto. Ormai Nicodemo ha anche il coraggio di esporsi, non solo di fronte ai Farisei, ma anche di fronte a Pilato. Chissà cosa c’era nel suo cuore, chissà quale sorpresa aspettava. Ma sicuramente sapeva che non poteva finire tutto così. Gesù gli si era, infatti, rivelato.

Quaresima: abbiamo capito che è un tempo importante per la nostra fede. Ormai sappiamo che la nostra fede deve diventare così forte e decisa da non aver più paura di andare dietro a Gesù, nemmeno quando si presenta come il crocifisso. Perché è proprio per quell’obbedienza, fino alla croce, che Gesù è risorto e anche nella sua umanità ora è nella forma di Dio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-03-2020 alle 12:24 sul giornale del 30 marzo 2020 - 477 letture

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