Esposto NurSind alla Procura: "Chiamati a fronteggiare un nemico invisibile, con forniture di protezioni insufficienti"

ospedale coronavirus 3' di lettura 03/04/2020 - La cosa più assurda che poteva accadere durante l’emergenza coronavirus è accaduta proprio in Italia. I sanitari infermieri, medici e professionisti della salute che in primis sono chiamati a fronteggiare il nemico invisibile a favore della collettività e per l’intero paese, non sono stati adeguatamente protetti.

Per questo motivo il Sindacato delle Professioni Infermieristiche NurSind è stato costretto a inoltrare ufficiale Esposto alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Ancona, chiamando in causa: Governo, la Regione Marche, la Protezione Civile e le maggiori aziende sanitarie pubbliche ASUR Marche area vasta2, AOU Riuniti di Ancona e INRCA. Le istituzioni non hanno seguito dettami costituzionali e normativi discriminando a pari diritti proprio i professionisti sanitari. Nelle norme varate dal Governo ed adottate dalla Regione Marche, vedi il DPCM n.14 del 09 marzo 2020, per chi lavora in prima linea non ci sono misure profilattiche valide ad arginare il contagio.

Nel territorio di Ancona sono molti i colleghi infermieri che durante il loro servizio, con forniture di protezione insufficienti e/o carenti, sono stati a stretto contatto con pazienti che al primo approccio diagnostico non erano stati individuati come “sospetti” soggetti contagiati, ma che durante la degenza hanno manifestato i segni della malattia, febbre, sintomi respiratori e quando hanno effettuato il tampone risultati positivi, trasferiti nei reparti specifici per COVID19. Gli infermieri dei “reparti non covid19”, che hanno subito tali circostanze, sono stati letteralmente abbandonati.

Questi colleghi non hanno ricevuto nessuno screening diagnostico per il coronavirus e non hanno neanche effettuato nessuna quarantena, hanno continuato a lavorare normalmente. In qualche caso ci hanno segnalato persino di qualche “corsia preferenziale”, per cui senza apparente motivazione alcuni hanno eseguito i tamponi ed altri colleghi che avevano subito medesime circostanze di esposizione al contagio, invece no. Solo quando ammalati, i sanitari infermieri hanno ricevuto le normali cure del caso, con l’effettuazione del tampone, la quarantena domiciliare oppure il ricovero ospedaliero se le condizioni cliniche erano gravi. E’ stato sempre noto alla comunità scientifica che nelle pandemia gioca un ruolo fondamentale il “portatore sano”, l’infermiere asintomatico è consapevole di poter essere un vettore di contagio specialmente se ci sono stati comportamenti a rischio. Perché le aziende non hanno predisposto il dovuto contenimento? Perché il Governo ha assunto questa insensata decisione di far lavorare il personale asintomatico senza sottoporlo alla ricerca del coronavirus? Non siamo sciocchi, conosciamo la risposta, gli infermieri sono pochissimi in numero insufficiente anche prima dell’emergenza coronavirus. I tagli alla sanità effettuati sul personale, i mancati concorsi per infermieri e la Regione Marche ne ha il primato nazionale, hanno ridotto all’osso il personale sanitario. Questo non giustifica anzi aggrava la responsabilità degli enti preposti a preservare il diritto alla salute dei cittadini. Per sollecitare a sani comportamenti le istituzioni ci rivolgiamo quindi all’ultimo baluardo per poter ottenere le necessarie misure di controllo e profilassi con la speranza che la Giustizia possa consegnare un po’ di verità e dignità a chi sta servendo da semp.re con onore la salute e la Patria senza le dovute tutele e protezioni






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-04-2020 alle 10:54 sul giornale del 04 aprile 2020 - 289 letture

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