Mons. Gerardo Rocconi: la Parola del Signore di oggi

8' di lettura 02/04/2020 - Carissimi, i telegiornali di questi ultimi giorni ci fanno vedere qualche spiraglio di luce, anche se subito aggiungono di non abbassare la guardia.

Di fronte alla sofferenza di tanta gente, di fronte a tanti morti, di fronte al dolore di tanti figli che i cui genitori sono partiti da questa terra e loro non li hanno potuti nemmeno salutare, di fronte alla sofferenza di tanti giovani che dentro le oro case stanno scoppiando, vedere uno spiraglio di luce non può darci che gioia. Ma non abbassiamo la guardia. Per noi credenti cosa significa? Vuol dire questo: Non smettiamo di pregare. C’è una frase in Isaia che dice così: Voi, che risvegliate il ricordo del Signore, non concedetevi riposo né a lui date riposo, finché non abbia ristabilito Gerusalemme. Ecco, non diamoci riposo nella preghiera, ma non diamo riposo nemmeno a al Signore, tormentiamolo finché non ci ascolta. E’ necessaria la perseveranza nella preghiera, come segno di fiducia e come disponibilità ad ascoltare quanto il Signore ha da dirci per la nostra vita. Oggi a Jesi celebriamo la solennità di Maria SS delle Grazie. Lungo i secoli, Maria SS., venerata sotto questo titolo, è stata la custodi della città di Jesi. Oggi non è da meno. Per questo con fiducia invochiamola in questo momento difficile e soprattutto ascoltiamola, allorché ci dice: Tutto quello che Gesù vi dirà, fatelo.

Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio. Parola del Signore

Meditiamo

Dopo la festa delle capanne, Gesù si è trattenuto qualche giorno ancora a Gerusalemme. Sono stati giorni di aperta discussione con i Giudei. Gli insegnamenti che Gesù ha dato, sono arrivati a segno. Il suo definirsi acqua viva, luce, non ha lasciato indifferenti. Il perdono, prerogativa di Dio, concesso all’adultera ha sicuramente scandalizzato. E poi quel definirsi Io sono dà l’idea che Gesù stia addirittura bestemmiando. E pertanto Giudei lo insultano, addirittura gli dicono che è un indemoniato.
La rivelazione che Gesù fa di se stesso, se da un lato riempie di gioia i piccoli e i semplici, riempie di livore e di astio i giudei: ma Gesù non ritorna indietro. Anzi, afferma che il Padre testimonia a suo favore.
Ma Gesù non si limita a difendersi. Addirittura esce in espressioni forti, espressioni di accusa. Non perché vuole mettersi sul piano di quei caporioni, tutt’altro. Gesù vuole usare misericordia anche per loro, per questo accetta lo scontro, con la speranza che capiscano e si riconcilino con Dio. Ma il loro cuore è indurito.
E pertanto tutto quello che Gesù dice e fa, loro non possono capirlo perché sono fuori della volontà di Dio. E quindi non è vero che accolgono la Parola di Dio, bensì sono nel peccato, sono schiavi del peccato e a motivo del peccato moriranno. Parole tremende per chi invece pensa di essere a posto solo perché è discendente di Abramo.
Da qui l’insulto e l’accusa rivolta a Gesù di essere un indemoniato. Ma Gesù non demorde. Anzi continua sulla stessa linea. E la misericordia di Gesù anche per loro non viene meno; e Gesù offre loro una via di uscita da quella perdizione in cui stanno cadendo, e pertanto aggiunge: Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno. E’ come se Gesù dicesse: Anche per voi, anche per voi che mi rifiutate, io sono venuto e vi indico la strada: Ascoltate la mia parola, accoglietela e avrete vita, sarete salvi. Verso i capi le parole di Gesù sono dure, sì, ma non dettate dalla rabbia. E’ come quando un genitore alza la voce perché il figlio è disubbidiente, non vuol capire e si mette su una strada sbagliata. E quel genitore, che non accetta di vedere il figlio rovinarsi, usa anche metodi forti per distoglierlo dal suo errore. Ebbene Gesù afferma tutto questo con forza per i giudei. Nel seguire lui, nell’accogliere la sua parola, nella obbedienza, nel percorre la sua stessa strada, nell’imitare lui, si ha la vita. E la vita che lui dona è la vita eterna, una vita iniziata con il battesimo, una vita che non avrà mai fine, una vita vissuta nell’abbraccio dell’Eterno.
Tutto questo Gesù vuole affermare. Vuole far vedere il dono che lui offre a tutti, il dono della vita, della vita vera, perché alla fine questa è la salvezza. Un dono da accogliere e di cui essere contenti. Ma tant’è. Quando il cuore è chiuso non si vedono più nemmeno i doni, non si vede più nemmeno una grazia che viene offerta.
E pertanto i Giudei ribadiscono il loro giudizio su Gesù: Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti.
Chi credi di essere? E’ una vera provocazione quella dei Giudei. Sottolineano che i grandi personaggi biblici sono morti e Gesù come fa ad essere l’autore della vita per tutti? Si deve solo concludere che è un pazzo: infatti sta pretendendo di essere più grande di tutti i grandi del passato. In ogni caso la loro domanda è chiara: Chi credi di essere? E Gesù, ancora per la sua misericordia, intende rispondere a questa provocazione, anche se loro non accoglieranno la risposta. E Gesù dice parole con le quali ancora dona la rivelazione di sé. Non solo per loro, quanto piuttosto per noi.
E Gesù afferma: Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia. In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono. La rivelazione è chiara. Gesù si definisce ancora una volta con il nome stesso di Dio: Io sono. Ecco perché Gesù è più grande di Abramo, ecco perché chi ascolta lui non muore ma ha la vita, ecco perché Gesù può dare la vita eterna. Perché viene da Dio, è Dio. Rivelazione sconcertante per chi ascolta, ma il Signore sorprende sempre e i suoi pensieri sono immensamente oltre i nostri pensieri. Per loro Gesù ha semplicemente bestemmiato.
E quindi prendono pietre per scagliargliele contro. Come mai questa durezza di cuore? Come mai nemmeno Gesù è riuscito a infrangere quella barriera di durezza? Come mai questa determinazione nel non credere e nel rifiuto di Gesù?
Ci è difficile trovare una risposta. Possiamo solo dire che quando si permette a Satana di entrare nella vita, lui, la bestia, il maligno non molla la preda e la fede diventa più difficile. Quaresima: tempo per riconoscere Gesù. Tempo per accogliere la sua parola; tempo per ritornare al Signore e metterlo al centro delle nostre attese e dei nostri interessi. Quaresima, tempo per scoprire che solo Gesù ha parole di vita eterna. Quaresima, tempo per allontanare il maligno definitivamente dalla nostra vita. Preghiamo anche per questo: Signore liberaci dal male, Signore liberaci dal maligno. Invoco la benedizione del Signore.

Il Signore vi custodisca e vi liberi da ogni male. E oggi il Signore manifesti tutta la sua misericordia anche mediante la maternità di Maria SS, dono che ci ha fatto dalla croce.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-04-2020 alle 12:42 sul giornale del 03 aprile 2020 - 32 letture

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