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I Luoghi del Cuore FAI, la classifica provvisoria Marche: l’Antica farmacia dell’Ospedale Fatebenefratelli tra i più votati

6' di lettura 23/07/2020 - A oggi il luogo nelle Marche al primo posto della classifica provvisoria (classifica provvisoria completa su www.iluoghidelcuore.it) si trova Villa e Parco Cerboni Rambelli a San Benedetto del Tronto (AP).

Costruita intorno al 1870 dal medico Angelo Cerboni, la grande casa, che si articola in un corpo centrale e due laterali sovrastati da terrazze panoramiche, è un esempio di architettura signorile del XIX secolo. È circondata da un parco di 11.600 mq, percorso da vialetti e arricchito da numerose essenze arboree. Dal 2001, grazie al lascito testamentario del suo ultimo proprietario Paolo Rambelli, è proprietà del Comune. Il parco rappresenta un importante polmone verde e grazie a un progetto speciale ha cominciato a essere utilizzato come spazio distensivo e terapeutico per il vicino ospedale, ma necessita di interventi di recupero, così come la villa, oggi inagibile. Il comitato “Amici della Villa e Parco Cerboni Rambelli” raccoglie i voti per chiedere la riqualificazione del complesso, con l’obiettivo di farne un polo culturale per la cittadinanza.

Segue l’Abbazia di San Michele Arcangelo a Lamoli di Borgo Pace (PU), situata alle pendici dell’Appennino Umbro-Marchigiano, presso il crinale di confine tra Marche, Umbria e Toscana. I monaci benedettini la fecero costruire tra IX e X secolo, anche se oggi l’edificio appare nella più recente veste duecentesca. Di imponenti dimensioni, il complesso comprende la chiesa – che conserva un ciclo di affreschi databile al XV secolo e una piccola raccolta di arte sacra e manoscritti - il monastero e la foresteria. Il sito, accessibile e ben conservato, è stato già votato nei precedenti due censimenti grazie all’attivissimo “Comitato per la Valorizzazione e il Restauro dell’Abbazia Benedettina di San Michele Arcangelo di Lamoli” perché necessitava di un recupero del tetto e nel 2018 si è classificato all’ottavo posto nazionale, con oltre 24.000 voti, nonostante si trovi in un paesino di soli 600 abitanti. La Parrocchia lo ha poi candidato nel 2019 al bando che FAI e Intesa Sanpaolo lanciano dopo ogni censimento e l’intervento di restauro, cofinanziato dalla Diocesi, è oggi in corso. Come spesso accade con “I Luoghi del Cuore”, è inoltre scaturito un effetto virtuoso: verrà realizzato un nuovo sistema d’illuminazione, con piccoli apparecchi che si integreranno nel contesto architettonico rispettandone ed esaltandone lo spirito. Il bene rientra nella classifica speciale “Italia sopra i 600 metri”.

Al terzo posto la Pieve di Santo Stefano di Gaifa e la Torre Brombolona a Canavaccio (PU), località a 7 km da Urbino. La pieve, attestata dal XIII secolo, era legata ai castelli di Gaifa e Primicilio e all’antico Monastero benedettino di Sant’Angelo di Gaifa, ma venne più volte distrutta e riedificata. L’edificio attuale, che sorge in posizione isolata in mezzo alla campagna coltivata, venne consacrato nel 1727; danneggiata dal sisma del 1997, la chiesa è oggi in buono stato di conservazione. I due castelli sono pressoché scomparsi: restano solo i ruderi della Torre Brombolona, che apparteneva al forte di Primicilio. Il suo nome è legato ai “bromboli”, le stalattiti di ghiaccio che in inverno si formavano all’interno della sua campana, contesa tra i due castelli. Il comitato “Valorizzazione Pieve Santo Stefano di Gaifa”, nato per volontà degli abitanti del piccolo borgo di Canavaccio, partecipa al censimento per rendere più noti questi luoghi.

Molti voti per la Rocca Varano a Camerino, una spettacolare fortezza che sorge in posizione dominante su uno sperone roccioso a breve distanza dal centro abitato e a controllo della Valle del Chienti. Venne edificata nel Duecento come residenza fortificata della nobile famiglia dei Da Varano, che da qui imponevano gabelle a chi percorreva la strada tra Roma, l’Umbria e l’Adriatico: fu proprio in tal modo che i Da Varano costruirono la fortuna che gli permise di diventare signori di Camerino per quasi tre secoli e tra le dinastie signorili di maggiore durata nella storia marchigiana. La rocca venne trasformata nel secolo successivo in fortezza con funzione difensiva e, dopo l’estinzione della dinastia, in casa colonica. Luogo di grande valenza storica e simbolica, la rocca è stata resa inagibile dal sisma del 2016. Il comitato “Rocca Varano” si definisce “un gruppo di amici innamorati del proprio territorio” e partecipa al censimento con l’auspicio che il sito venga recuperato e valorizzato. Il Bene rientra nella classifica speciale “Italia sopra i 600 metri”.

Numerose le segnalazioni giunte per l’Antica farmacia dell’Ospedale Fatebenefratelli di Jesi (AN) che si trova nel centro storico cittadino. Edificata nel 1757 insieme all’ospedale, all’epoca di grande modernità, conserva gli arredi originari in legno, alcuni dotati di meccanismi segreti per nascondere i preparati più preziosi. È articolata in due ambienti, uno più interno, detto “delle scattole”, deputato alla conservazione delle materie prime, e la farmacia vera e propria, dove si custodivano i prodotti galenici nei tipici vasi in maiolica dipinta, che sono stati trasferiti – ve ne sono ben 206 - nella Pinacoteca di Palazzo Pianetti. La Spezieria risulta dunque vuota ed è chiusa dal 2015, anno in cui l’ospedale è stato trasferito in una nuova struttura. È inoltre minacciata da infiltrazioni, che in mancanza di intervento rischiano di compromettere le boiseries settecentesche. Il comitato “Proposta Jesi” ne auspica il recupero e la valorizzazione. La raccolta voti è sostenuta da due jesini d’eccezione: la campionessa olimpica di fioretto Elisa Di Francisca e il CT della Nazionale Italiana di Calcio Roberto Mancini. La farmacia rientra nella classifica speciale dedicata ai “Luoghi storici della salute”.

Tra i beni più segnalati anche il borgo di Visso, tra i più colpiti dal terremoto del 2016. Il suo centro storico per il quale era conosciuto come la “perla dei Sibillini” – si trova infatti all’interno del Parco Nazionale - è stato gravemente danneggiato, con il 92% degli edifici dichiarato inagibile. Sorto in posizione strategica sul percorso di collegamento tra Roma, Spoleto e Camerino, il borgo, cinto da mura, conserva ancora la sua impronta medievale, con caratteristiche vie tortuose, mentre la piazza principale è circondata da edifici di epoca rinascimentale. La ricostruzione, però, stenta ad avviarsi e attraverso il censimento si auspica di poter dare nuova vita a un paese che rischia un inarrestabile spopolamento e, con esso, la scomparsa. Il Museo Civico conserva 27 scritti autografi di Giacomo Leopardi, acquistati nel 1868 dall’allora Sindaco Gaola Antinori, tra cui il manoscritto originale de “L’Infinito”. Visso appartiene alla classifica speciale “Italia sopra i 600 metri”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-07-2020 alle 15:13 sul giornale del 24 luglio 2020 - 322 letture

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