Nasce L'Antenna dei Diritti: prima assemblea dei cittadini di Jesi e Vallesina su piattaforma digitale

3' di lettura 25/04/2020 - La prima assemblea virtuale rivolta agli abitanti di Jesi e del territorio della Vallesina si è tenuta venerdì prossimo 24 aprile alle 18.30, su una piattaforma digitale che il Centro Sociale TNT mette a disposizione.

Pensiamo sia fondamentale, nella situazione che stiamo tutti vivendo, trovare spazi di confronto e di attivazione per riprendere parola e organizzarsi dal basso dentro e oltre il tempo "dell'emergenza". Quello che stiamo attraversando è un momento difficile. L’emergenza causata dalla pandemia ha ulteriormente aggravato tutta una serie di problematicità strutturali già in corso, aggiungendone altre: la crisi economica, le difficoltà connesse all’isolamento, le insufficienze del servizio sanitario, ecc. Oggi più che mai è evidente che la possibilità di superare la crisi con soluzioni che garantiscano la tutela e l'espansione dei diritti sociali, la qualità della vita delle persone e le necessità della parte più fragile della popolazione, passa inevitabilmente attraverso un forte protagonismo sociale capace di imporre la centralità dei bisogni e delle garanzie sociali.

Per questo abbiamo deciso di costriire un primo momento di discussione e confronto, virtuale e aperto a tutti, che abbiamo denominato Antenna Dei Diritti Perché costruire un'Antenna Dei Diritti?

- Per individuare ed affrontare i bisogni che emergono dai quartieri e le possibili risposte;

- Per progettare le forme di solidarietà organizzata che possono essere messe in campo;

- Per confrontarci sugli strumenti territoriali di garanzia del reddito e di tutela dei settori sociali colpiti dalla crisi;

- Per esercitare un controllo dal basso sulle misure che vengono applicate e sulle modalità di applicazione delle stesse, segnalando gli abusi, le incongruenze, le prassi che devono essere modificate e le possibili alternative;

- Per riaffermare la centralità dei diritti fondamentali della persona ed una visione che individua nell'autorganizzazione sociale e non nella militarizzazione delle città la principale risorsa per la costruzione di risposte comuni e condivise.

Pensiamo che sia importante ed urgente superare lo sbigottimento iniziale e riattivarci. La gestione dell’emergenza, infatti, è stata agita attraverso il controllo, senza lasciare alcuno spazio all’iniziativa sociale. Il corpo sociale è stato rappresentato come massa da controllare, naturalmente tendente all’irresponsabilità, imponendo così limitazioni alla libertà di movimento di assoluta straordinarietà e modificato radicalmente le abitudini di ciascuno. Sono state prese decisioni centralizzate e standardizzate, producendo nella loro applicazione incongruenze ed irrazionalità che, a loro volta, sono fonte di complicazioni e problemi ulteriori rispetto a quelli già gravi che ci troviamo ad affrontare. In questi giorni si parla stesso di “distanziamento sociale” con un'accezione positiva. In realtà, il concetto non è corretto. Il distanziamento dei corpi non può e non deve determinare un “distanziamento sociale”: al contrario, il corpo sociale deve essere unito e prendere in mano il proprio destino.


da Antenna dei Diritti
Jesi e Vallesina





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-04-2020 alle 18:48 sul giornale del 27 aprile 2020 - 329 letture

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