Mons. Rocconi, la meditazione di domenica 31 maggio, Pentecoste

4' di lettura 31/05/2020 - Dal Vangelo secondo Giovanni.

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Parola del Signore

Oggi la Chiesa celebra la festa di Pentecoste: ricordiamo il dono dello Spirito Santo, che fin dalla sera di Pasqua il Risorto, apparendo ha effuso sugli apostoli. Con il dono dello Spirito Santo, Gesù ha reso possibili altri tre doni: la pace, la missione, il perdono dei peccati. Tre doni che indicano la volontà di Dio di riconciliarsi con gli uomini.

Il libro degli Atti degli Apostoli così racconta: Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si posarono su ciascuno di loro. Lo Spirito è fragore: cioè è potenza che crea il bene e distrugge il male; è vento: cioè è libertà; non sai da dove viene e dove va; è imprevedibile, per cui la sua azione riempie di stupore e novità; è fuoco: è il fuoco dell’amore di Dio che distrugge il male, scalda e dà vita.

A quel rumore, dice ancora il libro degli Atti, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Ognuno sente gli apostoli parlare nella propria lingua. Cioè è superata la divisione, l’inimicizia, l’isolamento di cui la molteplicità delle lingue è simbolo.

E la Parola di Dio lascia intendere che la divisione è la conseguenza del peccato. Per cui questa unità di lingua ritrovata è ancora un segno della venuta del Regno di Dio e pertanto della vittoria su Satana e sul peccato. Il dono dello Spirito Santo, pertanto, rinnova ogni cosa, crea un popolo nuovo e unico che parla l’unica lingua della fede e dell’amore, vivendo in Gesù la profonda unità dei figli di Dio.

Il peccato ha una terribile forza distruttiva. L’uomo, fin dall’inizio, istigato dal maligno, ha preteso di fare a meno di Dio, ha disobbedito, e ha fatto sì che la morte e ogni male entrasse nel mondo con tutta la sua tragicità. Gesù con un atto di amore sconfinato ci ha liberati dal peccato e dalla morte.

Ora lo Spirito Santo imprime in noi l’immagine di Gesù, ci porta a Gesù, ci permette di attingere alla ricchezza e alla vita di Gesù. Lo ha fatto anzitutto nel nostro battesimo: là, nel Battesimo, ci ha rinnovati, trasformati, risuscitati per cui ormai siamo figli, realmente figli, eredi di Dio, familiari dei santi, famiglia di Dio.

Ora dobbiamo decidere come vogliamo vivere, coerentemente da figli di Dio o se vogliamo ricadere nel baratro della morte mediante il peccato.

Ci troviamo di fronte a due vie. Si può vivere non tenendo conto del dono che il Signore ci vuole fare rendendo inutile il sacrificio di morte e resurrezione di Gesù; oppure si può vivere da risorti, secondo quella vita di figli di Dio che ci è stata donata.

Due strade, due esiti diversi. Dice S. Paolo: Se vivete lontano da Dio, morirete.

Se, invece, mediante lo Spirito fate morire il male che è in voi, allora vivrete. Vita e morte, speranza e disperazione, luce e tenebra, gioia e tristezza: sono le conseguenze delle scelte dell’uomo, del vivere secondo lo Spirito o del vivere senza Dio.

Questa è l’opportunità che Dio ci dà: vivere per sempre con lui. Perché questo dono immenso? Spiega ancora Paolo: Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E aggiunge: Voi avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo.

In poche parole abbiamo ascoltato un vangelo, una bella notizia, la più bella notizia che dice fin dove arriva l’amore di Dio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-05-2020 alle 07:55 sul giornale del 01 giugno 2020 - 60 letture

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