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comunicato stampa

In ricordo dello scomparso Paolo Finzi

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da Lettera firmata


"Ciao Paolo", la lettera di saluto della Federazione Anarchica Italiana, sez. "M. Bakunin" - Jesi,  sez. "F. Ferrer" - Chiaravalle, Centro Studi Libertari "Luigi Fabbri" Jesi, Circolo Studi Sociali "O. Manni" Senigallia.

Non è facile scrivere di un compagno che se ne va. Ancor più se quel compagno si chiama Paolo Finzi. Lo abbiamo avuto nostro ospite l'11 gennaio scorso, per una iniziativa su De André, nella conferenza che prendeva spunto da una delle sue ultime fatiche editoriali: Non ci sono poteri buoni.

Una iniziativa che andava oltre il ricordo della figura dellamico cantautore e del compagno genovese, per rappresentare una bella testimonianza di vita, di lotta, di crescita; narrazione di un mondo che non è più. È stata molto partecipata la conferenza di Paolo, l'11 gennaio scorso, prima della pandemia; un mondo fa. Per alcuni di noi Paolo era Rivista A, con il suo inconfondibile marchio di copertina, ripreso più volte da tanti esperimenti editoriali dellanarchismo, in Italia e fuori, lungo un tempo che copre mezzo secolo di storia. Trovare la rivista esposta nelle edicole della periferia italiana, in giro per le grandi città o allentrata delle sedi dei compagni, era qualcosa di buon augurio.

Non si può ricordare Paolo senza mettere luomo e il compagno allinterno del contesto storico e di vita che ha attraversato. Figlio di quella generazione di giovani, ricca di speranze e di tensioni verso il futuro, già conoscitrice di molte cose, ma inestinguibilmente assetata di nuovi saperi. La generazione della fine degli anni sessanta, cresciuta fra utopie vissute e strategie della tensione subite, fra un prossimo assalto al cielo annunciato e le rotture interne ad un movimento anarchico che soffriva il mutare dei scenari sociali ed economici, le contraddizioni di classe e di ceto, le spinte liberali, umaniste e sindacali, poco rappresentative di quella questione sociale che ne aveva caratterizzato i decenni migliori.

Al di là di qualsiasi valutazione, Paolo ha rappresentato un compagno che è riuscito ad essere sempre presente in maniera ostinata e contraria in ogni mutar degli eventi. Paolo è riuscito a mantenere una lucidità ed una coerenza di pensiero e costruzione dellazione, sempre legata alla società in cui viveva, ai tempi che stava attraversando. Lui, come molti compagni appartenenti alla sua generazione.

Scontato dire che su alcune cose non ci si trovava daccordo. La genuinità del pensiero e dell'uomo sta nell'essere vivo quando non tutto quello che dice, non tutto quello che fa è condiviso. Vale per molte situazioni, ancor più per lagire e il pensare libertario. E questo aspetto probabilmente rappresenta leredità più importante di Paolo Finzi, il compagno di Milano, il direttore di Rivista A, l'infaticabile e generoso cacciatore di morosi di abbonamenti non pagati.

A noi, figli della generazione successiva allassalto al cielo linsegnamento di Paolo, la sua storia e le sue storie, debbono servire per riuscire a tenere in mano il testimone da passare alla generazione di ribelli e di rivoluzionarie, di refrattarie e militanti, di libere e bestemmiatori incalliti, che cè già. Un abbraccio alla famiglia di Paolo, alla redazione di A, alle compagne e ai compagni che gli erano più prossimi, e a tutti noi.

Ciao Paolo. Ciao Anarchico.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-07-2020 alle 16:03 sul giornale del 23 luglio 2020 - 428 letture