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Calcio: Strappini, quel leone rampante che batte nel cuore

3' di lettura 11/06/2020 - Io e Marco c’eravamo sentiti qualche settimana fa, per questioni letterarie, che non avevano niente a che vedere con il calcio: l’avevo trovato come sempre, entusiasta, disponibile, pronto ad accettare i consigli, ma, confesso, si era parlato anche di Jesina.

Perché quando senti quel leone rampante che batte nel cuore, nel bene e nel male, c'è sempre Jesina.

Come poteva essere altrimenti, per chi, come lui, ha la maglia della squadra come una seconda pelle. Ma tra telefonate, messaggi whatsapp, mai e poi mai avrei pensato a questa intervista. Eh sì, lettori miei, Marco Strappini è il nuovo allenatore della Jesina e appena pochi minuti dopo l’uscita ufficiale della notizia, eccoci qui, stavolta a parlare di calcio.

«Si dice che “a volte ritornano” e tu sei ancora qui: è così affascinante quel leone rampate cucito sulla maglia della Jesina?»

«Il fascino per questa maglia è condizionante, per me e per molti altri. Sicuramente fare una scelta che non è solo sportiva, ma di vita, nasce da questo amore per la squadra».

«L’ultima volta che sei uscito dal prato del Carotti è sicuramente stato un giorno triste per te, che effetto ti farà calcare di nuovo quell’erba?»

«Ricordo ogni attimo di quell’ultimo giorno al Carotti. Ricordo quell’abbraccio di Aldo Cervigni, una persona di grande spessore, che in questo momento ho piacere di citare. Tornare mi farà un effetto particolare, ma so che dovrò tenere a bada le emozioni, smaltirle in fretta, perché ci sarà tanto da lavorare».

«Conoscevi già Mosconi, Chiariotti e Amici?»

«Mosconi non lo conoscevo, con Amici invece avevo già parlato il primo anno in cui lui era tornato alla Jesina, poi dopo quel primo contatto non si fece nulla, Chiariotti l’ho conosciuto nelle ultime settimane».

«Serie D o Eccellenza, per te sarà la stessa cosa?»

«Oggi siamo in Eccellenza, perciò dobbiamo pensare a questo campionato e costruire una base solida per la categoria, comunque molto impegnativa. Se poi durante l’estate succede qualcosa, credo che la società voglia farsi trovare pronta. Adesso pensiamo solo all’Eccellenza».

«Che tipo di squadra ti piacerebbe avere?»

«Vorrei giocatori capaci, di qualità, ma fortemente motivati, perché poi questa maglia ti aiuta a tirare fuori le motivazioni. Motivazione che però vanno accompagnate dalla qualità, sia dal punto di vista umano, che sportivo. Vorrei questo tipo di giocatori, che sposino questa mentalità: andare sempre a giocare senza paura».

«Il pubblico di Jesi ti ha sempre riservato dimostrazioni di affetto. Che messaggio vuoi lanciare ai tifosi, in questo particolare momento di difficoltà?»

«Ho sempre considerato un orgoglio, l’affetto ricevuto dal pubblico di Jesi, ora sono consapevole che i tifosi si aspettino dei fatti, più che parole di circostanza, da parte mia e da parte nostra. Parlo di noi, della Jesina, più che perdermi in parole che non servono, prometto che faremo di tutto per riportare una passione che, sono sicuro, è solo sopita, ma che vorrei che tornasse ardente. Non so se ardente è la parola giusta, ma forte e travolgente sicuramente sì.».

(dall'archivio di Vivere Jesi, la prima foto di Marco Strappini da giocatore nella Jesina)






Questo è un articolo pubblicato il 11-06-2020 alle 14:01 sul giornale del 12 giugno 2020 - 1125 letture

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