Post Covid, Cittadinanzattiva e Tribunale per i Diritti del Malato chiedono la ripresa delle attività ospedaliere

ospedale generico 3' di lettura 05/06/2020 - “Ora è urgente riattivare le strutture e i servizi sanitari sospesi a causa della emergenza COVID”.

E’ passato un mese da quando la Regione Marche con delibera di Giunta n. 523 del 5 maggio ha adottato il piano per il riavvio delle attività di ricovero ed ambulatoriali sospese a causa della emergenza COVID.

E ancora oggi, ad un mese di distanza, non ci siamo. I nostri sportelli continuano a ricevere segnalazioni da parte delle persone circa le difficoltà nel riprenotare, in particolare a mezzo CUP telefonico, le prestazioni (visite ed esami) in classe D e P e che sono state annullate con la delibera di cui sopra.
Ma non basta. Negli ultimi giorni Cittadinanzattiva delle Marche sta ricevendo segnalazioni per pazienti oncologici in fase terminale ancora ricoverati, stante la non riattivazione degli hospice, nei reparti ospedalieri.
E la cosa più incredibile è che a segnalarci quanto sopra sono stati anche i direttori delle unità operative ospedaliere che ci hanno raccontato della perdurante presenza presso i loro reparti di pazienti oncologici in fase terminale e che continuano a tenere, pur non essendo per questi il luogo più opportuno, a causa della non riattivazione del servizio di hospice.

E’ anche passato un mese, era il 9 maggio, da quando Cittadinanzattiva delle Marche ha scritto al Presidente della Regione Marche, alla Dirigente del Servizio Salute e quindi a tutti i Direttori generali delle Aziende sanitarie / ospedaliere delle Marche avanzando da subito tutta una serie di riserve, osservazioni e richieste di modifica del piano di riavvio delle attività del nostro servizio sanitario regionale, siccome e tra l’altro per noi non sufficientemente efficace nell’azione di prevenzione del COVID 19 nella fase post pandemica e tanto meno chiaro sulla riorganizzazione anche dei pronto soccorso e dunque lamentando il mancato coinvolgimento delle associazioni di pazienti e di cittadini nella definizione del medesimo piano.
Ebbene, ancora ad oggi nessun riscontro alla nostra lettera. Eppure siamo ancora convinti, ed oggi più che mai, che la nostra presenza, la nostra partecipazione non è qualcosa di cui potersi dimenticare pur con tutte le difficoltà che il COVID ha portato e che tutti, amministratori, operatori sanitari, pazienti e cittadini, abbiamo vissuto e stiamo vivendo.
Eppure è proprio nella delibera di un mese fa che c’è scritto che “appare opportuno prevedere un graduale riavvio delle attività sospese per la necessaria tutela dei pazienti con bisogni sanitari non ulteriormente procrastinabili”.

E’ proprio in ragione di quanto sopra che i pazienti oncologici in fase terminale sono tra quelli con bisogni che non possono ulteriormente attendere, anche in termini di spazi adeguati. E allora ci si domanda: quando durerà questa gradualità di riattivazione dei servizi? Quanto ancora dovremmo attendere? Per noi è chiaro che l’urgenza non è finita. Ora vi è l’urgenza della riorganizzazione dei servizi, vi è l’urgenza di garantire tutela ai nostri diritti, al nostro diritto di salute.






Questo è un articolo pubblicato il 05-06-2020 alle 17:26 sul giornale del 06 giugno 2020 - 427 letture

In questo articolo si parla di ospedale, associazione, sala operatoria

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